Casanovs veneziano
Famoso e famigerato,
nobile cavaliere veneziano,
vissuti in altri tempi,
nell’ancienne regime,
un'epoca molto lontana dalla nostra,
in cui i titoli nobiliari
e le cariche ,
contavano ancora qualcosa,
prima che arrivasse la rivoluzione francese,
a spazzare via tutto;
Giacomo Casanova,
il prototipo del latin lover
del seduttore all’italiana,
un uomo sorprendente,
esuberante,vivace evitale,
che fece un po’ di tutto,
si cimentò in tutto,
come impresario,
venditore,
indovino,chiromante,
esperto di moda;
gironzolando e bazzicando,
per tutte le corti europee;
l’esempio vivente della vitalità italiana,
quando la penisola,
dettava ancora le mode e i costumi;
Casanova l’avventuriero.
Mi spacco la faccia,
Ti spacco la faccia,
Non rimanere nell’afa.
Per evitare l’età evolutiva, in città rivoluzione,
poi pinacoteca.
Unica attrattiva disponibile, campo festa -
in radio, melodia commerciale distinta.
A me piacciono i pomeriggi vuoti,
Le macchine veloci,
Le spiagge, a volte i castelli e piazze Duomo.
Mi piace poi bruciare le mie poesie nei parchi
Per realizzarmi.
Sei il modo che la cascata
ha trovato per andarsene
in giro anche lontano
dai corsi d’acqua.
Col suo suono ti muovi
nella vita, io come
i fuochi d’artificio
di una sera provo a fare
rumore in un cielo in affitto.
Solo un po’, tutti i giorni.
tra umidi rami d'autunno
e foschie di prime nebbie.
Mi inginocchiai nel fango
pregai, sperai, piansi.
Anche nel fiume ti cercai.
Si fece presto notte ma,
non v'era ombra alcuna.
Finì anch'io nel buio
e la mia vita con la tua.
Da lassù piango ancora
la pioggia che ora scende.
Solitario, silenzioso, cupo
Errante, dubbioso, desideroso,
Attraverso un pentagramma e mi contengo.
Se si potesse d'emozioni parlare
Un bianco sentimento vorrei abbracciare
In un bosco mentale intricato
La mia vita bloccata permane.
Uno sprazzo di luce, un segno di vita,
Tra i rovi la mia speranza rimane ardita
Eppure sono solo io,
Chiedo qualcosa, pretendo qualcuno
Nel bosco di rovi rimarrò al sicuro.
L'allegria era immensa
e tu eri con me .
Ora è sufficiente che tu esista
e che tu abbia insieme al mio
un altro sguardo, un altro braccio,un altro pensare ,
necessari per crescere insieme.
Uniti nel pianto antico della giovinezza
uniti nella ragione confusa della vecchiaia
pensando, meditando ciò che è stato.
Passi materni bisbigliano nostalgia
poi un brivido , i ricordi reinventano la fantasia .
Io ero l'edera tu il muro
ti seguo e ti perdo nei miei tronchi color di prato
germogliando insieme i giorni
lenendo ogni pena
colmando e silenziando ogni paura.
Hanno passi i sentimenti
dove tu hai seminato amore
io ho raccolto pane e anima , rifugio , focolare .
Ferma in un altro paesaggio
respiro il tuo respiro
intingo i pensieri nei tuoi , "amica mia"
e una lacrima candida
diventa poesia.
.
la sensazione
è di esser ancora
di questa vita
quando lo sguardo bigio
cerca il mozzicone
mentre siedo sul
comignolo del mondo
dandogli scacco-
e poco mi importa
se sia una sfera
così resterò
col gomito poggiato
al freddo banco
con un caffè almeno
lui caldo e lungo
spacca il tempo,
vola lieve
senza senso.
Grida, guarda
scegli bene.
Nuda l' anima
scioglie pene.
Torna indietro
spezza il fiato,
mai nessuno
lo ha pensato.
È lontano il sole
è freddo,
schiocca le
dita perditempo.
C' è il fumo
non si vede
passo svelto
che succede?
Non capisci
dov'è l'uscita,
vai più piano
è la tua vita.
nell'atrio
d'una qualsiasi cometa
versando l'aria stessa
che nutre
i nostri docili scogli
E di fedi
che non hanno eredi
da questi vetri serrati
stringi a te la bellezza
di un diluvio sommerso
Lontano
affliggi il male
nel Regno
di monete sdrucite
nella polvere assediata
di Bisanzio che giace !
che animano emozioni mute,
che sono pronte ad esplodere,
che lasciano i segni nell'anima,
che graffiano sguardi e sensi,
che posseggono ogni parte di noi,
che uccidono i ricordi nascosti
che fan rivivere amori impossibili.







