nelle sembianze erronee
di simulacri stanchi
trasciniamo invano
le fatiche antiche
di un polveroso mondo
assetato di futuro
Un fiore strano
della sua linfa impoverito
assiste attonito
all'attimo fuggente
di una verde primavera
ricorda notti stellate,
ricoperte di giorni,
di speranze mai nate.
Corsi e ricorsi,
persi i rimpianti,
strette in morse di cristallo
di emozioni eleganti.
Aggrappati alla gioia
di orecchie ovattate,
contenuti in un barattolo
sensazioni sbagliate.
Scivolando su piste
illuminate dalla luna,
sostenuti da un gomitolo
di fantasie appese al nulla.
Stringendo forte le mani
sorrisi spalancati all'amore,
niente è perduto,
l'aurora è una nuova canzone.
sentimenti castigati dall'insonnia,
e le paure che staccano la pelle.
Mi rifugio negli occhi armoniosi...
di chi impavido mi afferra l'anima
fino a non farmela più sentire.
Esisto... nella parte dell'universo,
dove l'infinito mi lascia vagare
tra ricordi e speranze in preghiera.
E mi dono a queste mani bramose,
che hanno cura di ogni mio senso,
fino a rendermi il coraggio perduto.
Con le tue mani sulle mie labbra
io e te abbiamo ancora tanto da dirci
…se siamo noi a prenderci gioco
delle parole che inconsapevolmente
divengono partitura in aria di melodia.
Con la mia bocca sulla tua che mi morde
le labbra, le parole che hanno un significato,
un suono e una risata prima di avere un peso
e un sapore tutto loro, si smarriscono
nella traccia che lascia una scia.
Le labbra sulle labbra… si può anche
morire, e per non esser sepolti dalle
parole vuote devi solo stare ad ascoltare
le mie mani sui tuoi fianchi… l’ultimo
bottone che lascia la sua asola è poesia.
di una casa famiglia,
sognare un luogo
lontano,
giochi diversi
tra sabbia
e palme.
solchi di giorni per
studiare e capire un
mondo diverso,
spesso
ostile.
Sogni di carta,
fragili ma intensi,
vedere un passero e
sentirti sparuto,
in attesa, anche tu,
di briciole d'amore.
Non darti pena se hai mani piccole occupate
a rasserenare i sogni di chi ti sta accanto.
I tuoi occhi felici saranno il colore primario
che graffiterai sulle pareti delle loro espressioni.
Sto imparando ad ascoltare quello che non dici.
E quando un fascio di luna sbaverà sul muro
della distanza che ci separa, lo seguirò col dito
senza il bisogno di darmi altre spiegazioni.
Andrò errando all’imbrunire
finché la rugiada vedrò umettare
le gemme a primavera.
Mi affiderò al viaggio di un girasole,
e unici compagni del mio andare
l’inquietante ombra dei miei passi
ed il grido di una lacrima tra le ciglia.
Frantumerò cocci di vetro alle spalle,
mentre, sull'altare del cuore,
forte pulserà il ricordo di pagine sbiadite,
di calendari stracciati dallo scorrere del tempo.
Ti ritroverò anima mia,
pur dovessi scalare vacillanti ponti
e sfidare controvento la tempesta.
Mi difenderò dai tuoi arcieri,
con frammenti di diamanti e grani di rosario.
Tra le braccia ti cullerò domani,
e davanti ad arnie di miele selvatico
sazierò la tua fame e le tue voglie,
e dolci parole smollicherò su candidi fogli.
I nostri giorni domani,
saranno passi su sentieri d’inchiostro,
che racconteranno la storia
agli equinozi di nuove primavere.
non ho equilibrio per salirci su.
Eppure, vorrei raggiungere una quota,
un punto appena appena sufficiente
per colorare questa stanca pelle
di una tinta che mi ricordi il blu.
Nel tempo in cui tanto filo davo
agli aquiloni figli dei miei sogni,
non si poteva immaginare un oggi
dov’è fatica già guardare in alto.
Mi dico sempre che non morirò
e forse ciò dovrebbe ormai bastarmi
ma la paura anche i più forti avvolge
in quel momento di sola verità.
Mi costruirò un rombo d’altri tempi,
fatto coi fogli del mio quotidiano
e proverò andando in mezzo al prato
a chiedere un aiuto a qualche vento.










