Non ci sei più
Tra quelle invitanti lenzuola
ho frainteso il tuo amore che
per notti mi ha invasa
nella mente, nel cuore e,
approfittando del corpo
ha invaso anche l'anima.
Tra quelle caldi braccia
ho assaporato la tua brama,
le tue labbra suadenti e poi...
il veleno della tua bocca.
Non ci sei più con me,
non ci sei più nel mio letto
non ci sei più per me...
ed io... ti sostituisco con lacrime
che trapassandomi...
lacerano ogni frammento di me
che ti apparteneva.
Ma stavolta è più difficile.
Non ho consumato con la realtà, il sogno. Così, l'immaginazione ha potuto creare e fissare nella mente qualcosa che non muterà mai.
Allora devo metterci tutta la forza che ho per soffocare le mie speranze.
Mi trovo così, a combattere contro di loro.
Loro, che sono forti come me.
Come si può vincere contro se stessi?
come bulbi di muscari in sovraffollamento
dalla terra senza volto dell'autunno.
Hai cullato le parole nel vento
con sorrisi di luna e lacrime di stelle
e riposte a dimora nell'alveo di un canto
e ora trillano, minuscole campanelle
profeti di un inestinguibile entusiasmo
ai bordi dell'aiuola della notte
sottovoce, poeta, sottovoce...
L’alba
sulle code sgualcite degli eroi
fuori dagli uffici di collocamento,
saranno persino disposti a pesarcela
al costo di un francobollo.
Da questa vita non più nostra
ci affrancheranno le sere di pane
raffermo alla poesia dell’acqua
del rubinetto sulla tavola, da anziani
rigettati in stanze di miseria.
Nei giorni saranno questi i supereroi,
e i poeti incapaci di lasciarsi amare.
Entrambi però
predisposti ad amare fino
a farsi sanguinare il cuore.
tra cieli azzurri e
mari in tempesta,
amore dolore
si mescolano
come la sabbia
col vento.
Un tocco leggero,
profondo sulla pelle
di giorni che rotolano
senza rumore.
Uno specchio distratto
non coglie
Il sorriso che cambia.
Una fresca brezza
distoglie il pensiero
riempie di sogni
e sorrisi.
Poi giorni più
lenti si appropriano
di ore e notti
sempre più insonni.
Ritorna lo specchio
che non sa mentire,
rivela senza preavviso
che è vero;
Il viso ha perso freschezza
ma dentro c'è un mondo
Infinito.
nessun tramonto mi scalda...
chiudo gli occhi e mi vesto di ricordi,
sotto questo cielo grigio.
Immagini sbiadite mi passano
tra le lacrime e la pioggia.
Il mare fa rumore...
il vento gli si è accanito contro,
come il tempo perseguita il cuore
che mortificato urla più delle onde.
mentre il sale s'alza... la vita scende.
L'abisso ha un altro aspetto,
niente di azzurro da qua sotto,
nessuna mano che mi tiene...
richiudo gli occhi, una sola immagine
rimarrà stampata per sempre
nel labirinto dell'eterno
e nell'ultimo giorno di pioggia.
Dove l'alfa s'innalza
l'omega dona l'ultimo respiro.
Fiumi di parole
straziano segreti amori
trattengono impavide mani
ma lascian cadere lacrime.
Dirò solo un lago di parole
affinché quest'anima chiusa
non sia più dolente e,
il cuore sia più leggero.
Schiere di pensieri son pronte
per a dichiarar guerra...
le labbra si schiudono
lasciando uscire l'aria.
Dovrebbero formarsi le parole
poi frasi, alla fine discorsi ma,
esplodono dentro ogni perplessità.
Son Comete senza scie.
Ed è così che dove l'alfa vive...
l'afflitta omega muore.
Fa niente se la notte è stata lunga,
se l’afa ha seccato la linfa vitale
di quei sogni ch’avrei voluto fare.
Nessun bosco teatro di magie,
assenti le mie fate canta fiabe
o lampi di mare a strozzare il buio.
Non una madre da saldare al petto,
né fratelli da poter rivedere
o il viso mai smarrito dell’amore.
Poi, finalmente il nero s’è stancato
di dominare me e i miei capricci.
Lei, infatti, puntuale è arrivata…
Mi tuffo nell'alba che mi è fedele.
Di là, oltre l’antenna, è gioco di luci.
Mi immergo nel fondale dei sorrisi
per andare risoluto a stanare
quella serenità che si rinnova
agli occhi spalancati sulla vita.








