Non ricordo il mio nome,
neppure quello del mio Dio,
sono solo un numero senza importanza,
uno schiavo alla mercé del delirio.
La stella di David strazia il mio petto,
è il mio passaporto per l’inferno
e stride nella mia mente
il cigolio di quel vecchio vagone
come il singhiozzo di un bimbo ferito
nella quiete agghiacciante del destino.
“Sporco ebreo, non meriti di vivere!”
Ed odo risa ubriache d’orrore
aggrottare i miei occhi
crocifissi inermi alla morte
contro quel recinto di filo spinato,
seviziato come un cane randagio
affamato d’uguaglianza e rispetto,
come fossi un vecchio rottame,
un inutile rifiuto umano.
Ormai sono solo un gomitolo di ossa
piegate dalla fatica e dal freddo,
han saccheggiato la mia dignità
ed ora volo nel fumo di quel comignolo
pesante come piombo,
come la coscienza dell’uomo
schiacciata da un cielo assassino.
il suo implacabile... plic,
dall'altra parte del vetro,
canterebbe il Pettirosso.
Sa di grigio il tempo,
sia fuori che dentro.
Sa di umido e muschio,
sa di pioggia e vento.
E plic, plic... piove
e il suo rumore mi prende.
Guardo l'orologio appeso,
tic, plic, tac e passa il tempo!
Due briciole sulla finestra,
un ragno che tende il filo,
due gocce dalla grondaia
e il Pettirosso... canta giulivo
spire di serpente
fuoco nel cuore
ghiaccio nella mente
Ho un'anima incolore
sbiancata dai solventi
nel freddo di uno stagno
senza vita né sorgente
Brancolo nel buio
accecato dal destino
Mi azzero nel futuro
in ginocchio... e a capo chino
Lo scrigno dei pensieri illumina la mia mente
Vivo al centro , non alla periferia
Del mio universo personale
Cerco l’essenza, il senso della vita
I dolori,la gioia, il bene, il male
Tutti insieme note dell’esistenza
Ho percepito volgendo lo sguardo alle stelle
L’infinito immenso
Ho preso la speranza e ho vissuto nella sua viva luce.
si apriva su un vicolo stretto
e grigio, dietro un cortile
vecchio e scalcinato.
Ma la bicicletta rossa splendeva
al sole accanto alla pianta di glicine.
Così sono passate le estati
della mia infanzia,
tra petali lilla e quadrati
di pietra.
Ora non possiedo più le chiavi,
non potrò più vedere l'abbaino, dove,
oltre i tetti, intravvedevo il campanile
del duomo: per me allora il mondo
era tutto lì, tra una penombra
di chiesa e la calma del vicolo.
Se chiudo gli occhi ovunque sia,
sono ancora lì, nel mio vicolo
per sempre.
nell'opaco del fiato che piano svanisce.
Gocce monotone fanno strada al silenzio.
Reggo la tazza insieme al mio umore,
sorseggio un po per volta la malinconia e
mi ricopro una spalla dal fresco trapelato.
il boato nel cielo accompagna il mio respiro.
Traccio col dito un disegno deforme,
di un cuore spezzato, che va cancellato
dalla mente ingannata e dall'anima afflitta
da un amore finito nell'oblio del tempo.
a me predestinato, poi rifletto... non è che
andando via, si dimentica ciò che è stato.
Posso cambiar vita, sensazioni e luoghi,
ma la pioggia rimane la stessa...
è una tempesta che fa un temporale!
Per fare poesia
non serve invito
nemmeno sonoro motivo
neppure sostegno
di quadro stupendo
... se è poesia
esce dal cuore
condita, con un po' di ragione
sposta in un quadro
ad ascoltar musica
di tutti i colori
e ... senza pagare biglietto
le basta solo, un gesto d'affetto
... la tua lettura.
il barbiere di Siviglia
col rasoio e la mantiglia
e una foto di famiglia
Fa la barba ai belli e brutti
alti e bassi e farabutti
È di aspetto molto macho
mangia ostriche e gaspacho
Spende tutto a senoritas
tra sangrias e margaritas
ma nei modi è un poco rozzo
e dopo i pasti fa un singhiozzo
Della gente non si fida
ma va spesso alla corrida
Poi appagato e a passo lento
va a ballare anche il flamenco
dalla sera alla "magnana"
finché torna alla sua tana
Ma al mattin non fa una piega
e torna arzillo alla bottega
taglia baffi e basettones
... si, però,... che due cojones...
Quando il giorno cade nell’ombra
E il sole sconfitto cede alle tenebre
Quando non vedi più alcuna luce
E il calore si perde nella notte
Se il tuo cuore trema al buio
Il bicchiere ti può riscaldare
La chitarra ti può rallegrare
Ma solo l’amore ti può salvare.
Dio ha con se l'angelo più bello del paradiso,
noi nell'anima abbiamo tatuato il tuo splendido sorriso,
semplice e genuino,
con te è stato crudele il destino,
ci guardi dall'alto ma tanto lo sai....
che nessuno ti dimenticherà mai,
anche in questi versi c'è magia
perchè tu sei la più bella poesia,
un guerriero coraggioso e forte,
nulla puo fermarti nemmeno la morte,
perchè sei tanto amore
e vivrai nei battiti del nostro cuore.
per illuminare con i tuoi occhi la via.
Non c'è buio profondo nella notte,
solo un grande sentiero di candele.
Li seduto in una stanza,
ci sei tu,
che leggi un libro dalle tante pagine.
Sorridi e così ritorni fanciullo.
Le foglie cadute dall' albero,
volano leggere,
facendo ricordare
la tua semplicità.
Tu ora che viaggi lontano,
sarei sempre accanto,
al cuore di chi ti ha conosciuto.
in asciutti fiumi,
spenti soffi,
spenti echi.
Rotolano balle di paglia,
rotolano senza linfa.
Fame stringe stomaci
vuoti di idee.
Flebili miraggi
si scorgono lontano
ma sono effimeri
privi di fondamento.
Bloccate le speranze,
lavoro non si trova
corsi e ricorsi di storie
che nulla hanno insegnato.
Si parte, si arriva
ma ovunque c'è il gelo,
risorse tremano
da decisioni folli.
Non può esserci futuro
nell'ignoranza di intententi.
Nessuno si mette in gioco
nessuno mette se stesso
L'unica cosa certa e che
il deserto avanza.






