L’unico luogo certo
è tra le mie ginocchia d’ossa.
Non dite niente se quest’incrocio
è di rotelle e attrito.
Cadrei sull’asfalto con
troppe parole in spalla e un pugno
di polvere amorale,
se non avessi a cuore
questo formicolio del corpo
mezza letalità piantata
tra le scapole e una boccata
di genziane acerbe.
è tra le mie ginocchia d’ossa.
Non dite niente se quest’incrocio
è di rotelle e attrito.
Cadrei sull’asfalto con
troppe parole in spalla e un pugno
di polvere amorale,
se non avessi a cuore
questo formicolio del corpo
mezza letalità piantata
tra le scapole e una boccata
di genziane acerbe.
8 commenti
Movimento,
tra le strade di dove vuoi che sia.
Cosa vuoi che sia il dolore,
se non lo sento.
Fino ad allora ,
sia ciò che voglio che sia,
nè stempererò l'accento..
Sento solo il rumore dei bar,
e delle possibilità,
che scandiscono il tempo.
Un tempo che non c'è.
Le città non lo sanno,
ma se le guardi dall'alto ,
pare che loro guardino te.
Stasera c'è movimento,
e io ci starei dentro,
se solo il movimento ,
anche stasera,
non fosse dentro di me.
tra le strade di dove vuoi che sia.
Cosa vuoi che sia il dolore,
se non lo sento.
Fino ad allora ,
sia ciò che voglio che sia,
nè stempererò l'accento..
Sento solo il rumore dei bar,
e delle possibilità,
che scandiscono il tempo.
Un tempo che non c'è.
Le città non lo sanno,
ma se le guardi dall'alto ,
pare che loro guardino te.
Stasera c'è movimento,
e io ci starei dentro,
se solo il movimento ,
anche stasera,
non fosse dentro di me.
Parlerò di te senza paura ,
Perché celi l'insieme di tutte le verità ,
Poiché nell'esistere non esisti
Se non nella definizione
Della parola che ti ha battezzata .
Ma io , sebbene ti nomini al cospetto dei più ottusi ,
Non ti chiamo perché non sei
Se non in relazione a tutti gli eventi .
Non esisti .
Esiste ciò che è in vita ,
Allora tu esisti in quanto tale
In una perenne connessione con il vivere .
Sei il nulla e il tutto .
Un punto . Una virgola .
Una fine . Un inizio .
Una fermata . Una partenza .
Un passaggio . Una dissolvenza . Una trasformazione .
Non esisti .
Di cuore in cuore
Le nostre tracce sono eterne .
Ed è sempre vita .
Perché celi l'insieme di tutte le verità ,
Poiché nell'esistere non esisti
Se non nella definizione
Della parola che ti ha battezzata .
Ma io , sebbene ti nomini al cospetto dei più ottusi ,
Non ti chiamo perché non sei
Se non in relazione a tutti gli eventi .
Non esisti .
Esiste ciò che è in vita ,
Allora tu esisti in quanto tale
In una perenne connessione con il vivere .
Sei il nulla e il tutto .
Un punto . Una virgola .
Una fine . Un inizio .
Una fermata . Una partenza .
Un passaggio . Una dissolvenza . Una trasformazione .
Non esisti .
Di cuore in cuore
Le nostre tracce sono eterne .
Ed è sempre vita .
Ti sento come nettare nella bocca,
leggera,
come la carezza che fa il vento di sera.
La tenue luce dell’aurora
ha il colore della tua pelle
ed i resti della brace del falò
copiano i colori dei tuoi capelli.
Hai il profumo del sottobosco in estate,
ma con l’aggiunta di un non so che d’esotico.
La gardenia e l’orchidea
hanno preso spunto da te
per la loro silhouette.
Il buon vino invecchia come te,
mentre,
il sussurro del mare dentro le conchiglie
imita la tua voce.
Nel deserto vedo i tuoi occhi
ed il tuo volto in ogni dove,
ma l’anima tua la porto sempre con me.
Le fragole sono i tuoi baci
ed il brandy la tua lingua.
Scaldi il cuore come il sole
ed in ricordo tuo, come vento gentile,
rasserena il cielo del mio spirito
dalle nuvole dei cattivi pensieri.
