Nel mio nome, Lei,
dove non se ne sente il lieve suono di vita.
Dimmi ora dove sei, dimmi ora dove sono.
Divido l'anima che cerca il suo senso,
che una volta eri tu ed ora ti nascondi.
Tra i pensieri ed i ricordi malati passeggio,
ci sono alberi, voragini e maestose mura...
miriadi di scritti di innamorati finiti male,
miriadi di scritti di speranza urlata ai venti.
Divido una lacrima che, ancora tra gli scritti,
cerca invano il tuo sospiro e la tua firma...
per fermarla devi dirmi dove sei, così...
ti vengo a prendere dove ci siamo persi
tanto... quelle mura son state create
per salirci e farci l'amore.
Rosso
pronto è soccorso
alla prova
dove il tempo non conta
dove i binari di una vita
cambiano, assumono cicuta
e vanno per morire.
Un uovo che si rompe
e avvolte nella nebbia
certezze mutano, in indigesti
fusilli allo strike
una camicia che si accorcia
si alza ... bianca
come una bandiera
e spasmodica diviene
la ricerca a ritrovare voce
per il capitolo a conclusione;
ed ecco, come tutti
dimenticando chi siamo
torniamo bambini
ad esatto contatto
con la sostanza.
Affondo in un pensiero tenace,
assalita completamente dall'inerzia,
dove mi arrendo consapevole che...
nel ritrovarsi in un sapore di pelle,
dove le mani non hanno tregua,
dove l'ardore non ti lascia scampo,
è sempre un viaggio oltre la mente.
Sprofondo nell'abisso dei tuoi occhi con
un tuffo dentro agli ansimi dell'anima,
con l'essenza impazzita dalla voglia
di passeggiare tra i folli sensi tuoi.
I nostri corpi leggeri danzano
lungo i sentieri alberati di un
appassionato amore distruttivo.
Sono questi gli attimi in cui
un abbandono di ragioni e logiche
ci rende felici in una insana pazzia.
dentro un frantumato
specchio dei ricordi
in questa notte vergine
morsa dalla brina
mentre scorrono le ore
come grani di un rosario
in questa giostra d'atomi
e di lacrime sporcate
sono foglia senza ramo
alga senza scoglio
nell'asimmetrico sentire
di ogni solitudine
e in questo tempo inutile
di frasi sillabate
cerco un rumore nuovo
un giglio sopra i rovi
sotto una bianca luna
spersa sul nero sfondo
della notte.
su tetti illuminati
dalla luna: angoli
d'argento che si riflettono
sull'anima:
dimentichi il freddo,
vedi magia che
solo laghetti e sentieri
ghiacciati possono dare.
La terra che pare dormire
ed invece palpita piano
sotto di te.
Potrei dirti quanto sei bella
con quei fianchi scoperti e le spalle al muro,
quando aspetti di essere amata.
E’che prediligo quel momento prima dell’alba
perché non mi dà ragione, e fra le ciocche dei
miei pensieri ti fermi a giocare… arricci il naso
e muovi le dita con la malinconia di una fata.
E’ sul far del giorno, che è di chi non sa morire,
che mi hai afferrato i gomiti come a dirmi che
quando l’universo è disposto a farsi guardare
lascia in dote tante domande e nient’altro
che solo una persona come risposta a tutte,
ed io sto come su un’ altalena, a cercare la forza
nelle gambe per spingermi sempre più in alto.
Metti un po’ di incoscienza ora, quel vestitino
bianco e scendi… c’è un cielo che sembra
primavera, e l’aria autunnale
che vuole accarezzarti le gambe.
Ti prenderò per mano e… “…sarò io stessa
a portarmela sui fianchi, tu prendimi.
Alla vita penso io… quando fuori c’è il temporale”.
Di sicuro..è cenare perché devi, senza sapere se farai qualcosa prima di dormire.
E' non riuscire ad essere di buon umore ma nemmeno il contrario.
E' guardare dalla finestra, senza chiederti cosa accade fuori.
E' vivere in un limbo, dove i ricordi non ti toccano, perché tu stasera sorvoli.
Si, sorvolo tutto, le lacrime, il dolore, i dispiaceri ma anche le gioie, le vittorie, l'amore.
Guardo tutto dall'alto senza giudicare e vivo nel distacco totale, fuori dal frastuono, in ascolto del silenzio. Quel silenzio che parla di cose vere.
E scrivo, perché le parole stanno andando da sole, non voglio gestirle, sorvolo anche loro e non le giudico, mentre le dita picchiettano cercando di spiegare il cuore anche a sé stesso. Inspiegabilmente io sento, che domani lui avrà capito.
Ed è così che fermerò questo momento. Che trasformerò l'inconsistenza di questa sera in un passaggio fondamentale, perché siamo noi a dare valore alle cose che ci accadono, noi e nessun altro.
devo sempre tacere
nascondere i miei sentimenti
guardarti e non vederti
parlarti e non poterti dire
vorrei dirti ti amo
e devo soffocarlo
vorrei abbracciarti
e darti tutto l’amore
ma devo stare inerte.
so che è già un miracolo
un miracolo inatteso
e devo accontentarmi
briciole
devo raccogliere le briciole
saziarmi e bere aria
solo questo puoi darmi
e devo dirti grazie
ma so e sento che vuoi nasconderlo a te stesso
se fosse possibile
saresti tu il primo
a corrermi tra le braccia.
Fragilità e forza,
sono i vestiti che indosso,
sono morbidi sulla pelle,
e rimangono la mia sfida...alla vita.
Rimangono gli occhi socchiusi,
a parlarmi quando il tempo mi tormenta
e il buio non da luce.
Ho parole sul cuore che scrivono,
e forse lasciano segni che non andranno più via.
Ma ora sono pronta al cammino,
dove i sassi saranno ostacoli al passo,
e compagni del vento che soffia,
riusciranno a non farmi cadere...
E la mia colpa più grande è stata colore e fantasia,
tu, i giorni li hai resi migliori,
rimanendo la stessa di sempre...
quei fiori che tanto amavi
non posso neppure portarteli.
Non esiste tempo,
non esiste età
per non sentire ancora quel dolore troppo forte,
troppo reale nella mia testa.
Non esistono persone
che tamponano la sofferenza della tua mancanza.
Mi arrabbio ancora con il destino
che ti ha portata via troppo presto.
A volte guardo le rondini
volare alte nel cielo
e penso che loro ti vedono,
penso che vorrei essere
su nel cielo come loro
per rivederti ancora e ancora...
A volte il dolore
è cosi forte che vorrei arrendermi
alle mie debolezze
vorrei cambiare
vorrei credere
di essere uno scalino sopra gli altri
affrontare le tempeste
rompere gli argini
non avere aspettative.
Saltare sopra i binari del treno
e perdere il tempo.
mentre mi spoglio degli
ingombranti vestiti,
dei veli.
Di giorno devo tacere,
ubbidire, ma la notte
è mia, sono finalmente io.
Chissà un domani
lascerò questo Paese
e forse correrò,
vestita lieve, al tuo bagliore,
mia luna.
nei naufragi della vita
lotta aspra ed insicura
lenta e dura è la salita
Gioco sporco col destino
fango dentro gli stivali
denti aguzzi di mastino
c'è di peggio a questi mali
Giro intorno ad un pensiero
nelle notti di sudore
faccio finta che sia vero
ma ci vuole un po di cuore
Tiro frecce e sbaglio il centro
... son finito sul cemento








