In cuore molce il suo ricordo,
l'enfasi m'apre delle ore
che liete danzano fanciulle
e lenta scorre la linfa
nelle vene del suo collo
come in arco tenero virgulto,
un sussurro di carezze calde
mi scrolla il ventre diaccio
che palpita pel mano lieve.
Non sa ch'io l'amo pio
per la beltà ch'effonde intorno,
donna mirabile di sue virtù,
mi concedo ai lai d'amore
in un sussurro già prolungato
che sfiatò tra lisce dita.
In cuore non c'è più spazio
che mi consenta d'essere beato,
in meno di un attimo sarò sfiancato.
S'accresce ora il silenzio gaio,
adagiato sul seno, smarrito aio.
che mai più ti toccheranno.
Lascio l'istinto mio animale,
i sentimenti di questo cuore,
le candele mezze consumate,
e labbra avide che per sempre
resteranno in attesa delle mie.
Lascio al caso, il mio destino,
ed i miei malinconici sorrisi,
dopo aver chiuso tutte le porte.
Lascio chiudere il passato
con dentro il mio innamorato.
Le immagini di ieri
Gli scatti dell'oggi
Senza nulli spazi.
Domandandosi
cosa sei
cosa fingi di essere.
Tutte le sfumature
Che possono essere percepite
Dal pensiero assorbite.
Calcando le vie passate
Nel caleidoscopico ricordo
Di momenti felici
All'interno
di intrecciate tele
Racchiuse in eteree cornici.
Oh fra tenere mani lieta posai
Mi ero riproposto di telefonarle per chiederle scusa. Da due settimane avevo chiuso con lei.
Due settimane consegnate al silenzio che avevo architettato per una insana voglia di vendetta. Lei aveva avuto alla fine, dopo reiterati sospetti, la certezza che fossi di un’altra e aveva mostrato la sua rabbia con un’indescrivibile scenata di gelosia. Non potei discolparmi per dirle ch’era stato solo un gioco. Glielo avevo fatto credere per spezzare la monotonia del nostro rapporto: scarse amicizie, difficoltà a parlare di noi, necessità di curare egoisticamente i propri interessi, serate silenziose sul divano a seguire film scialbi. E rare occasioni per fare l’amore. Lei era metodica e programmava “ l’amore” solo nei giorni della settimana in cui non andava in palestra. Mai effusioni improvvise secondo il mio desiderio… solo ordine e compostezza anche nel fare l’amore. In quei momenti mi ricordava la moglie del principe Tomasi di Lampedusa , descritta dall’autore ne “ Il Gattopardo”. Una donna ossessionata dalla paura dell’atto coniugale, tanto che il principe suo marito non le aveva mai visto l’ombelico…
Quella sera sul divano, prima di addormentarmi, mi ero convinto che pensavo ad un’altra donna.
C’era una lei che mi piaceva, un desiderio nato al mattino d’impulso come quando decidi di alzarti per andare in bagno e soddisfarti. Potevo dare una scossa alla mia vita, certo potevo farlo per sentirmi vivo. Lei la ritrovavo quasi ogni volta che uscivo di casa. Scendeva o saliva le scale con studiata lentezza, come se volesse impedirmi di scansarla. Leggevo ogni suo pensiero nel movimento sussultorio delle natiche, era un invito a seguire i suoi passi per incollarmi alla sua schiena. All’ultimo gradino si voltava e mi sorrideva mostrando il candore dei denti perfetti. I suoi silenzi erano eloquenti come un’ orazione pro suo corpore.. .L’altra, quella con cui avevo chiuso, non l’avevo mai desiderata con la stessa intensità.
Avevo sollevato la cornetta del telefono, deciso a chiedere perdono… Qualcuno aveva suonato alla porta. Era la ragazza delle scale, pronta a perorare.
*
Sto morendo in questo bacio
dove un sospiro se ne va col vento,
resta il tormento per il troppo dolore.
Sa di vita, sa di amore sparito,
che cerco invano di afferrarlo ancora...
di chiuderlo a chiave dentro al cuore.
*
Sto morendo in questo momento
dove una lacrima scende sul viso
sta bruciando su di una ferita...
sa di sale, mi marchia la pelle.
Nell'indelebile e nascosto sorriso
Ti regalerò tutte le stelle,
le parole sono sempre quelle,
sono quelle che, che tu già sai
ma le stelle ancora non le hai.
Ti regalerò la vita mia,
quel che dico no, non è bugia,
ti regalerò il mondo intero
la vita è vita, non un cimitero.
Ti regalerò anche il sole,
per scaldare il tuo grande cuore,
luce, pace, immenso dolce amore
sia la vita tua senza dolore.
Che la gioia grande del mattino,
sia con te sempre e nel cammino,
ma non andare mai troppo lontano
tu l’amore l’hai dentro la mano.
Ti regalerò la luna piena,
per far luce alla nostra cena,
illuminar le lunghe notti buie
e scacciare via le nostre noie.
Ti regalerò l’immenso cielo,
sarò servo tuo con tanto zelo,
bisogna amar la vita, tutte le ore
con affetto e, con tutto il cuore.
volti grigi nell'asfalto nero,
cuori senza cuori... nel cemento
di un disagiato tempo,
ormai consumato e corrotto
da un male intenso, che dentro...
sgretola carne e ossa.
Poi guardo avanti e capisco.
Capisco che un mal d'amore
arriva solo per far l'amore,
in una notte dove tutto si scorda,
attraverso un piacere che dall'anima
passa al corpo per poi uscire e...
non rientrare più.
Sei una parola detta in silenzio,
tra fiumi di discorsi insensati
persi e ritrovati nel caos.
*
che lascia entrare un giorno di luce
che sa di tempesta è malvasia.
*
Sei l'altra metà di quello che non so,
forse... di ciò che vorrei che fosse,
che ancora non è, ma sarà.
*
Sei un bacio mancato sulle labbra che
sigilla con un trasparente apostrofo,
la passione che ancor vive dentro noi.
negli abissi
d'un volto chinato
nel rincorrere i sassi
di un velo stracciato
dalle urla avide d'immenso
TU
Figlio Reale
scacciato dal vento
farai nascere la notte
nella nostalgia
delle onde
nel nodo
che porta il tuo sangue
nei giardini adorati di spine
risplenderà
la purezza di Venere
In libera Ascesi
su rovi a digiuno
sia la tua guerra
nel professarsi innocenza
su empie corone
impadronite di tempo !







