Le bugie mi paion bolle di sapone:
durano il tempo di un respiro.
Quando si gonfiano
e baldanzose volano verso l'alto,
sembra che vogliano andare chissà dove.
Hanno l'ambizione del cristallo,
solo perché sollevandosi
mostrano tanti colori in trasparenza.
Talune durano un po' in più,
ma solo perché si attaccano ad altre bolle.
Quando si schiantano al suolo...
di esse non rimane altro che
una sparuta pozzetta d'acqua...
che prende il colore della superficie
su cui si appoggiano...gli ultimi riflessi
di un bugia...
tra le ombre di una silenziosa fiamma,
che fievole, stenta a restare accesa.
Mi ritroverai, forse, in un sbiadito giardino,
povero di colori ma... ricco di spine che
graffiano pelle e ruderi solitari.
Mi ritroverai;
tra vecchie foto raccolte,
in uno scrigno dimenticato,
in un nodo nella gola,
in una lacrima smarrita,
in un pensiero soffocato.
E ti sembrerà di udir la mia voce,
come una melodia nascosta nella mente.
E allora capirai.
Capirai e scoprirai il pentimento;
per quei baci mancati,
per quelle parole taglienti,
per gli errori commessi... e poi,
mi ritroverai racchiusa nelle pieghe
di una conchiglia morta,
come una madreperla preziosa,
come una manciata di sale,
come uno spiraglio di luce.
E ti scoraggerai perché t'accorgerai,
che non si può tornare indietro,
anche attraversando mille sentieri avanti.
Ritroverai poi... solo un amor ormai perso
tra le sfuriate di un tempo,
di un'anima ibernata nella solitudine.
Di lunga luce l’estate si colora
quando gli azzurri fanno a gara
per dispiegare senza alcun compenso
la vera mappa che ci fa felici.
Non v’è bisogno di intestardirsi
nella ricerca degli amori nuovi.
Basta sdraiarsi sulla pietra a riva
ed aspettar dal cielo un cenno
che impartito gli verrà dal sole.
Si correrà ad abbracciare il mare
per farci raccontare antiche fiabe.
Lui ci dirà del come innamorarsi.
davanti a questa luce
che violenta l'aria
ascolto il sottile
lamento del bosco
nel sussurrato ricamo
dei miei silenzi
mentre il pugno chiude
un foglio sporco
di parole
... dentro questa
iterata
agonica
eutanasia
del giorno
Errando per la campagna
respiro aria pura
come aria di montagna.
Lieto vado per queste strade contadine
mirando all'orizzonte
una vastità di verdi colline,
che da lungi al mio sguardo
m' appaion come piccole montagne.
Mi fermo per mirar il tutto:
questo deserto di terre, il verde, i campi,
i paesaggi che da lontano scorgo,
e odo il silenzio che si stende sulla campagna.
Anime che incontro per le vie
sono ben poche,
ma ad allietar questo mio cuore
è la libertà di andarmene
per queste vie campagnole.
Senza nuvole
e senza parlare con la bocca piena
di frasi stupide, scrivo a te
dal solito scrittoio di sghimbescio.
A te che vesti le parole con poca
eleganza, che se non
ce l’hai non puoi fingere di averla.
Che risali con lo scroscio
di un’immensa cascata a ritroso
nella mediocrità.
O solo ti sposti per metterti al centro
delle attenzioni.
E la malacreanza mi rammenta quanto
sia raffinato il silenzio come risposta.
La mia non è maleducazione… è che
mi piace la diversità tra rumori e suoni.
Nostalgie di persone
si prendono la parte del cuore,
la occupano come casa,
ed è faticoso farle andar via.
L'anima sta ad ascoltare,
le loro voci sommesse,
e freme di un moto restio.
Calma apparente sul viso,
devia il pensiero, ma è solo
illusorio destino.
Trasportano le onde dei fremiti
e sarà un uragano dei sensi,
poi tutto tornerà normale,
dietro al moto perpetuo del tempo
che scorre sul giorno.
Scorre e porta lontano quello
che è già vissuto sulla tua pelle.
Cenere nera ora vola sollevata
dal vento.
Ti avrò per dar forza a queste braccia.
Per dar vita a questi miei occhi... io ti riavrò!
Andrò per ricchezze e te le porterò...
ori, diamanti e danaro, qualsiasi costo
io lo pagherò e finalmente io ti avrò.
Isabel*
Ti aspetterò, poiché mai vita è vita senza te.
Con cuore in speranza e anima in pena
io ti aspetterò... dovessi farlo fino ai grigi capelli.
