C’è un posto qui vicino al mio cuore
dove qualcuno ha detto sia nato il mare:
è un sentiero aspro, forse quasi frastagliato,
che, come fra la spiaggia di Capolungo
e l’occulta ciste del Porticciolo di Ponente,
ancora oggi si pensa segnali al viaggiatore
l’imminenza di un pericolo, la precarietà.

È da lì che passa il soffio del Vento Maestrale,
fra le quattro guardiole della Torre del Fieno
e le feritoie che sputano sangue e sale
sulla panoramica, su queste reti secche.
E fra l’aroma del parco, e fra il borgo e il cielo,
la mia paura si trasforma nel tuo sguardo:
qui, dove anche il sogno si fa Esistenzialismo.

A Nervi il tempo sembra immobile, eppure scorre;
come la condizione umana al Théâtre de Babylone,
come il nulla fra due barboni e una panchina,
come il nonsenso della vita, come l’attesa.
Ed è un Godot qualsiasi, comunque,
quello che cerco e non arriva mai.
 
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Profilo Autore: Charlie  

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Si accende la passione 
il piacere, il desiderio di te. 

Sulla pelle 
un fuoco che non si spegne. 

Il profumo di noi 
sguardi penetranti. 

Accompagnati 
da un amplesso interminabile. 

Scivoli dolcemente 
dentro me. 

I corpi nudi si toccano 
con le labbra infuocate.

Notte d’amore, centimetro dopo centimetro 
assapori il mio corpo.  

Movimenti sublimi dei corpi... 
sospiri. 

Estasi di piacere  
brividi di passione.

 
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Come va, Signora Doroty?
Spero che le mie lettere non si perdano
nel vuoto dei suoi occhi o sul fondale della piscina.
Sempre opachi, questi umori, di una rassegnata indifferenza,
accecati da un'eterna rabbia quando pensa,
quando le fa Cucù! il giardiniere allegro.

 

Una nobildonna che sfoggia con disprezzo
e menefreghismo, come in un gioco forzato che accetta,
le sue lune e le sue collane d'oro, foulard francesi e cappelli,
ma poi lo so, lo ignora il materialismo,
quando l'orecchio si ovatta.

 

Giornate vuote e senza senso, riempite
da un'antica nostalgia di bordelli e strade,
di ali e verginità rubate. Un marito troppo infelice,
con la nausea nel vedere le sue vetrine,
la sua vasta collezione di piscine, e si consola amaramente
in quella guerra dell'oppio in cui non sa con chi stare.

 

Ogni notte il letto è bianco, vuoto e stanco,
senza appetito, o l'amata noia d'un lenzuolo un po' sgualcito:
suo marito è già fuggito, una fuga di sbandati amori,
banconote sparpagliate da 100 sul suo guanciale,
il suo modo per scusarsi di tutto il male.

 

Signora Doroty, è infelice: quanto è bella la miseria,
più della sua stroncata voce, ma la pelle d’oliva
e le carnose labbra ci sanno ancora fare; cinquant’anni stuccati,
le guance nascoste dal trucco che si scrosta dal suo viso,
come un muro abbattuto dalle pallonate.

 

Acerba vecchiaia, giovinezza mai sbocciata.
Chiacchiera intanto la servitù:
lei ci ride col drappo in gola,
ma una bestia disinnamorata di se stessa
non mollerà mai
il suo bastardo osso!

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Nell’aria tra i cristalli

una lacrima cade,

su territori ebbri

segna il tuo confine.

Cade insicura, tremolante plana

in lampi di luci i colori acceca,

cade da un viso oppresso

stilla amarezza nel silenzio amoroso.

È la lacrima del desiderio

la più rara!

Fa’ fremere le carni ,

silenziosa tra i germogli.

Hà la rossa veste

e il suo intimo è fugace ,

dispone il generoso riso

e ad ogni bacio dà il suo ben venuto.

Cade sugli urlati musi

del fresco radioso,

nell’inviolato viso

gli scellerati sentimenti.

È della migliore specie !

Rara si indora in toni rosa ,

da un inguaribile germe

il vento l’allontana .

È tua quella lacrima !

Non ha nessuna vita ,

in sé non ha più amore

ha spento la candela del misero focolare.

 

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Profilo Autore: poetanarratore  

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Da quanto non ci sei più ho assunto le tue caratteristiche
per compensare la mancanza, il mio viso è ormai il tuo mausoleo
e non c'è niente in questo mondo che più ti somiglia,
anche se spesso sorride a cose che tu non troveresti mai divertenti.
Vorrei svaligiarmi l'anima come una cantina
piena di riviste sbiadite di estate e alberi malati
e lasciarci solo le pareti;
per diventare essenziale,
come il marmo che ha reso ricchi i tuoi genitori.
Non potendo evocarti con il mio
lessico che si conta sulle dita, ho evitato di farlo,
e tutto quello che mi ricordo di te me lo sono tenuto
vicino come schegge di reliquia dopo un bombardamento
che si sono insinuate nelle porosità della pietra pomice
che ha sostituito la mia pelle.
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Profilo Autore: Monte Altissimo  

