si approssima allo sguardo:
il confine con la morte.
Non occorre lasciapassare
per varcarlo.
Un bimbetto può oltrepassarlo
per gioco.
Alcun filo spinato
difende gelosamente
il nuovo stato.
Anime perse, compagni di guai;
spiriti vani,erosi dal vento.
Lasciamo questo mondo:
ci regala solo disprezzo.
Gettiamo i rimpianti
nei profondi crepacci.
Non servono lacrime
al viaggiare senza ritorno.
Ora ripesco dal sacco non le corna dell'alce
E fino a qui
nessun aratro.
di bacca
gabbiani dagli occhi morti sputano sassi sui pescatori di perle di gomma.
Donne in calze autoreggenti affamate d'amore,
strascicano reti vuote sulle spiagge selvagge della solitudine.
Bambini , stinti e senza volto , che, aggrappati ai loro sogni, indicano comete di periferia,
mentre violini scandiscono la melodia del tempo che non verrà.
Occhi annacquati da cristalli liquidi osservano il mondo stando di spalle,
capo chino, immersi nella pioggia tossica dell'apatia generazionale.
Ma tutto tace mentre l'alba tramonta,
e il futuro tutto ad un tratto sembra più nitido, più incerto, più chiaro, più nero...
che al prossimo giro il grigio s’attenui
mentre enfasi ancora non trovo
per metter da parte tinte e pennelli.
In quest’ora di respiri implodenti,
d’echi sconnessi dal tocco del tempo,
quando anche ritardo portano gli astri,
persino la luna mi appare insolente.
Perfetta, la mia solitudine va
a fondersi stretta al nero di notte
ed ombra tra ombre diventa all'istante,
perfida icona del tutto e del niente.
ma solo il Creatore può con rigoglio sviluppare
Estasi di un'anima che fuoriesce dal corpo
per liberarsi in eterno abbraccio al Padre Celeste
Divinità la proclama eletta, ma deve guadagnarsi
la chiamata con opere di carità
Emblema di una Trinità che in lei spera,esulta,
agisce e piange sommessa per le sue frequenti cadute
la voce del vento che soffia.
della vita sulla mia pelle.
fra cielo e terra.
in questa notte interminabile
spio quella voce nel vento
che annuncia tempesta.
le carezze dell'arcobaleno
che arriverà,
sarò pronta a ricominciare
fino a che la vita
non ci separi ancora
da questo tramonto
e dal cielo che mi parla...
nello scettro del domani
d'inchiostro nero
se anche a decoro
vorrei invadere
la calma
adornata sposa
Trascende
la scelta del colore
il vuoto
di naturali al negativo
Sfianca il presente
in effluvio di suppliche
compagine assente
d'atea trasparenza
ricurva di gioia.
e fluisce dentro me le sue onde elettromagnetiche al vetriolo...
un altro show sta per iniziare,
poi crollo.
scorrazza in cielo.
L'aereo nemico, minacciando,
si abbassa
Alcuna nuvola
non fa velo.
Sprezzante nel suo apparire,
inanella audaci cabrate
sino a sfiorare teste inermi
e atterrite.
Il rumore potente
tiene in ostaggio il silenzio
e non chiede alti riscatti
per concedere requie.

Furono attimi a sfiorar pensiero
ove perdei l'emisfero quel vortice
di assenze ad incontrar presenze.
Attimi statici e vagabondi,
estensione d'immemore
passaggi esistenziali.
Attimi parlanti in
solitarie armonie,
musiche assordanti
senza intonar canzoni,
parole dette e ripetute in
discorsi attoniti e frangenti rime.
Furon sensazioni a deragliar strada e
sensazioni a portar sul solito sentiero.
Ah furono e pensai che durassero una vita,
ma han svilito i colori, son fuggite
il tempo è stato duro e
temprato di ragioni ove
ad attimi fluenti ivi sorrisi!
impetuoso,
m’arriva da lontano…
Tenera e intensa
la sua voce
segretamente e muta…
melodica,
armoniosa,
sensuale…
un vortice mi avvolge
impadronendosi della mente,
strappa battiti irruenti,
intensi…
vivi.
Respiro dal suo respiro
naufragando
nell'intimo suo sguardo…
La sua pelle vellutata
unta di sensualità
m’inonda di passione
che saggio
col palato della mente,
ne avverto il suo tremore
gustandone stille di rugiada,
padrona
di quell'intimo attimo
segreto.

Agnello Santo,
a te si affida il pianto
di chi da una vita
ti sta cercando;
il carcerato che sconta
la sua pena,
l'apolide in cerca
di una patria,
il morente che rivede la sua vita
in variopinta girandola
di omissioni e errori.
Agnello mai stanco
di perdonar le offese,
di obliar le persecuzioni,
di confidar
in tutti gli uomini
cattivi e buoni,
bianchi e neri:
tutti uguali
davanti al tuo infinito amore.
Agnello miracoloso,
più di una voler astuto,
più temibile di un lupo,
sia tu lodato
nunc et semper
nel mondo
Agnello vittorioso!








