Nel mondo menomale
che non esiste solo il male,
ma c'è gente impegnata nel sociale
che dobbiamo ringraziare.
E ringraziare coloro che
un tempo eroi di patria furono,
e coloro che ancora oggi
la vita per gli altri sacrificano.
Come si può vedere,
gli angeli sono terrestri
non celesti.
Ti desidero come qualcosa che va via,
e più si allontana più prende forma.
E ho percorso al buio le tue forme
…ogni volta perdendomi un po’.
E poi mi piace stupirti,
perché se ti lascio a bocca aperta
nel coraggio di un tulipano
potrei anche riuscire a baciarti…
Per tutte le stagioni della vita
si ripercorre sempre ugual sentiero.
Di qua, roseti a dire è primavera,
di là, azzurri a replicar l’estate.
Alla strettoia, a fine valle e corsa,
l’aria si snoda alle prime piogge
e dopo un po’ si accuccia essa stessa
per darti avviso dell’intenso freddo.
Se amor non muore, così come si spera,
avrai la voglia di inventarti un nome
che definisca il tuo mutar del tempo
nella stagione in cui nulla trapassa.
Tra la fumosa incoerenza e la onnipresente spavalderia
sapevo che ti mancava l’aria - inadatto io-
e usavi le tue arti femminili per una prova costume
piatta e fusiforme senza ombra nel vano della porta.
Avrei voluto soppesarti con braccia senza muscoli,
tu ti spogliavi come petali di margherita,
ansimavi sin dentro alle cavità del cuore .
I globuli stagnavano, le arterie tue vuote si arrendevano…
a me che ero un’isola orlata di squali.
il paesaggio buio
graffiando il cuore,
giardini decorati
da farfalle colorate a macchie,
come delle ferite d’amore.
Passeggiando nei boschi,
fra piante e alberi,
ubriaca del tempo che passa,
del sole che trasforma la giornata.
La vita mi invita a capire
qual'è la strada da prendere,
mi invita ad aprire gli occhi
indicandomi la speranza di accettare.
Prima o poi forse senza un motivo
mi dimenticherò di esistere
in quella strada di passaggio
senza possibilità di cambiare rotta.
Tremendo...non ho pace
non s'arresta il dubbio
che il tuo corpo più non c'è
m'ero alzato già convinto
di vederti sotto le coperte
di doverti accarezzare
con un bacio o con la mano
poi l'odore nero del caffè
quello che piace solo a te
una tazza nera e fonda
come nei film americani
...
leggo un lungo memoriale
di lista abnorme della spesa
quella che mi rattrista, sai,
perché di soldi non ce n'è
...
Tremendo...sto tremando
al pensiero che non sei con me
che il tuo corpo più non c'è
che il caffè s'è raffreddato
una spazzola è un ricordo
ai tuoi lamenti son più sordo
quando sbattesti la porta
evitasti di svegliarmi
o ero sveglio speranzoso
di non essere più un coso
libero d'esser solo a colazione
levando al cielo un'orazione.
Sto tremando d'un' insana gioia
che la vita, evvai, mi son ripreso
che non era un brutto sogno
quando m'accorsi palpitante
ch'eri supina tra le piante.
Pannocchie tenere da sfogliare
sull'aia infuocata dal sole,
i canti s'innalzano lieti
e l'eco di risate in sordina,
fanno da strumento senza armonia.
Piedi nudi e sudore di terra,
sul viso e sul corpo sono
marchi di lavoro febbrile,
che arriva prima del raccolto.
E poi una nuvola e la pula riempie
l'aria come fiocchi di neve,
chicchi gialli risplendono al sole,
e le barbe marroni del mais
sono capelli,
di bambola senza occhi e vestito.
Già giunge il tramonto,
e l'aria rinfresca
nelle sere d'estate di un tempo che fu.
all'ambrata pelle mia,
come fili di seta sulla tela Aida...
l'odore di un insaziabile voglia,
l'ardore dei nostri palati
erano tormento... veleno.
I suoi occhi... mio Dio...
cos'erano quegli occhi?
Erano fiamme dell'inferno
che mi portavano in paradiso.
Il possesso dei nostri respiri,
il tenere in pugno l'aria viziata
ci teneva sospesi nel vuoto
che riempiva ogni spazio di noi.
Si sfioravano le anime...
volteggiavano in una danza
fino allo sparire della luna,
fino al chiarore di mille giorni.
respira senza sosta,
son ruvidi i pensieri
son stretti nella morsa.
Di sogni ormai sbiaditi
abbandonati altrove,
ricordi ormai perduti
non mi ricordo dove.
Il mare liscio e dolce
lenisce ogni ferita
il rumore delle mare
riconciglia la vita.
Gli occhi si riempiono
di immagini gioiose
di bimbi e di colori
di onde assai spumose
L'azzurro all'orizzonte
pofuma di infinito.
È in bel giorno di sole
riscalda ogni sorriso.
Lei è gentile con me.
Mi bagna quasi ogni
giorno, al mattino
prima di uscire.
Le sto accanto raccolto,
sul comodino.
Come un fiore elegante,
essenziale si dischiude
e si offre allo sguardo
solo quell'attimo prima
di andare a dormire
…è di una sensualità che cattura.
Come se sentissi la fine vicina
e sapessi di avere ora davvero tanto
da perdere, vorrei lasciarmi andare
con lei prima d’iniziare ad appassire.
vola la farfalla,
colorando la natura d' amore.
Con polvere fatata,
fa brillare i cuori,
donando speranza e positività,
rendendo puri sentieri e colline.
Guardandoci,
si posa su un fiore.
In un attimo l' incanto,
ed ecco che arriva il sole.
Ora qui in attesa di un'aria nuova
il vento è un finestrino aperto nel cielo .
Cosi la felicità dei bimbi sull'erba quando avanti e indietro
si attaccano alla coda degli aquiloni ,
danno più spago , rimangono sospesi con la testa alta
e sembra che nessuna tormenta li possa portare via .
Pari alla felicità del cielo
i campi hanno il raccontarsi delle farfalle ,
papaveri rossi si redigono fin dentro ogni crepa e
l'antico scorrere del fiume riprende a memoria le sponde.
Tuttavia il mondo si nasconde e la realtà non è mai quella che sembra
avanza la fame , l'angoscia mura la bocca , affonda le radici , il denaro acceca gli occhi , germoglia l'apparenza e la superficialità ,
il sangue scorre tra invidia e vanità, la voce si culla.
Ma nell'anima di un poeta , nel silenzio delle cose , l'aria profuma ancora di rose
l'alba è un bacio che s' immerge nel respiro del mare
il crepuscolo è una transumanza di fiori ,
oltre i segni del tempo lo sguardo si veste di speranza .
Possa DIO avere comprensione e compassione
donarci ancora un aquilone
legarlo alle nostre mani con la saggezza del cuore
e farlo volare alto libero pieno d' amore .
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