non crescerà mai
è finita …. come un’onda
che affoga e dispare
e per sempre si perde
sulla sabbia del mare
infranto è il futuro
ti guarda dormire e sa
che non ti puoi risvegliare
chi doveva proteggerti
non è riuscito a salvarti
tu non hai colpe
se la spiaggia
è una culla di morte
se l’azzurro
ha il sapore del pianto
se la ninna nanna
è stata il tuo unico canto
l’acqua bagna il tuo viso
non voleva farti del male
adagio ti accarezza la pelle
ora che sei
angelo tu tra le stelle.
Dedicata ad Aylan, il bimbo che ha commosso il mondo
Profumo d'amore
Virgola e punto...colore.
Mi volto e so che ci sei
Sei presenza e luce.
La tua voce..
Sottile carezza che fa tremare,
Come timida ancella
Mi lascio cullare,
Mi muovo tra le fronde,
Sotto rami indistinti
Mi riparo dal dolore.
Volere e potere...
Nel vento creare immagini pure,
Di eterno amore.
Sottile filo,
Che lega il mio istinto
Ormai unito
Sotto foglie di giunco.
nelle strade fuggevoli
motivo nuovo...
del tuo vento nel viola
nel fine di lustri gremiti di segni
In ogni tuo Novembre
sussurano sogni
di foglie e di gioie rapite
le obliate ragioni restano sensi
nell'incedere di noi
tra cielo e volontà
nei profumi di assenze!
è ‘na canzone morto popolare
scritta pe me e pe te unici attori
che nun conoscono luci de li riflettori.
Ce metto puro a musica de sfonno,
‘na musichetta allegra, d’artro monno,
er monno nostro fatto de semplicità
c’abitavamo quarche tempo fa.
Però nun trovo parole da legà
a ‘sta musica che me fa ‘mbriacà.
Che vojo dì, che te vojo bene ?
Che ‘nsieme a te se sciorgono le pene ?
Che semo come ‘a pasta cor ragù ?
Che senza l’artro nun campamo più ?
L’hanno già dette ? come posso fà ?
Nun so banale, me devo rassegnà.
‘A faccio o stesso ma muta de parole,
lasso la musica pe parlatte ar core.
Resto in silenzio ed apro la mia bocca
pe datte ‘n bacio che l’anima te tocca.
se non posso avere una notte d’amore con te;
lascerei la luce per le ombre morenti.
Ho rinunciato alle ali per il tuo cuore;
non odiarmi, se mi sono intromesso nella tua vita,
pur d’averti son disposto a lottare e a riempirmi di cicatrici.
Lotterò contro tutti i tuoi vecchi amori,
sai che ti raccontavano solo bugie.
Hai donato la tua verginità a uno di loro,
ma era innamorato soltanto del desiderio.
Bruciavi come il fuoco, pur d’avere un figlio.
Questa notte non sarò il tuo Angelo Custode,
ti sembrerò crudele, ma pretendo il tuo amore.
Angelo senza catene, mi ubriacherò di te,
provando i brividi dei tuoi baci e delle tue carezze.
Non uccidere la notte, divieni il mio premio.
Non voglio essere più il tuo Angelo Custode,
sarei un ipocrita adesso, tradirei me stesso
e altresì le tue preghiere, con i miei pensieri oscuri.
Proprio un bel sistema
ride, anzi u-ide
girando colpe come assegni
con tutto il firmamento intorno
l'Ozio, per muoversi un pochetto
alzando pigramente il dito
disse alla Virtù, sua amante
eletta per affinità e diletta:
-Senti gioia, se non t'annoia
facciamo un bel giochetto? -
E così, tra uffa e sbuffa
con dai muoviti e fai presto
( assieme a tutto il resto )
a tempo giusto al mondo
venne un bel vizietto!
miei discorsi
sparsi sul
letto ordinato
sfilano le folle
di fratelli
destinati alle
corriere
come me,
una sacca
vuota color
sabbia
e poche cose
per riempire
il vuoto
introspettivo.
La mia
figura
riflette sul
finestrino
uno sconosciuto,
indispettito
serro i bulbi
e m'incammino
nei sogni.
Nel tormento del incerto assoluto comparve l'estasi del dolore
che trafisse l'anima con lunghe spine.
Rese viva l'esistenza, le concesse la forza del pensiero.
Indusse ogni singola emozione verso i “sentieri dell'anima” che
portavano alla quiete dello spirito dopo un vagare triste e incerto.
In una notte, notte senza tempo si materializzarono ancestrali vicissitudini.
Tra lampi e tuoni tremò l'intelletto e il verbo divenne amore.
Se dovessi rincorre la solitudine d'una luce accesa,
spegnerei quella clessidra di vetro,
da troppo tempo logorata dalla polvere d'una stella cadente.
Se avessi la forza di graffiare le infinite trame tessute
dalla tristezza scolpirei sulla sabbia i tuoi occhi di cristallo.
Se la malinconia d'un vascello in fuga verso l'orizzonte,
ascoltasse i nostri lamenti, costruirei una piramide per racchiuderli dentro.
