In cuore molce il suo ricordo,
l'enfasi m'apre delle ore
che liete danzano fanciulle

e lenta scorre la linfa
nelle vene del suo collo
come in arco tenero virgulto,

un sussurro di carezze calde
mi scrolla il ventre diaccio
che palpita pel mano lieve.

Non sa ch'io l'amo pio
per la beltà ch'effonde intorno,
donna mirabile di sue virtù,

mi concedo ai lai d'amore
in un sussurro già prolungato
che sfiatò tra lisce dita.

In cuore non c'è più spazio
che mi consenta d'essere beato,
in meno di un attimo sarò sfiancato.

S'accresce ora il silenzio gaio,
adagiato sul seno, smarrito aio. 

 

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Profilo Autore: Libero  

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Lascio te e questa stanza...
e i pentimenti di un letto disfatto.
con l'odore tra le lenzuola,
e l'ardore di queste mani
che mai più ti toccheranno.

Lascio l'istinto mio animale,
i sentimenti di questo cuore,
le candele mezze consumate,
e labbra avide che per sempre
resteranno in attesa delle mie.

Lascio al caso, il mio destino,
ed i miei malinconici sorrisi,
dopo aver chiuso tutte le porte.
Lascio chiudere il passato
con dentro il mio innamorato.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Mettendo accanto
Le immagini di ieri
Gli scatti dell'oggi
Senza nulli spazi.
Domandandosi
cosa sei
cosa fingi di essere.
Tutte le sfumature
Che possono essere percepite
Dal pensiero assorbite.
Calcando le vie passate
Nel caleidoscopico ricordo
Di momenti felici
All'interno
di intrecciate tele
Racchiuse in eteree cornici.
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Profilo Autore: Renato  

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Oh fra tenere mani lieta posai
e di quel dolce cullar riposai a
deliziar dei tuoi sorrisi e
quando piangevo pian piano
gli occhi m’asciugavi.
Nonno dalle mani fredde e
il cuore caldo, nelle tue braccia
feci placido riposo.
Nonno a raccontar favole e
ricordare storie vissute
ad ascoltar le ore mettevano le ali.
Nonno a profumar di terra e
verdi foglie e quel profumo di
legno vecchio e ramoscelli secchi
intrisi di sudore ...
Nonno un punto fermo nella vita e
fui bambina sopra le tue ginocchia ed
or comprendo quanto m’amasti e
ben ricordo quanto c’amammo!

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Mi ero riproposto di telefonarle per chiederle scusa.  Da due settimane avevo chiuso con lei.
 Due settimane consegnate al silenzio che avevo architettato per una insana voglia di vendetta. Lei aveva avuto alla fine, dopo reiterati sospetti, la certezza che fossi di un’altra e aveva mostrato la sua rabbia con un’indescrivibile scenata di gelosia.  Non potei discolparmi per dirle ch’era stato solo un gioco. Glielo avevo fatto credere per spezzare la monotonia del nostro rapporto: scarse amicizie, difficoltà a parlare di noi, necessità di curare egoisticamente i propri interessi, serate silenziose sul divano a seguire film scialbi. E rare occasioni per fare l’amore. Lei era metodica e programmava “ l’amore” solo nei giorni della settimana in cui non andava in palestra. Mai effusioni improvvise secondo il mio desiderio… solo ordine e compostezza anche nel fare l’amore.  In quei momenti mi ricordava la moglie del principe Tomasi di Lampedusa , descritta dall’autore ne “ Il Gattopardo”. Una donna ossessionata dalla paura dell’atto coniugale, tanto che il principe suo marito non le aveva mai visto l’ombelico…
Quella sera sul divano, prima di addormentarmi, mi ero convinto che pensavo ad un’altra donna.
C’era una lei che mi piaceva, un desiderio nato al mattino d’impulso come quando decidi di alzarti per andare in bagno e soddisfarti. Potevo dare una scossa alla mia vita, certo potevo farlo per sentirmi vivo. Lei la ritrovavo quasi ogni volta che uscivo di casa. Scendeva  o saliva le scale con studiata lentezza, come se volesse impedirmi di scansarla. Leggevo ogni suo pensiero nel movimento sussultorio delle natiche, era un invito a seguire i suoi passi per incollarmi alla sua schiena.  All’ultimo gradino si voltava e mi sorrideva mostrando il candore dei denti perfetti.  I suoi silenzi erano eloquenti come un’ orazione pro suo corpore.. .L’altra, quella con cui avevo chiuso, non l’avevo mai desiderata con la stessa intensità.
Avevo sollevato la cornetta del telefono, deciso a chiedere perdono… Qualcuno aveva suonato alla porta. Era la ragazza delle scale, pronta a perorare.