Fragoroso fu il suo arrivo
in pochi secondi si portò via tutto quello che non era suo.
Da lontano gli urlarono è nostro! ...
Ma rimasero inascoltati,
con la sua furia distrusse tutto,
seminando tra le case feriti e morte.
Fece tremar così forte la terra da spaccarla in due,
dopo aver fatto udir la sua voce,
una manciata di attimi e poi tutto tacque…
apparve agli occhi un panorama spettrale
fatto solo da cumuli di macerie...
Nel silenzio echeggiavan sole lacrime,
tra quell’acre odore della polvere che assuefava le narici,
dei bianchi superstiti
che s’aggiravan come fantasmi tra le rovine.
Vinsero subito lo scoraggiamento e armati delle sole mani,
come eroi si misero a rincorrer quelle disperate grida che chiedevan aiuto,
per dargli un domani.
Alla vita volevan dare un riscatto,
il terremoto non doveva paralizzare i cuori,
perché gli Angeli non si fermano mai,
nemmeno davanti ai dolori.
in pochi secondi si portò via tutto quello che non era suo.
Da lontano gli urlarono è nostro! ...
Ma rimasero inascoltati,
con la sua furia distrusse tutto,
seminando tra le case feriti e morte.
Fece tremar così forte la terra da spaccarla in due,
dopo aver fatto udir la sua voce,
una manciata di attimi e poi tutto tacque…
apparve agli occhi un panorama spettrale
fatto solo da cumuli di macerie...
Nel silenzio echeggiavan sole lacrime,
tra quell’acre odore della polvere che assuefava le narici,
dei bianchi superstiti
che s’aggiravan come fantasmi tra le rovine.
Vinsero subito lo scoraggiamento e armati delle sole mani,
come eroi si misero a rincorrer quelle disperate grida che chiedevan aiuto,
per dargli un domani.
Alla vita volevan dare un riscatto,
il terremoto non doveva paralizzare i cuori,
perché gli Angeli non si fermano mai,
nemmeno davanti ai dolori.
Dalla cava là fuori della macchina mangiavetro
e della plastica veniva un vago rumore di frana
ancora sfiora appena il mio collo di uomo
e il grumo di piccioni incombente sugli avanzi
che lurido crocchio si disfa e subito si ricompone -
qui dentro si apre fra le mie dita un rosario di foglie
e si apre con esso anche il fiore eterno
quell'unico dal vero aspetto
dalle braccia riempite di sole.
Gioiosa la riviera romagnola
Ilare di sole e di mare
Ove tutto è cullato dal
Vento che sa di brezza e spinge
Aquiloni a giocare nel cielo
Niveo e terso di luce
Nello spazio vestito di colori
Infiniti radiosi nella
Pineta profumata di resina
A
San Mauro Pascoli e la
Cavallina in battuta di caccia
Ondivaga triste orfana
Leggiadra e libera
Intorno a un rettangolo di mare.
Ilare di sole e di mare
Ove tutto è cullato dal
Vento che sa di brezza e spinge
Aquiloni a giocare nel cielo
Niveo e terso di luce
Nello spazio vestito di colori
Infiniti radiosi nella
Pineta profumata di resina
A
San Mauro Pascoli e la
Cavallina in battuta di caccia
Ondivaga triste orfana
Leggiadra e libera
Intorno a un rettangolo di mare.
Quante volte ho volato un gabbiano
senza avere nè ali nè canto
senza amor che conduce alla steppa
gialla di grano e arida d'acqua
senza oro di spighe alla vita
che d'amor si sospinge a sperare
Tende amare radici, il respiro
e non vedo che lampi e distese
non di lino d'amato riposo
ma d'ansie a rubare secondi antistanti
Portami ove la luce si regna
d'essere amata di fango e d'abbaglio
senza avere nè ali nè canto
senza amor che conduce alla steppa
gialla di grano e arida d'acqua
senza oro di spighe alla vita
che d'amor si sospinge a sperare
Tende amare radici, il respiro
e non vedo che lampi e distese
non di lino d'amato riposo
ma d'ansie a rubare secondi antistanti
Portami ove la luce si regna
d'essere amata di fango e d'abbaglio
Chiamerò amore
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
E' arriverà tempo in cui non vi sarà
altra primavera;
Non vi sarà altro rigoglioso verde.
