Vidi un gatto spaventato
Quand'ero solo mi dissi
Oh mio dio dov'ho sbagliato?
La mia mente, i crocefissi...
Mi dissi ancora se io
Stessa, avevo sbagliato.
Hai sbagliato, mi disse
il cuore. Non hai fatto.
Poi la mente mi disse
non devi ciò che hai fatto
Nel dialogo tra mente e cuore
Rimane solo il dolore
Per non averlo fai ciò
Che ne la mente ne cuore
Può.
Sorseggio questo bicchierino
d’acqua fresca prima del caffè,
amaro come il tuo riflesso
che lascio scorrere sullo specchio.
Qualcosa di bellissimo
che crede di non essere visto.
Rientrando a casa penso
che delle vetrine mi piace
confondere l’esterno con l’interno
quando viene buio.
Poggio la testa al vetro,
e cerco un riflesso che ti somigli
per potergli sorridere.
Ruba l'aria l'ego, che circonda la terra
permettendo invasione di sentimenti
travestiti di buoni auspici
che ammaliano l'anime
dov'anche male fatto
appare degno
creando eccentrico
il disegno
per costruire piani
sfalsati, sino
all'attico
il proprio.
danno timore alla mente
e fanno battere il cuore.
crescono per amore
e son caotici per rabbia.
distraggono i pensieri
e non lasciano mai silenzi.
Ascoltami, Signore,
quando non ti parlo tanto per parlare
o per propormi a Tua misericordia,
quando le parole diventano preghiere
nel mentre intere arrivano stremate
dal profondo di questo benedetto cuore
che una volta almeno io dovrò scrutare
per vedere se davvero è solo rossa carne.
Ascoltami, Signore,
e fa niente se stasera, solo questa sera,
ti toccherà distrarre gli occhi dalle bombe,
da umane tristezze e solitudini perenni,
da ammalati e peccatori sfortunati,
dagli eminenti Tuoi ministri ingrati,
da acque e valli condannate alla deriva,
dalle dieci Leggi che si pensava eterne.
Ascoltami, Signore,
poiché le guerre, adesso l’ho capito,
sono anche dentro chi si sente immune,
stanno annidate tra quelle polveri sputate
dall'inno a certa presuntuosa convinzione
d’esser lui capace a detener giustizia e pace.
Io che ti parlo sono solo in mezzo a tanti, soli,
e insieme agli altri attendo un tuo segnale.
senza tregua, con affanno e con fatica...
trascurando le cose preziose e a me care.
Sono strade in salita, fatte di aspettative,
a volte difficili, a volte quasi impossibili.
Le intraprendo, senza valutarne gli ostacoli.
A volte non c'è ritorno, ed è lì che tocco il fondo.
I miei capelli diventano bianchi e mi accorgo
che il mio nemico è spietato... lui vola,
senza aspettarmi, lasciando me in attesa.
Poi m'accorgo che nella mia solitudine,
trovo pace e rughe a farmi compagnia.
Amo il silenzio, mi ci immergo con la mente,
lasciandoci dentro ogni pensiero, aprendo così...
altri orizzonti con mille sfumature.
È un rinnovamento di pensieri accantonati
e custoditi in un ripostiglio segreto, fermi.
Me ne prendo cura di qualcuno, spolverandolo.
gli do vita, tramutandolo in meta da raggiungere,
per correre, ancora una volta, su queste salite.
In pochi minuti cambiano i profumi, i colori, la sensazione sulla pelle.
Si avverte chiaramente che qualcosa sta finendo ma anche che qualcosa di potente sta arrivando.
Sistemo questa pioggia su ciò che si è concluso.
Come l'ultima pagina di un romanzo, che quando la volti, l'accompagni lentamente, con rispetto, assaporando il ricordo di ogni passaggio
ogni emozione, ogni personaggio a cui ti eri affezionato durante la lettura.
E i tuoi occhi sorridono pur sentendo già la mancanza di quella storia che conoscevi, che ormai era la tua.
Realizzo così che i nostri veri libri li scriviamo noi.
Queste commedie un po' drammatiche e questi drammi un po' comici.
Così, come la pioggia di settembre pulisce le nostre strade, nel nostro prossimo romanzo utilizzeremo parole nuove.
Parole che racconteranno di noi, le persone "complicate"; e di nuove risate, nuove lotte, nuove corse.
Di quelli come noi, che come al solito si sono fermati guardare chissà cosa, forse una nuvola, quando invece nel cielo c'era solo il sole!
Noi, che come sempre ci fermeremo ancora, ma ancora e sempre ripartiremo, come adesso
nella nostra nuova prima pagina che stiamo scrivendo.
Stanotte ti ho sentita
fare l’amore
con la tua fragilità
che è anche la mia.
Qualche ora fa ti ho vista alzarti,
non ti sei accorta che ero sveglio.
E tu più bella del solito.
Complice un raggio di sole
ho continuato nella bugia,
per guardarti in asciugamano
infilarti le calze.
Poi mi hai appoggiato
sulle labbra la tua magia.
…poi un eroe travestito da ragazzo
si affaccia lassù sugli scogli:
le mani in tasca,
camicia bianca aperta sul petto,
ai piedi un paio di nike.
È luglio in quel momento
il libeccio ha spazzato la spiaggia,
lontano da casa
lui guarda il mare
a Baratti...
-Ecco entra in scena la ragazza che grida,
ecco che viene vicino lo tocca sul braccio
gli indica un punto tra le onde-
Il ragazzo si toglie le scarpe,
tira fuori dai jeans due gambe robuste
-non basteranno...-
L'orologio lo slaccia di fretta
rimarrà sulla spiaggia per tutta la notte…
Nel vortice di una canzone che da vita a questo strumento
Suona implacabile questa natura avversa
Riempie di complimenti l'eternità che respira
Mi muovo incerta,sospesa appoggio le piante dei piedi
In questa catarsi che dona i colori alla mia esistenza..






