Chiusi cornicioni in pezzi cadono
la carrozza non se n'è nemmeno accorta
come del resto la scatola di latta coi re di Danimarca
dipinti sopra
che si ritrova nella sabbia
spostata solo di qualche centimetro
siamo tutti più lontani dal tetto della lampada gialla.
Se mi impunto finirà che davvero piango
fermando lo sguardo
sulle punte di un caro forbicione grigio,
a che serve starmi accanto...
Sogna pure, tanto sono fogli di carta.
La carta si può riciclare, strappare,
si può colorare, ci si possono fare
barche o aeroplani.
Sogna pure tu, di fogli ne ho a bizzeffe
e te ne posso regalare almeno una cinquantina.
Sono spazi bianchi, sforzati almeno un po'.
Tanto sono leggeri, tanto è la misura dei tuoi disegni
a risparmiare lo spazio.
Su quei fogli ho scritto lettere d'amore,
lettere ignorate dal sindaco,
indirizzi a cui spedirle,
manifesti popolari, scarabocchi sovrappensiero,
discorsi più o meno importanti.
Si notano poco i fogli,
ma non lasciarli ingiallire nei cassetti della scrivania.
A volte, per errore, ne butti uno buono nel tritacarte
al posto di uno ormai inutile con cui l'avevi confuso.
Non ci piangere mai sopra un foglio:
la carta bagnata è pesante e si strappa facilmente.
Non preoccuparti se si stropicciano un po' in tasca
o se a volte restano addirittura in bianco.
Il miglior foglio è quello che aspetta il suo disegno.
Il miglior disegno è di chi non è pittore.
amami anche per una sola notte
o per un istante
oppure quanto tu vorrai.
Amami
accoglimi nel tuo seno
in quel paradiso
che accende in me il desiderio
fammi entrare
in quello spazio libero
in quella voragine
dove non esiste il tempo
dove la carne diventa spirito
e per un attimo sarò uomo- uccello.
Amami
e senza indugi stringimi
in un peccaminoso Valzer
amami e sfiniscimi
disorientami
annullami
esaltami
feriscimi.
Amami
t’aspetterò sul bordo di un arcobaleno
e sulla coda di una nota
come in una giostra
girerò intorno all’infinito.
Amami
e ingoia il mio cuore
dissetati
e ubriacati
di veleno d’amore.
Amami
e poi uccidimi
morirò esangue
come muore un sogno
alle prime luci del mattino
e tra le labbra il tuo nome.
Come non siamo
l'hai detto
annegando l'iride nel fumo
In qualche orbita saremmo altri
chissà dove, un'offerta perenne
una lanterna magica
Ora: frusciano giallastre le foglie
le carte, i nomi
ristagna la mente
con una maschera curiosa
per cuscino
che il mondo fosse diverso
da oggi,
vorrei che Israele
non odiasse i Palestinesi
e che la Palestina tornasse ad essere
il luogo della Natività;
vorrei che Gesù
tornasse il Galilea
e rifacesse la strada
con i discepoli di Emmaus,
vorrei domani sentire che i ragazzi
non muoiono più
e le mamme non piangano
per la morte dei loro figli,
vorrei domani che il sole
davvero sorgesse per tutti,
perché in fondo siamo fragili
ed esposti al respiro del destino.
Che avrà visto il cieco quando mi vide?
Passai di lì e mi vide davvero.
Pensai fosse ancora la solita frode,
ma tutto il suo buio era sincero.
Aveva gli occhi come lumini lontani dal vento,
qualche folata forse dalle processioni intorno,
ma in fondo quel fuoco chi l'ha mai spento?
Nonostante l'orecchio non vorrebbe star fermo.
Che vide quel cieco quando mi vide?
Io lo vedo passare ma ci vedo meno di lui;
vede dell'altro, ecco perché sorride;
sorride perché sono balle i giorni più bui.
che il tempo ti possa dare
per farti innamorare
e sperare che un giorno nuovo
torni a sbocciare in te
anche se non hai avuto
la fortuna di vivere la vita
con la gioia nel cuore
come volevi tu
Parli, perchè speri di ritrovare
quel tempo perso, e prenderlo
per mano, senza lasciarlo più
e cancellare quello che ti ha fatto
stare male, sulla soglia di un portone
che ha raccolto, la tua desolata storia
il respiro della vita
l'anima cogli
Un sorso d'aria
sotto gli alberi
carezzevoli
e gioie simili
Ninfa fuggitiva
specchio innocente
sempre in affanno
a provare vere gioie
In quali istanti
incontrerai prati
di calle selvatiche
rifugio di spiriti affini.
Lucià, lo conosco quel rumore dei baci a vuoto.
E' come chiamare un gatto,
sapendo però che i gatti si stanno accoppiando sui tetti;
è come strofinare le labbra sovrappensiero,
ma senza far caso al fatto che si contorcano in astinenza.