Perciò ricorda di questo tempo.
Ora, che è ancora rosso porpora
il cielo delle nostre lenzuola
e lussureggiante è la danza
delle nostre mani.
Serba in ogni avvallamento
la smania delle mie labbra.
Gli attorcigli della nostra linee
in qualche incavo del tuo petto.
Perché giungerà tempo in cui
il mio desiderio rimarrà indifeso
schiodato dalle mie mani
come i petali da una rosa.
Perciò incatena queste impronte mie
sulla carne tua.
In qualche solco della pelle imprigionale
Dentro le tue mammelle ornale.
Per quel tempo in cui
stanchi e appesantiti diverranno
i seni tuoi;
e le labbra mie dal tremito quasi impercettibile
non avranno più sete delle sinuose labbra tue.
Dunque, dolce amore mio,
a dispetto dell’inganno del tempo
serba nel cuore tuo
lo scivolare delle impronte mie
sulla carne tua.
Conservale dentro il tuo petto;
sottraile alla vista
nelle profondità della tua anima.
Adagiale lì… ove il tempo… non oserà.
altra primavera;
Non vi sarà altro rigoglioso verde.
Perciò ricorda di questo tempo.
Ora, che è ancora rosso porpora
il cielo delle nostre lenzuola
e lussureggiante è la danza
delle nostre mani.
Serba in ogni avvallamento
la smania delle mie labbra.
Gli attorcigli della nostra linee
in qualche incavo del tuo petto.
Perché giungerà tempo in cui
il mio desiderio rimarrà indifeso
schiodato dalle mie mani
come i petali da una rosa.
Perciò incatena queste impronte mie
sulla carne tua.
In qualche solco della pelle imprigionale
Dentro le tue mammelle ornale.
Per quel tempo in cui
stanchi e appesantiti diverranno
i seni tuoi;
e le labbra mie dal tremito quasi impercettibile
non avranno più sete delle sinuose labbra tue.
Dunque, dolce amore mio,
a dispetto dell’inganno del tempo
serba nel cuore tuo
lo scivolare delle impronte mie
sulla carne tua.
Conservale dentro il tuo petto;
sottraile alla vista
nelle profondità della tua anima.
Adagiale lì… ove il tempo… non oserà.
Un passo dopo l'altro
lentamente,
con il respiro affannato,
la paura del dopo,
prima,
durante.
Si sovrastano mille dubbi,
mille pensieri,
che si frantumando in un istante,
quando tutto crolla,
tutto perde coscienza,
in un vortice d'immensità.
Tutto finisce,
tutto crolla,
ne prima,
ne dopo...
ed é li
in quel piccolo
paradiso nascosto
che riprende la vita,
rinasce la vita.
Li in quell'angolo immenso
é puro,
dove tutto é nato,
tutto é iniziato,
tutto muore...
su quel filo
dell'equilibrio
ormai spezzato.
L'impronta sulla sabbia
ha lasciato il vento.
Ha visto tramonti
divenire albe
poesie
sciogliersi in parole
parole
tramutarsi in poesie
tramutarsi in poesie
poesie
incollarsi di carta .
incollarsi di carta .
E ridevi della nostra leggerezza.
Ora siamo
uno specchio di ricordi .
Frammenti spezzati.
Come me lasciali cadere
come fiore di vita
come fiore di vita
a far nascere letizie
con un raggio di sole.
Il maestoso ippocastano
del cortile della scuola
quando vede il cielo azzurro
supplicando verso il sole
alza rami fiori e frutti
per cercare il suo calore.
E seppur gli è assai lontano
la preghiera vien sentita
ed il sole piano piano
lo pervade con amore
e lo copre per intero
di un dolcissimo tepore.
Con la luce gli regala
dei bellissimi diamanti
che si perdon sfavillanti
tra le foglie in mezzo ai rami
per cadere lentamente
senza fare alcun rumore
sulle teste dei bambini
e sul cortile della scuola.
del cortile della scuola
quando vede il cielo azzurro
supplicando verso il sole
alza rami fiori e frutti
per cercare il suo calore.