Ti aspetterò e contrasterò il destino, con l'oblio
di tutti gli abbracci mancati... io ti aspetterò!
Juan*
Ecco, ho attraversato mari rossi e follie umane,
guadagnando il costo della felicità tanto bramata.
Quella felicità ha il tuo nome e sulle mie labbra
ha il suono soave dell'amore di due innamorati.
Ma il tempo infame ha combattuto contro di me.
Isabel*
Le mie labbra desiderano ancora le tue
e le lacrime sono un fiume dentro l'anima,
che uccidono cuore, mani e occhi ormai concessi
a chi non ha il tuo nome, a chi non da il tuo amore.
Bramo le tue labbra... ma rinnego il tuo bacio.
Juan*
Non ci sono parole ne atti per tanto dolore,
non ci son respiri, ne più ragione che mi trattenga
in questa vita e nell'infame destino scritto per me.
Taccio... dinanzi allo sguardo triste e tanto amato.
Taccio... e metto fine al bacio chiesto e mancato.
Vado via da te, dal mondo e dalla vita.
Isabel*
Colpa d'anima... sepolta mia, insieme alla tua.
Dove sei vita mia, in quale inferno t'ho mandato?
Dove sei cuore mio, in che oblio mi hai lasciata?
Esplode nel petto il rimpianto e lenta m'avvicino,
sfioro la mano fredda, mi chino a baciarti, alzo il velo
col cuore piangente ma si ferma e si spezza in due.
*Amanti di Teruel*
Nel cammino della vita, ci siamo amati e persi.
Il tempo tiranno, l'umanità travalica d'odio...
noi due non abbiamo mai avuto un "noi"
La morte ci unisce ora che... più non siamo.
Solidi corpi, testimoni, raccontano...
di tramonti e albe, di persecuzioni e inganni
che nei secoli ancora ci perseguitano.
E queste mani... che quasi si sfiorano...
lasciano sospiri che non sono respiri,
per queste vite passate e mai vissute.
e soffochi il silenzio nel petto
distruggendo te stesso,
per non ferirmi con quelle
parole bastarde e taglienti.
Asciugo i pianti nella mente,
lasciando il freddo a gelarmi,
stringendo il tempo nelle mani
per non uccidermi lentamente.
Muoio e fingo che mi ami ancora...
E nell'intensità di un pensiero
straccio le lenzuola dai corpi,
sfilo la cravatta dal cielo,
chiedendoti di assomigliare
ad un amore ormai impazzito.
Immagino te... ancora accanto.
che non mi hai lasciata da sola,
a perdermi tra discorsi muti.
Ti ripagherò con amore infinito...
senza chiedere nulla in cambio.
Non sapevo di aver così tanto bisogno di te
ma tu eri lì, tra un lampo e l’altro ed io non potevo vederti
per quanto tu fossi carica di quella luce dorata e asciutta al tempo stesso
imperfetto, io, non avevo braccia capienti per l’arsura ed il gelo
e tu eri viva, sin dentro al cuore di ogni piccolo granello disperso
- tra l’inquietante solitudine e la fuggevole bramosia
di me, che ti amo da impazzire -
Da qualche parte del mondo
la vita scorre come si deve.
I bambini rimangono bambini per tanto tempo
le bambine lo stesso, anzi di più.
Negli stagni nuotano le rane
e nel mare tutti i pesci
anche quello più strano.
Né muri né gabbie né catene,
da quella parte nel mondo,
così il lupo allatta l’agnello
il coccodrillo si tiene la pelle
l’ostrica la sua perla.
della verità dell'eclissi
nella vacuità del Cielo
dal suo dolce crollare
Tra arie e deserti
confido a se il nome
nel tuono
che strazia tempeste
Rinnegato
il consiglio del simbolo
inganna
la profondità delle rose
nei tuoi giovani
lì dove le galassie
fanno tremare
la ragione
di parole mai dette !
Gioco coi colori
di orchidee e rose
le scuoto... le lego.
Le mani si appassionano
tra corde e polvere.
Piccole gioie malinconiche
fanno sorridere
alcune parti dell'anima.
E si ritorna infantile,
in un giardino gentile dove
basta il bacino di una mamma
a far guarire
la puntura di una spina.
una stanza tale fatta di ore
di gente rude e introversa, studiando
del profilo il vizio fragile e poi
dagli zigomi riderne
cercando lo spregio per gli anni
per una ruga che non riesce
a stirarsi in felicità.
nessuno che asciughi la brina
dei nostri occhi affondati
anche se un giovane oggi
forse un creativo
portava un pistillo di sole
mi sfregava sul fianco
odore di pioppi e wisteria.









