Qual foglia si mescola alla follia
del vento raccoglie le forze
una luce verde ebbra d'aria
ove grida virginea la natura
un miscuglio di rami flessuosi
godono a far il male per vendetta.
Lei ha occhi glauchi pensierosi
un sottile nastro rosso tra i capelli
un timoroso rigurgito di parole
che separa odio e sentimenti.
Si accartoccia come foglia
lesta a danzare nel dolore
vessillo infelice eppur amato.
senza preavviso...
Ti penetra il cuore
con battiti audaci,
capaci di trapassare paura
a quel complesso indecifrabile
somigliante all'universo... la mente.
Un nodo in gola
sfiora la saliva affaticata.
L'Amore non ha regole,
destabilizza in rumori sordi
par la mancanza del suo respiro.
Non ci sono risposte
capaci di comprendere
la potenza della sua essenza,
implacabile
dinanzi a ogni forma di vita.
Arriva,
rapisce,
trasforma,
impara,
insegna!
Crea di due battiti
quel tuono unico
capace di farsi sentire tra tanti,
oltre le distanza del tempo...
oltre il tempo nella distanza.
Prendi una manciata di stelle,
un po di nuvole, qualche raggio di sole.
Aggiungi l'azzurro ed il cobalto,
il fresco della luna ed il calore del sole...
Metti tutto da parte.
Ora prendi un po di sale
e mettilo nell'acqua, crea il mare.
Un po di terreno qui, qualche fiume lì
e laggiù un po di laghi e monti.
Alberi a volontà e qualche pizzico di colore.
Metti tutto da parte.
Adesso facciamo un bell'impasto
e mettiamo ogni cosa al posto giusto...
man mano crea la nebbia,
il vento, la salsedine, l'umidità.
Ora che tutto è completo
metti tutto da parte.
Inventa la vita... animali.
Animali di ogni specie,
piccoli, grandi, belli, brutti,
a quattro zampe a due,
con piume, con squame... ora appoggiali
dove sai possano vivere felici.
I cani ed i gatti riservali...
mettili da parte.
Ora che non manca nulla
inventa l'uomo e la donna,
spargili un po ovunque sulla terra ferma
e qualcuno anche sul mare,
dai a loro lingue e colori diversi
tanto non si capirebbero comunque.
Prendi i cani e i gatti,
mettili accanto agli umani
e lascia riposare il tutto,
affinché sia tutto alla perfezione.
Aggiungi, per terminare l'opera,
i suoni e la musica,
che coi versi degli animali
si amalgama tutto perfettamente
e metti l'intera opera nelle mani degli umani,
così che possano avere giorni lieti.
Fatica sprecata! Tutto è andato distrutto.
Probabilmente gli umani non hanno gradito.
con amore e dedizione,
la fatica non la sente
si ricarica con il sole.
Passo, passo ogni giorno
vede crescere il suo amore.
Sempre pronta a consolare
asciugando lacrime e
cerotti per ogni male.
Gli anni passano
ma la mamma non
si sposta dal suo fianco,
sempre pronta ad aiutare
il suo cuore non è stanco.
Poi un giorno il suo bambino
come un uccellino vola via
lei serena l' incoraggia
non importa se resta sola.
La magia della mamma
è che i figli grandi e piccini
sanno sempre su chi contare,
lei è lì oggi e domani.
A volte
non ho parole adatte per cantare
bellezze assaporate lungo gli anni
o pene ingoiate lungo gli anni
e sono privo d’ogni giusta nota
per replicare suoni già sentiti.
.
Poesie, canzoni e racconti
latenti se ne stanno in disparte
nel pudore di non manifestare
emozioni che andrebbero invece
incise per marcare il mio tempo.
E s'ode dal colle
un gracile fragore
da natia magie
di colori vivi
in fragranti essenze.
Respirar l'intimo
calor d'amore.
Riecheggia pe' 'l mondo
la tanta bellezza, futile,
privo di vibrazioni.
Quant'è inutile parlar
a respiri che brucian
pe' 'l non saper ascoltar
la musica dell'amor...
ancor prima che sbocci.
E s'ode, 'l temer la morte.
Eppur non c'è compagna
più fedele d'essa
che accompagna l'esister
dal provenire del mondo.
Son moti vibranti
che scuoton vite,
in mute attese...
prive di poesia.
non vedere
il vento strappar via quel
fiore sulla neve.
Non si vede il sole che sorge all'alba
le nuvole con la tempesta
hanno oscurato il cielo.
Vorrei non dover essere distante da te,
per non sentire il passare del tempo.
Nell'ombra dell'attesa
danzano i fiocchi di neve al ritmo della musica
che anticipa il Santo Natale
e le favole diventano realtà.
C’erano i campi di grano dove vivevi tu.
Quel grano del colore della tromba
che papà tuo suonava per te e la mamma.
La tua mamma chiudeva gli occhi
e sorrideva, e i suoi pensieri e i sogni
come note affollavano quei tre tasti.
Papà smetteva solo un attimo di suonare
per guardarti e prender fiato.
Poi lo sguardo andava dove aspetta il grano,
con la bocca al vetro appannato di respiri.
Lei sospirava, e richiudeva gli occhi…
e lui tornava a suonare.
Oggi hai guardato da quella finestra.
Il grano a dicembre è un’impronta nel fiato
sul vetro… di anima e luce da una tromba.