Se gli interminabili se che camminano insieme a noi,
rimanessero solo dei se, troverei il coraggio di sussurrare il tuo nome al vento.
Se un raggio di sole riflettesse nel tuo sguardo il labirinto che ci imprigiona,
vagherei per l'eternità alla ricerca del tuo amore.
Se ancora una volta potessi sfiorare con le mani il tuo viso,
resterei lì fermo a osservarti per ore nel silenzio d'una tempesta.
Se negli stralci di queste frasi potessi cancellare le incertezze,
forse mi ritroverei accanto a te.
Se d'un tratto scomparissero i vampiri che volano nelle stellate notti,
mi siederei ancora con te su quella panchina triste e fredda.
Nel calore d'un acceso fuoco annegherei il mio amore e con
infinita dolcezza cullerei i tuoi meravigliosi occhi di cristallo.
“Gocce di rugiada lentamente scesero giù dalle foglie,
sguardi lontani s'intrecciarono, s'osservano.
Piccole ombre nascosero il volto. Lontano un bagliore scoprì gli occhi.
Immagini sbiadite, lassù vissero ancora.
Burattini come equilibristi corsero lungo il filo della vita.
Risero, piansero, poi in silenzio morirono.
Grida nel silenzio, qualcuno ascoltò. Nell'oscurità occhi di cristallo brillarono, sorrisero.
Ancora una notte è trascorse, una notte senza tempo...”
Continuò la tempesta s'aprirono porte e finestre, si chiuse l'anima
in se stessa a cercar riparo dalle folgori. Il tempo si tramutò e nel passato annegò mentre fuori tutto era scuro. La notte urlò, il cuore sanguinò,
Ti cercai nei crepuscoli estivi, ti cercai sulle spiagge deserte.
Il vento spazzò via i tramonti lunari, piegò in due evanescenti realtà,
soffiò sul tuo viso di rugiada, dove eri?
E dove erano i tuoi occhi di cristallo?
Dirupi immensi intorno a me, scogliere di ghiaccio si sciolsero,
sussurrarono il tuo nome. Eternità latenti dipinsero paesaggi lontani,
sprazzi d'azzurro cancellarono i solchi della vita, piccoli ramoscelli s'intrecciarono,
tenere foglioline sorrisero alla terra, sensazioni fuggevoli piansero.
Echi dispersi nelle nebbie di tempeste stellari
ricordi velati da rigagnoli di sabbia,
fiumi di papaveri imbevuti di rosse emozioni ti invocarono.
Ti cercai sulle rocce dei sentieri, sulle ali delle statue,
ti cercai nelle maree scolorite della sera, ma invano gridai,
mi disperai. Invano mi chiesi dove eri.
“Fruscii d'un tempo immaginario soffiarono lontano.
Sprazzi d'azzurro scomparvero all'orizzonte.
Ricordi persi nelle notturne tenebre, ricordi sospesi, immagini stampate
sulle onde dei mari.
Pensieri... Solo delusioni dimenticate in un angolo”
Guardai lontano nel tempo, rividi un volto, ricordai.
Poi chiusi gli occhi e sognai.
“Ecco finalmente apparir la fine del sentiero.
Tutto ora e più chiaro.
Pace trova l'anima nel freddo fluire delle nubi,
mentre un argenteo viso di donna resta impresso
su uno scuro foglio fra mille sensazioni floreali”
irrimediabole asfissia.
ogni qualvolta compongo un passo- sento il mio vuoto;
- oltre me!

di pioggia e margherite
ed il mar mi si siederà accanto
in questo accento di luna
come eco di stelle randagie
fra lacrime di carta e poesia.
E ti dimenticherò, sì,
come granaio di cielo
spogliato di luce,
come tramonto d’inverno,
come lettera di cuore stracciata,
come primavera nel deserto.
Tesserò un raggio
di pioggia e margherite,
cicatrice d’amore,
foglia sulle rive.

Nel disprezzar ciò che hai ricevuto,
ancor ti nutri
di ciò che hai deriso.
Sai che ti dico?
Mi fai pena
povero mendicante di sesso.
Non confonderlo con l’amore
non ti è concesso,
non riusciresti a comprenderlo.
Accontentati di raccattare
altrui rifiuti nell’illusione
d’un ebbro sogno d’amore.
Non riuscirai a scorger luce
ove non scaturisce puro sentimento
a infonder gioia
nell’unicità di fusione.
Rotolati bene
nella lussuriosa perversione,
ne emergerai profumato di rispettabilità,
puritano agli occhi del mondo
povero accattone per chi conosce la tua anima.
Pensi di possedere la purezza dell’anima?
Se dovessi cercarla non la troveresti,
ma… Non temere, si sarà voltata di lato
coprendosi occhi per non vedere e orecchie per non sentire,
Ti è rimasta a sostegno quella oscura,
come il tuo cuore.
Spettatore in prima fila
Il giudizio del mondo
a elogiare
la mente del tuo inferno.











