L’alba nelle trasparenti sfumature
di cielo, come quelle dell’iride
che apre al sorriso, chi ha scelto
il percorso ha sbagliato rotta,
perché riservare alla seconda
età di Saturno la trama, l’onda,
il gusto tosto e dolce di ricotta
e pistacchio a forma di confetto?
Reti del caso che ci governa, nitide
all’occhio ma disconnesse dalle figure.
Avresti voluto una scala a ritroso?
Un fulmine leggero cui arrampicarti
per guadare il tempo? Un fiume
alla sorgente del bisogno d’amare?
Siamo rive di rami, scriviamo
di dive che lanciano dadi,
di stami di sentimenti, di richiami
attraenti, con fauci di braci
a incrociare bocche incandescenti,
coscienti che altrimenti tutto
sarebbe stasi d’accenti,
strali di tormenti vuoti.
Siamo astrali comete in ascesa, spazi
invertiti di rotta, strati di ricotta
e zucchero, sospesi nello scavo
di uno sguardo che, dal balcone
dell’infinito guarda adagi di silenzi
e scrosci di fiato anticato.
E a lato del nostro riparo della notte
tra le note della canzone del sussurro,
c’è l’azzurro e il blu di Chagall,
l’oro travestito da rame, la fame
di ogni peccato della carne. L’insonne
delle quattro del mattino è indenne
da colpe da espiare, se c’è un esame
da superare può chiedere a Chantal
di darle una mano con uova e burro,
sino a quando le torte non saranno cotte.
spogliati del mondo troppo freddo
circondati di passione,
di amore, di sogni.
Non rischiare
di andare oltre le emozioni,
respingi le incomprensioni
e accendi
quella luce di donna forte
e coraggiosa.
Rivolgi gli occhi al cielo,
reagisci.
Ascolta quel raggio di sole,
che colora l'anima
corri
non perdere la speranza
la serenità
splendera' nel tuo cuore.
Per i diritti miei hanno lottato
Lacrime hanno versato
E oggi spensierato vado
calpesto con un sol colpo
I frutti del bel campo coltivato.
Hanno spento la luce?
Non disperare
La torcia del telefono
Posso attivare.
La morte di Dio
Gli hanno sparato
Come ha fatto il proiettile?
L'ha perforato?
Odi anche tu questa marcia?
Battono i piedi a terra.
La gente che urla
La folla che salta
Niente più silenzio in questo mondo.
O luce eterna che sola in te sidi,
L' incanto lucente da lungi hai smarrito.
Il tuo atomo opaco del male
Pian piano si va distruggendo.
Le docili bestie
Col cuore hai creato
Diamo loro la nostra plastica quotidiana.
Anime perse nelle tenebre,
Guardano in basso
E trovano schermi lucenti,
I soli che all'angosciante buio
Un senso riescono a dare.
Cercare il desiderio che si schermisce
osare perdere la parola che gorgoglia
infangare a piene mani i buoni ricordi.
La sera si sorprende del buio interiore
lascia una fiaccola accesa tra le mani.
Potremmo mangiare pace
e bere armonia, potremmo
aver per casa il mondo
ma il caso ce l'ha escluso
potremmo stare
a contemplare il mare
inebriarci in fiori
parlare con gli uccelli
e gli animali tutti
e a mani nude
raccogliere pesci
... potremmo stare
a parlar d'amore
ma senza infierire sul nulla
sul peccato originale
e i suoi fratelli
noi proprio
non sappiamo restare
è come ...
se mancasse il sale
eppur si muore
ancor prima che faccia sera.
Potremmo ...
purtroppo preferiamo
gustare guerra
e sputare l'amaro suo veleno
ché non abbiamo
paura della notte noi, noi
siamo esseri superiori.
A fatica cerco di rassegnarmi
a questa punizione malefica,
che lascia il suo sarcastico sorriso
nella vastità di ogni mia azione.
Non mi capacito all'assenza...
e nelle mie malinconiche fantasie
faccio ritorno tra le tue braccia,
ma trovo il tuo sguardo distratto e,
intorno a me, la tua indifferenza...
fa spegnere tutte le luci.
scintillano le belle lacrime
che non volevo conoscere.
E cadono, pesanti e calde.
Le avevo trattenute a lungo,
purosangue imbizzarrite,
solo per ritardare un po’
lo show dell’anima mia.
Nasceranno ancora, lo so,
le sofferenze per gli affetti persi.
Mi stringeranno nella morsa
del recinto che sarà blindato.
Sarò solo e avrò tempo
per pensare una volta ancora
ai bisogni di amori imperfetti,
ai fronzoli di false primavere.
di un incauto istante
nell'ineffabile incontro
d'identità indivise
induce ad indelebili immagini
d'infedeltà iterate
nell'insoluto inganno
d'indelicati inchini e
infaticabili istanze
d'individui indegni
nell'imminente incedere
... di un infinito inverno
Notte e pioggia novembrina
Fuori lo scuro della notte,
penombra,
luce del neon,
scroscio ritmato,
della pioggia che viene,
ribattio del temporale,
rumori della grondaia,
e delle gocce che battono
sopra gli oggetti;
pioggia novembrina,
silenzio della natura;
tutto dorme,
tutto è assorto;
il tempo nicchia,
e indulge,
questa notte interminabile,
solitudine,
silenzio.

E torniamo inseme nel passato,
scaviamo nella memoria,
riesumando emozioni.
Tutto torna reale,
i primi baci
le prime carezze,
tanto amore.
Amore che non muore mai,
amore mai sopito.
Mi sono rassegnata
ma il cuore batte,
le mie mani tremano,
e sto ad ascoltarti
mentre mi sfilano davanti
due ragazzi innamorati.
Anni di attesa,
momenti mai dimenticati
ed ora sei qui davanti a me .
Vorrei farti uscire da questo schermo
ed abbracciarti,
stringere al cuore
sentirti ancora mio
e il cuore piange
per questa vita ingrata
che non mi ha dato niente.
Legami
se solo mi tendessi la mano
scapperei da te
se solo mi dicessi t’amo
mi annullerei in te,
se solo mi dicessi
sono tuo,
morirei d’amore
ma felice nelle tue braccia.