E seppur gli è assai lontano
la preghiera vien sentita
ed il sole piano piano
lo pervade con amore
e lo copre per intero
di un dolcissimo tepore.
Con la luce gli regala
dei bellissimi diamanti
che si perdon sfavillanti
tra le foglie in mezzo ai rami
per cadere lentamente
senza fare alcun rumore
sulle teste dei bambini
e sul cortile della scuola.
Ti scrivo una canzone
e la scrivo d’amore,
perché le parole ...
le posso trovare nel mio cuore.
E' da tanto tempo che mi chiedevi
che scrivessi una canzone dedicata a te .
No, non scrivo il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è il ritornello,
sì, dev'essere molto bello.
Lo sai che ti amo,
non lo grido,
però te lo dico con le note del piano:
ti amo!
Non so cantare, ma ci posso provare,
questa canzone ti voglio dedicare,
non sarà una serenata e nemmeno uno stornello,
ma il ritornello, sì dev'essere bello.
Amore mio bello, ti voglio baciare,
perché le tue labbra hanno il sapore del sale
e con un bacio al sapore salato,
il cuore mi hai rubato.
Il vento scende dalla montagna,
smuovendo i tuoi lunghi capelli neri;
mi piace accarezzare il tuo corpo
che profuma dei fiori di primavera.
Amore mio bello,
in questa canzone devo scrivere un ritornello,
sì, quello dev'essere bello.
Donna, mio amore, donna del mondo,
a te questa canzone voglio dedicare.
La scrivo per poterla cantare,
però prima le parole, tra le note, devo accordare.
Non so cantare, ma ci posso sempre provare.
La incideremo su un cd,
così la potrai sempre ascoltare,
tutte le volte che ti senti sola
e con la mente mi vieni a cercare.
Questo sarà il mio regalo per te,
una canzone d’amore,
dove, con le parole, ti racconto il mio cuore.
Te le canto con un ritornello
"Amore mio, dolce giovane e bello,
il mio cuore ti ho regalato,
un cuore che era ammalato.
Non ti voglio sognare,
ti voglio vivere, ti voglio amare”.
In questa canzone non ho scritto il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è l’unico nome con cui ti voglio chiamare:
Amore.
e la scrivo d’amore,
perché le parole ...
le posso trovare nel mio cuore.
E' da tanto tempo che mi chiedevi
che scrivessi una canzone dedicata a te .
No, non scrivo il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è il ritornello,
sì, dev'essere molto bello.
Lo sai che ti amo,
non lo grido,
però te lo dico con le note del piano:
ti amo!
Non so cantare, ma ci posso provare,
questa canzone ti voglio dedicare,
non sarà una serenata e nemmeno uno stornello,
ma il ritornello, sì dev'essere bello.
Amore mio bello, ti voglio baciare,
perché le tue labbra hanno il sapore del sale
e con un bacio al sapore salato,
il cuore mi hai rubato.
Il vento scende dalla montagna,
smuovendo i tuoi lunghi capelli neri;
mi piace accarezzare il tuo corpo
che profuma dei fiori di primavera.
Amore mio bello,
in questa canzone devo scrivere un ritornello,
sì, quello dev'essere bello.
Donna, mio amore, donna del mondo,
a te questa canzone voglio dedicare.
La scrivo per poterla cantare,
però prima le parole, tra le note, devo accordare.
Non so cantare, ma ci posso sempre provare.
La incideremo su un cd,
così la potrai sempre ascoltare,
tutte le volte che ti senti sola
e con la mente mi vieni a cercare.
Questo sarà il mio regalo per te,
una canzone d’amore,
dove, con le parole, ti racconto il mio cuore.
Te le canto con un ritornello
"Amore mio, dolce giovane e bello,
il mio cuore ti ho regalato,
un cuore che era ammalato.
Non ti voglio sognare,
ti voglio vivere, ti voglio amare”.
In questa canzone non ho scritto il tuo nome,
perché non è ciò che fa una canzone,
ma è l’unico nome con cui ti voglio chiamare:
Amore.