 

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Profilo Autore: Libero  

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Brilla la neve 
attorno alla capanna, 
un rifugio trovato 
per caso, un riparo
per noi fuggiaschi. 

Nel cielo all'improvviso
una cometa: stella che vai
verso luoghi ignoti, 
portaci fortuna...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Sto morendo in questo abbraccio,
dove il respiro manca nella gola.
Sento forte il sapore dell'addio,
sa di amaro, misto malinconia...
e già so che mi rimane addosso
fino al bagliore di un nuovo cielo.
*
Sto morendo in questo bacio
dove un sospiro se ne va col vento,
resta il tormento per il troppo dolore.
Sa di vita, sa di amore sparito,
che cerco invano di afferrarlo ancora...
di chiuderlo a chiave dentro al cuore.
*
Sto morendo in questo momento
dove una lacrima scende sul viso
sta bruciando su di una ferita...
sa di sale, mi marchia la pelle.
Nell'indelebile e nascosto sorriso
ormai perso nell'emergere del pianto.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Ti regalerò tutte le stelle,
le parole sono sempre quelle,
sono quelle che, che tu già sai
ma le stelle ancora non le hai.

Ti regalerò la vita mia,
quel che dico no, non è bugia,
ti regalerò il mondo intero
la vita è vita, non un cimitero.

Ti regalerò anche il sole,
per scaldare il tuo grande cuore,
luce, pace, immenso dolce amore
sia la vita tua senza dolore.

Che la gioia grande del mattino,
sia con te sempre e nel cammino,
ma non andare mai troppo lontano
tu  l’amore l’hai dentro la mano.

Ti regalerò la luna piena,
per far luce alla nostra cena,
illuminar le lunghe notti buie
e scacciare via le nostre noie.

Ti regalerò l’immenso cielo,
sarò servo tuo con tanto zelo,
bisogna amar la vita, tutte le ore
con affetto e, con tutto il cuore.

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Profilo Autore: Giò For  

Questo autore ha pubblicato 118 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Del rosso di questo Natale
aspetto il bagliore vincente,
quel fascio di luce che prende

e caldo, denso, avvolgente
negli occhi e nei cuori si espande
per poi rinnovarsi ogni istante.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
"Scivola via
il tempo
come pioggia
su foglie
d'autunno,
fra il mugugnare
e lo schiamazzare
inutile
dei mortali:
eterni nell'agire,
labili nelle membra."
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Profilo Autore: Il Viandante  

Questo autore ha pubblicato 31 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Guardo a ritroso solo ora,
per vedere cosa sto lasciando.
Fermate sotto le tempeste,
pause immerse nel catrame,
volti grigi nell'asfalto nero,
cuori senza cuori... nel cemento
di un disagiato tempo,
ormai consumato e corrotto
da un male intenso, che dentro...
sgretola carne e ossa.
Poi guardo avanti e capisco.
Capisco che un mal d'amore
arriva solo per far l'amore,
in una notte dove tutto si scorda,
attraverso un piacere che dall'anima
passa al corpo per poi uscire e...
non rientrare più.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Luminarie accese 
lungo vie di città, 
vetrine addobbate, 
tutti si affrettano
per gli ultimi regali... 
Tu vorresti essere
lontano da dove
non riesci più a stare. 
Desiderare spazi aperti, 
naturali, solo con luce
vera e silenzio...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Un'altra volta è notte,
e scivola su di me
tra le braccia
tra le gambe
sotto le lenzuola -
per riempire gli spazi
e non lasciarmi sola,
mentre l'eco di questo giorno se ne va,
e uno nuovo tra breve tornerà -




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Profilo Autore: FlorYana  

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Sei un pensiero divorato all'istante,
passando dall'anima al cuore,
ma che resta sospeso nella mente.
*
Sei una parola detta in silenzio,
tra fiumi di discorsi insensati
persi e ritrovati nel caos.
*
Sei la notte che sparisce e sbiadisce,
che lascia entrare un giorno di luce
che sa di tempesta è malvasia.
*
Sei l'altra metà di quello che non so,
forse... di ciò che vorrei che fosse,
che ancora non è, ma sarà.
*
Sei un bacio mancato sulle labbra che
sigilla con un trasparente apostrofo,
la passione che ancor vive dentro noi.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Fu l'ora la stessa 
negli abissi
d'un volto chinato
nel rincorrere i sassi 
di un velo stracciato 
dalle urla avide d'immenso
TU 
Figlio Reale 
scacciato dal vento  
farai nascere la notte 
nella nostalgia
delle onde
nel nodo
che porta il tuo sangue 
nei giardini adorati di spine 
risplenderà
la purezza di Venere
In libera Ascesi
su rovi a digiuno
sia la tua guerra 
nel professarsi innocenza
su empie corone 
impadronite di tempo !
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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