e li tramuta in poesia. Ma tu...
pensami di notte, quando non dormi e
si svegliano le mani.
Pensami di notte, quando sei solo e
scopri che mi ami.
Pensami di notte, quando vorresti
svegliarti accanto a me anche domani.
e li riempie di sentimenti. Ma tu...
Pensami di giorno, quando cammini
per strada e mi vorresti incontrare.
Pensami di giorno quando vivi la tua vita
ma vorresti anche osare.
Pensami di giorno, quando guardi il mare
e t'accorgi di quanto è bello amare.
Mondo sommerso,
universo strano
e incredibile;
una pace surreale,
tra le profondità marina,
acqua blu,
fondali
e alghe salmastre
e verdognole,
pesci che sia gitano a branchi,
mondo a parte,
lontano dagli echi della civiltà;
mare coi suoi segreti,
i suoi arcani,
mille storie di mare,
distesa immensa di pace;
violata solo dall’uomo,
e le sue brutture.
che i sensi accarezza
cosi che riempie il bianco
e confonde i pensieri .
Profuma di anima e di pane
di covoni adagiati
di nubi velati di vita e di speranza .
Profuma di abbondanza
di occhi cibati dal cuore
di dolci dimore d'immenso
...ed io ne ascolto il vento .
nei miei capelli
tanto vento nella mia estate
molte albe da raccogliere e baciare.
Luce che sa di sale
nostalgia tra le pieghe del tempo .
Una barchetta corallo
come canzone antica
che oscilla tenerezza
e il mare è una risacca che s'infrange
e tace.
Il poeta non vive
se non nel suo dolore
avverte un male
dentro scandisce
ogni forma di conflitto
interiore assume
uno stile pacato
sembrerebbe
nell'anima ove
sente rompersi
anelli che nasconde
a chi non può trasmettere
quello che prova
senza sentirsi capito
preso con leggerezza
Il poeta piange
ma non lo fa vedere
si commuove
e nella commozione
in solitudine si ritira
abbassando gli occhi
per non spaventare
Il poeta è chiuso
e si allontana
da colui che si vanta
e critica facilmente
snobbando
credendosi un Dio
Il poeta ama nel silenzio
in una scrittura umana
che non conosce, la vanità
essere al di sopra
del mondo semplice e vero
E, presa la rincorsa, spiccai il volo.
Sotto di me, chiome di quercia lacerate,
terrazzi assai grigi, lenzuola stese
e mani, mani aperte verso il Cielo.
Intanto che il mare salutavo,
sul mio viso carezze d’infinito
e mille giochi di sole a salvarmi
da quella paura di cadere giù.
Ricordo che avevo un’ala ferita.
Non stramazzai al suolo
soltanto perché era un sogno.
Mi toccai le spalle, nessuna traccia…
Avrei dovuto dormire più a lungo.
dai fili d'argento sulla tua chioma,
che il cielo li accarezza e poi li colora.
Sfioro la tua pelle delicata al tocco...
non ci sarà segreto più prezioso,
di ogni mia fantasia con te.
Percepisco, con brividi, questo contatto
dalla mia pelle al tuo respiro...
sento il sapore della smaniosa voglia
di mordere le tue vellutate labbra,
che sulle mie, perfettamente, s'incastrano.
Cerco di non pensarci...
di distrarmi da quel che è stato
e che vorrei ci fosse ancora...
un impavida emozione.
A indagare, seppi di te
solo scialbatura,
una luna calante monca,
senza l’ombra di una sciammacca
che ammorbidisse la tua seccaggine.
Le parole erano ridotte trinci
e brindelli con voce appena udibile,
ma trovasti udienza al buio.
Indossavo un ulster ruvido
per coprire le notti fredde,
il viso unto di uno sterile sorriso.
Con la forza del tuo cuore
regalavi di te un vastaso giullare
con forti accenti di battuta
in danza franca di mazurca.
E non ridevo della tua commedia
frutto leggero di satira e intrigo.
Bevevo alla mia festa un liquore vespigno
color giallo oro,saliva della mia mordenza.
E spazzai poi dall’aia i vigliacci,
semplice giudice delle tue spighe.
assai vicina
a ciò che vorrei
In quel luogo, pareti nere.
Gli anelli mi penetrano i polmoni
e mangio la Luna,
mentre legge uno straniero
il pensier mio
Salvezza alcuna
per chi vede in me.
Si chiudono oscuri portali
al mio cospetto.
Gocce acide a seguir del nulla
disintegrano il bagliore, tanto noto
Vergogna, che chiaror donavi
al covo di piantine
malato e zoppicante
che con firme sentenzia.
La tua opra solenne
sarìasi svolta in tempi ormai fecondi,
per error tuo di percezione
O per un gioco ostile e saccente
di chi trascura i fili,
pur essendo adorato
nel covo di piantine
Potrei ora, cortesemente, parlare?
Hai il cielo nelle mani
il vento nei capelli
il sangue che fluisce
sei un fiore fra i più belli
e cresci come l’erba
quando c’è tanta pioggia.
Hai il tempo che t’aiuta
il sole e poi la luna
goditi il tuo tempo amore
sei figlia delle stelle
ed il buio non fa paura.
Vai e non ti fermare
senza voltarti indietro
fai come ti va di fare
tanto alla tua età si può sbagliare
ed hai tempo per ricominciare.
Hai il cielo tra le mani amore
non lo dimenticare
ed in quel cielo ci sarà sempre
la tua piccola nuvola...
Per mia figllia...
di opache stelle
ho l'anima liscia
come soglia
di marmo consumata
mentre incessante scorre
Il fiume lento della vita
e come satrapo infelice
di un regno ormai perduto
sgrano rossi melograni
come fossero rosari
in questo autunno scalzo
pieno di noia antica
Così seduto al tavolo
di uno squallido bistrot
giro memorie usate
dentro un torbido Pernod
... mentre stancamente seguo
l'ultima scia bagnata
di un giallo taxi di città...
Due calici,
intrighi e passione...
sguardi mai persi, afferrati.
Inebriati noi...
con stille d'emozioni perverse.
Incatenati noi,
un solo corpo,
un sol respiro,
un solo istante...
per perderci nel sempre,
che s'impossessa di noi,
chiusi nel nostro unico affanno.
Immortalati noi...
nella stampa di un panorama
oltre confine, fin dove
l'immaginazione si perde
ancora una volta
nei calici di un amore casto.
E’ un momento magico
mentre distende le gambe.
Ci volle un attimo
a trovare le parole
nelle tasche della giacca.
Mai visto una cosa del genere,
ansimai sbigottito.
Fissavi il cielo,
in uno spazio di assenza,
gli occhi grigi alla luce.
Feci un primo passo,
cercai allora nella testa
un tono deciso.
Non sto scherzando,
mi precedette.
Le porsi una mano
che, senza dire niente,
prese il suo posto.
di uno scialbo sentimento
scivolato su scoscesi sentieri
dentro sterminati silenzi
di stanze soffocanti
... straccio sogni stantii
nello scorrere stanco
di sospiri sopiti
... seguo solo segnali
nella segreta speranza
di svolte sicure