Lucià, questi rumori riecheggiano violenti nelle stanze.
Lo senti quando qualcuno prova il primo bacio da solo,
quando quel rumore fa surf sulle onde dello stereo,
quando qualcuno sembra idiota in questa testardaggine.
Lucià, quando le labbra toccano così il fondo
aprono barattoli di parole e li mangiano col cucchiaio in cucina.
Da sole. Sempre con quello stesso rumore.
Dolce compagna della notte
degli anni senza fiato.
Vorrei averti sempre
senza perdere un attimo
senza inventare parole.
Dipingerei sui muri
ogni istante d’amore
ogni particolare importante.
Mi vorrai ancora.
Ora me ne sto da solo
ad osservare il soffitto
immaginando il cielo.
L’anima mia si perde amore
senza di te è una nuvola
disciolta nel cielo.
Dimmi dove sei
io ti stò pensando
dolcissimo tormento
del mio cuore.
Sai!Ho sognato te
eri dentro il letto
insieme a me.
Mancava solo poco
a dirsi ti amo
è successo qualcosa di incredibile
mi son perso
ha raccogliere le stelle
su in cielo
svegliandomi poi solo
nel letto non c’eri più…
Amore dove sei
dov’è finita l’allegria
dolce compagnia
di giorni fantastici.
Vorrei tanto mordere ancora
quelle tenere labbra.
invece di starmene solo
osservando il soffitto
immaginando l’amore…
Nell’interesse stupito, ascolto i miei passi cadenzati, echeggiare
Dall’alto le luci gialle al rallentatore, muovono le ombre, che mi fanno compagnia
Osservo la solitudine dei parcheggi, il ronzio di un campanello elettrico si fa sentire
mentre si spegne.
Non c’è altro suono, che distrae
Indimenticabile è l’ora
Poter sigillare tutto nell’immediato, sarebbe una gioia
Affido una preghiera al cielo, per questo.
Un colpo di vento caldo giunge, quasi come risposta.
Quest’ora tarda, mi attraversa con velocità e la sento sorella
In questa notte, mi pare un giovane zampillo
che bagna, donando freschezza
facendomi sentire leggero
in un paradiso
non vedi l'ora di essere portato via.
Carta nascosta, non ti trovo più:
forse scherzi per tirarmi su.
Carta su carta il vento ti porterà via:
il tuo sogno è questo senza gelosia.
Sogni di evadere e di essere sfiorata
da una penna d'oca immacolata,
impugnata da un poeta che con fervore
scrive parole d'amore con gran ardore.
la parola trattenuta nell’assenza
o l’atto giudicato inadatto al fatto
o la deriva di vita allagata d’insipienza?
Sapresti tu dirmi dove avanza l’armonia
laddove rimorso e rimpianto si fanno compagnia
laddove muore il lamento dal salvifico squarcio
laddove l’io è solo un luogo d’intralcio
lungo vene sclerotiche di malinconia?
Sapresti tu dirmi se c’è raccolto l’espediente
nel cestino dei sogni all’alba d’un cuore
dal triste giogo che trema e gorgoglia amore
quando il pensier lucido brucia parole sotto la soglia
e la libertà più vera ama chiamarsi pena?
Ecco solo allora la luce sconvolge e scioglie.
Sapresti tu dirmi al fine nella vita
dov’è il tempo schermato e persuaso di doglie
che partorite malate illusioni è risolto in veglie?
Sapresti tu dirmi come si sceglie la pelle
per il sapere e il dolore d’essere
oltre le stelle lacrime di neve?
O come finge d’esser al fine morente
ma solo sino all’attimo contingente
la risacca china a far risalire la cima fino all’anima
spianata indicibile nell’inquietudine fetida
che si diverte a insultare i muri con la domanda nota?
“Sapresti tu dirmi dov’io son morta?”
“E se la mia poesia al fine è risorta?”
sia fitta o leggera,
o rada, inzuppante,
di giorno o di sera!
A cielo coperto
di nuvole nere,
intoni un concerto
di gocce a scacchiere;
oppure a sereno,
magari col sole
e l'arcobaleno,
disseti le viole!
Ti piace bagnarci
come dei pulcini
o al caldo cullarci
accanto ai camini!
Sei fresca, invitante
se scrosci d'estate:
all'afa assillante
dai tregue insperate!
Sei umile, pura:
sei l'acqua preziosa!
E terra e natura
fai tu rigogliosa!
se nel cuore non c'è niente
lasciandoci condizionare
dalle vistose indifferenze, di cuori
egoisti che pensano al ricco
impresso nella mente?
Come possiamo essere generosi
inseguendo paroloni che aiutano
solo la carta stampata
e non il povero uomo
che si muove a piccoli passi
sulle linee tratteggiate
delle anime perdute, sotto ponti
straripati?











