chi ha camminato con me
chi anche con un sorriso
con un silenzio c'è sempre stata,
chi con fatica
non si è mai fermata
anche se stanca
non è mai sparita
è tiene vivo un sentimento che per molti
non ha valore
l'amicizia.
A chi non mi ha mai fatta sentire sola
a te oggi dico grazie di esser la donna che sei
a te dico
BUON COMPLEANNO.
Ed io invece ristagno
sul fondo adatto
le pieghe al mio corpo,
lascio il mio peso morto
sulle articolazioni stanche,
immobile il capo sulla spalla
preme il tempo che passa
senza alzare gli occhi,
e le braccia dal collo, stracci zuppi
muovono le polveri fluttuati,
le sole luccicano in mezzo al buio
ai pochi fili di luna.
I freni servono
per non andare a sbattere
contro il muro o la natura
e d'omertà, certo, non si rallenta.
Senza freni anche un treno
difficilmente resta sui binari
si spostano le forze, di natura
si violano le leggi – e per tutti
non sono fiori - che deraglia
capitolando; ma treno ...
ne costruiamo un altro.
Di passeggeri no, loro deviano
il corso di vita naturale muta
s'affossa la via
il largo si stringe
si chiudono vicoli
impraticabili
divengono i passi:
s'espande un posso
rubando ad altri, dove
s'incrementa il devo
e in quel sottostare, previsione
- come per il tempo - l'altro sia dittatore
in libertà e senza freni
per altrettante leggi ...
del nostro falso mercato.
Ti sbricioli sul mio petto
come poesia senza testo,
come naufragio di sguardi
dipinto sui tramonti
della mia bocca silenziosa.
E volano aquiloni sul cuor mio,
come rondini baciate d’autunno
e s’affaccenda d’eco questo cielo
dimenticato fra le forbici del pensiero,
sei riflesso di luna
taciuto alle pagine dell’anima mia.
... e non è questione di salvare formiche
o falene impazzite alla luce dei neon.
Scordati di trovare un cuore che batte
non c’è anima viva qui dentro
solo carcasse da spezzare e grigliare.
Attenzione però:
non si piange in cucina
la carne non deve bruciare
il sangue non deve colare…
conosco il ritmo, l’umiltà,
l’andatura e il gesto
non allineati del coraggio.
Il concetto che si fa attuazione
colore, materia, legno, creta
bronzo. Leghe e legami.
Il pensiero cardato dalla scrittura.
So delle tue mani la carezza
sul viso e dentro. Più a fondo,
a fondo più di quanto appare
la minima luce, il minimo corpo.
Venero le tue mani forti e delicate:
il polso che congiunge alla terra,
il carpo dove si muovono strade,
il metacarpo, più invitante, di sentieri,
le unghie sono richiami felini,
i palmi coppe con miele delle nubi,
le falangi destinazioni per migratori.
Delle tue mani non conosco la rabbia,
il pugno scomposto,
il cambio repentino delle carte,
la falsità del baro.
Conosco l’autentico respiro dei tuoi pori,
la complessità delle articolazioni nervose
che obbediscono a un caso di scelte.
So i muscoli, i gangli e le sinergie celesti.
Celeste
so il caldo tepore delle dita
quando mi prendi per mano
e intrecci tenerezza alla tua.
Sagome di legno e metallo mi circondano, luci al neon;
Aggrappato al silenzio, le mie mani scivolano veloci sui tasti.
Uno specchio capovolto dentro la mia anima, sullo schermo una matrice binaria;
E mentre rincorro un pensiero un altro si affaccia, sulla soglia della mille volontà.
Respiro il ticchettio dei tasti mentre l'abbacinante vuoto mi circonda, e cadono petali di speranza.
scorre il giorno senza schemi,
e nell'aria l'odore della terra umida
si confonde con l'aroma delle lacrime di sale,
così strano questo sapore...
Sa di battaglie perse e delusione,
sa di voglie ancora non dimenticate,
ma il trascorrere delle ore porta
la consapevolezza di un vuoto,
che non si può colmare.
Fredda è l'anima e un po' bagnata,
come questo autunno che non vuol arrivare.
Fredda...come un rimbombo di crepaccio
che spacca il cuore.
Prendo atto ...
non sarò mai famoso
non ho aggiustato il passo
nel tempo. Più che metafore
lancio meteore e la metrica
la lascio sciolta e libera
di vagare sull'onda
tempestosa di
anima rigogliosa
e non m'affanno
sia già stato detto
in proprio ribadisco
pongo in risalto, dico
dev'essere considerato
poi, ognuno resta libero
di interpretarlo o meno
perché lo scritto, domani
avrà bisogno d'ossigeno...
Io dalla toppa, controllerò
Dove vanno questi occhi
quando la tua pelle si spoglia?
Dove volano questi pensieri
quando i tuoi occhi l'amano?
Dove toccano queste mani
quando la malizia le seduce?
E la bocca... si la bocca!
Dove brama questa bocca verace
quando la tua assaggia i sensi impavidi
della mia pelle in sussulto?
Vanno li... tutti i sensi vanno li!
Vanno dove due anime spiccano il volo!
Vanno dove due corpi prendono fuoco!
Vorrei nutrirmi solo di te
Dei tuoi pensieri al tramonto
Della tua pelle sotto le lenzuola
Della tua carne umida sotto la pioggia
Vorrei che mi bastasse il tuo silenzio
Che le parole fossero inutili mentre scopiamo
Che il senso fosse prestampato nel modulo
Di quello che firmiamo quando diciamo si
Dovrei farmi bastare le tue paranoie
I tuoi sorrisi di schermo e le tue emicranie
Voltarmi dall'altra parte del letto sfatto
Forse basterebbe davvero una capanna per il nostro cuore
Anche se non bastasse, potremmo sempre chiedere un mutuo
Per comprare i nostri sogni
Per comprare sentimenti a buon mercato
Per illuderci che in fondo tutto si puo' comprare
Sarei allora come un cannibale vegano
Che mangia una carne finta fatta di foglie
Che crede di essere amato da una stronza
Ma che alla fine non ha che foglie verdi sotto i denti
E la fame vera lo divora dal di dentro e lui
Muore senza
Amore






