Figlio mio, se l'Altissimo sei pronto a servire
nel tempo della seduzione
non ti devi mai smarrire,
ma sia sempre retto il tuo cuore
e non separarti mai dal Signore.
Paziente tu sia sempre se la tempesta
contro di te si riversa;
dopo il temporale
esce sempre il sole
a riscaldarti il cuore.
Abbraccia sempre il Signore
come se abbracciassi il tuo amore,
sempre alla Sua Parola credi
ed Egli la tua salvezza sarà.
O muse solite alla bellezza
conoscete la volontà mia
e il fuoco che voglio rubare.
Parlatemi, che io scriva...
Non per gioco sentivo
la carità fra queste mani d'ombra
- mani d'uomo -
e nel petto sussultava
questo cuore di cenere.
Gli amici e gli inganni
la fede e le donne,
son giochi come di bambini;
O cuore, non t'affanni
il pensar troppo questo museo di farfalle
e di bruchi...
Una insegna all'ingresso dice:
"Prestate silenzio, fuori i fuchi!"
tra violette e il canto delle cicale,
la montagna ci apre il suo cuore.
Case fatte di pietra,
con antichi davanzali,
fan ricordare i tempi passati,
fatti di semplicità.
L' uomo intagliava la legna,
mentre la moglie casalinga,
aspettava il suo ritorno,
in una giornata di pioggia o sole.
Guardo il cielo
che prende forma di un cuore,
l' acquazzone è appena passato.
E se fossimo romanzo
della stessa aurora,
stessa poesia sulla labbra
perduta in un campo di grano?
Ed i tuoi occhi
son navigli di luna,
ed i miei sguardi
tramonti su Venezia,
ed ora tremano i nostri cuori
seduti a questo appuntamento
d’anima e silenzio.
E se fiorissimo in un abbraccio
come i ciliegi in Giappone
distratti da un giorno di pioggia,
così mangerei con te
apostrofi di stelle
per esser battito d’infinito
spicciolo d’amor
che m’abita la pelle.
Cos'è l'amore... se non un gioco in bilico?
È un continuo smarrirsi tra peccati di carne
e sensi in profondi sussulti.
L'amore è la fiamma dell'anima,
che porta il sangue in ebollizione
e non riesce a trattenere
gesti pazzi, gentili ed inaspettati.
L'amore è il passaggio
dall'ultimo posto in fondo alla fila,
fino al podio del vincitore.
L'amore è un brivido... che dal fiato
sale e scende, dal collo al cuore.
È lo strattonarsi a vicenda e pizzicarsi
con l'aria ferma in gola,
per non esser presi di sorpresa,
da quel che potrebbe essere solo
un dolce sogno, da cui...
non volersi mai svegliare.
È un susseguirsi di istanti irrequieti...
che smaniano lontano da quegli occhi
che sanno come scrutare il proprio infinito...
la propria essenza.
costretti a ricrederci: all'improvviso non siamo più ultimi,
perché gli ultimi adesso sono i neri,
perché gli ultimi un giorno saranno i primi a farsi pecoroni,
a cavaceci sotto il padrun,chi ci dava dei coglioni.
IL cavallo di Troia funziona anche sulla
faccia oscura della Luna,
teste di legno scaldate a birra e benzina,propellente e fumo,
il nemico del mio nemico è mio amico,
così il cane astuto non caccia il gatto in corsa
ma compra il topolino.
Quando nel film suonava l'uomo con l'armonica,
il treno filava sempre in perfetto orario,
giusto il tempo di scaricare polli all'obitorio.
Danzava la fanciulla
con le vesti della sera;
non asciugava lacrime il suo velo,
nascondeva il paradiso e lo mostrava.
“Non vedi” disse il poeta
“nel mondo tutto è qui e tutto manca”
Poi si sedette sotto le sette querce
finché ne restò assorbito.
Ed arrivarono corvi a costruirsi il nido.
Urlò di odio, di rabbia e di paura.
Ma taceva il vento sul suo corpo spento
“Volesse Dio che cadesse il cielo!”
Fu questo l’ultimo pensiero.
Poi, finalmente, il cielo cadde.
Di vento improvviso l’aria si confonde
e danza inviperita è il moto delle foglie
ancora con occhi che guardano rami.
Fa male questo vivere in quel mezzo
specie quando sono in cerca di serenità,
di calma regolata tra le pieghe del normale.
Non so quando tornerà la brezza,
quella che dolce viaggia sulle mie gote,
la stessa che del sole è capace a far le veci.
Nella stanza degli abusi dei pensieri
sminuzzo l’attesa tra un Tex, un caffè e una sbirciata
là, fuori, dove intanto vola la vita che non amo.
in fiamme, per un amore che brucia
sotto ai lividi e, che dolente s'affligge.
La mia essenza è ormai racchiusa da
un invisibile muro, un rifugio dove
non c'è accesso per alcuno,
tranne che per te, anche se sei
il tormento della mia anima,
che ha fame ancora di ricordare.
Sconfino coi pensieri, riportandomi
in una fantasia ancora da vivere...
che non fa pace con la realtà feroce,
che si è accanita contro me.
E ormai stanca... arrivo fin dove la rabbia
s'impossessa di ogni lacrima a cuore aperto.
Come seta alla luna
hai tracciato strade
d’incarnato.
Con me. Tutta.
Zigomi
ciglia
labbra
a scalpitare
durante un sussurro maestoso.
Metastasi di profumo
vengono a riempirti
impastate alle tue polluzioni
di piume, e piano
vortici.
Hai centellinato quel che sono:
in luci e ombre
mentre evaporavo
nel tuo desiderio
policromo.
Chiamami ora così forte
tanto che infine
apparirò
migrazione di giunture
abbandonate a te.
Disfatti i giorni
succinti
nasco qui
per dono riflesso,
unità emozionale.
Nasco a pelle.
Sono le parole che respirano
che danno fiato alle emozioni,
che restano indelebili nei ricordi,
che illudono cuore e mente,
che infrangono barriere,
che si sussurrano nel mare.
Sono le parole che respirano
che si urlano contro un cuscino,
che si imbattono tra i denti,
che si scontrano nell'inchiostro.
che mancano di tatto,
che sconvolgono la vita.
Sono le parole che respirano
che accomodano i fatti,
che aggrovigliano le storie,
che posseggono i concetti,
che giudicano con preconcetti,
che tra i sospiri si afferrano.
Sono le parole che respirano
che indelebili marchiano a fuoco,
che inaspettate uccidono speranze,
che delinquenti ti rubano l'anima,
che nel tempo si disperdono,
che se tacciono... valgono di più.