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Che il tuo nome sia Javhè, Allah,
Tu sei Dio, l'unico, il solo vero Dio
d'amore l'essenza sei,
misericordia riempie il Tuo essere
Al tuo richiamo che dalle guglie delle cattedrali
come stelle lucenti arriva al cuore,
dal suono delle campane voci angeliche gloria ti rendono,
io rispondo aggrappandomi a te umile piccola donna
Mi farò tempio del tuo volere, cercherò in te
la luce che dal buio mi strappò un tempo,
ed ora che già il grigio mi avvolge
ed il freddo si fa pungente del tuo calore abbisogno
Aprirò la mia anima a te o Signore
affinchè possa entrare la luce,
strumento mi farò nel condividere
questo dono meraviglioso, nulla sarà per mio merito
perchè il tutto è tuo ed il tutto da Te viene
La mia vita avrà un nuovo senso,
una nuova emozione, sia nella gioia
che nel dolore che meno spine avrà
e molte più rose ne vestiranno i rami
Porterò il tuo messaggio di luce
a chi nel buio galleggia
mai nulla verrà da me, sarò la tua orma
lasciata sulla sabbia, coloro che seguire
la vorranno mai più si perderanno nei vicoli bui della vita
A te mi affido ed inchino o Dio
dai molti nomi ma unico, solo e vero Dio








 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Un giorno si aprì a me l’estate !

Piena ,calda ,profumava di salsedine ,

era rovente la battigia …

Corpi nudi s’immergevano nell’eden .

L'estate verrà e non si piange!

Deserto è l'ultimo miraggio.

… miraggio che di sera tanto ispira

e ne fa veglia …

L'estate è l'ombrello il cappello dell'amore,

sotto il suo mantello cuori solitari :

pallidi e freddi gli umori

una sferzata di vita li fa gioire .

… e l'estate verrà e sarà virile

se voi amate vi scalda il cuore,

il voler sentire la musica del mare ;

con voi la mia anima cammina .

E non c'è uscio per quell'onda

non c'è strada per ricominciare.

Nessuno!

Solo mani tese clemenza chiedono

un nulla o un chissà cosa ,

scrivono versi sotto l’ombrellone ,

sanguinanti d’illusione

scotta la sabbia calcando nostalgia .

… ma dove porta quella porta?…

Dove?…

E dove esce?

Nessuno sbocco e né entrata,

c'è l'estate che è arrivata:

Calda

libera

Innamorata …

 

 

 

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Profilo Autore: poetanarratore  

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Si innalzano strinando l'appisolato orizzonte

biancazzurro sfocato e vapori dorati di borotalco

terse creste; pulsa il cuore del cielo.

 

Il soldato caduto e senza più sangue caldo,

senza scudi, si trascina senza "ma" dovunque;

decida il braccio titano del mare. Od un sasso senza moto,

litigato e strattonato fra le correnti intrecciate.

 

L'anima intanto incastrata in un eterno groviglio,

una sfera: di rami secchi e marciti, impigliati

fra erbacce verdeggianti cresciute sulla sponda di un fiume.


COMMENTO: NELLA PRIMA STROFA, LE ONDE DEL MARE RIESCONO A TOCCARE L’ORIZZONTE ED I RAGGI DEL TRAMONTO, INNALZANDOSI. IL COLORE DELLE ONDE E’ TERSO, MOLTO SIMILE AL BIANCAZZURRO DELL’ORIZZONTE: LE DUE COMPONENTI QUINDI SI FONDONO E, CON L’AGGIUNTA DEI RAGGI DEL SOLE, SEMBRA CHE IL CIELO COMPIA UN MOVIMENTO E MOSTRI UN CENNO DI VITALITA'’, SEMBRA CHE PULSI. LA STROFA RAPPRESENTA L’INESTINGUIBILE FORZA DELLA NATURA, ANCHE QUANDO IL SOLE TRAMONTA.

 

LA SECONDA STROFA RAPPRESENTA L’UOMO CHE NON PUO’ CONTROLLARE LA PROPRIA VITA, MOSSO COME UNA PEDINA DAL BRACCIO TITANO DEL MARE (IL DESTINO) E LITIGATO FRA LE CORRENTI INTRECCIATE (LA SORTE). L’UOMO NON MOSTRA MOVIMENTO, E’ COME MORTO (SENZA SANGUE) DI FRONTE A FORZE DI GRAN LUNGA SUPERIORI A LUI.

 

NELLA TERZA STROFA VI E’ L’ANIMA INTRAPPOLATA IN UNGROVIGLIO: LA MORTE, RAPPRESENTATA CON I RAMI MARCITI E SECCHI, RIMANE IMPIGLIATA NELLA VITA, MISERA COME LE ERBACCE VERDEGGIANTI CHE CRESCONO SULLA SPONDA DEL FIUME (IL TEMPO).

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Eccolo qui quell'eccentrico
che compra in Texas le poesie
la sabbia laggiù è sopra ogni scarpa, ogni scarpone,
anche a farseli lustrare dai ragazzini
ci rimane tuttavia quell'ombra afosa
da salita faticosa in gradini abbaglianti al sole -

mentre la funivia

è sempre appena partita

con i pensieri vuoti

con i capogiri del crepuscolo che durano poco.
 

 
 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Incateno il pianto alla carezza

una stella ascesa al fianco

lungo scarti smarriti d’unione

raggranellanti attimi di vetro opaco

l’onnipotenza d’essere impotente

l’Amore nel dolore d’ossessione

vivente in celle intime d’assenso

eco di ritorni alla memoria implosa

Insignificante non è solo la morte

quand’anche la vita lacera allevi

la dolcezza inferta alla ferita

lama conficcata d’infinita purezza   

nel buio che si volta a luce nella vita.

 

 
 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Perché scriviamo? Ci siamo mai chiesti?
Ad essere chiari ed ad essere onesti
non c’è una ragione profonda e sincera
ma neanche una briciola d’indole vera
che  rechi allo spirito tutto proteso
una ragione per cui fa l’offeso:
contro la gente, contro il peccato
contro il destino che si è camuffato
d’irto carnefice  sempre cattivo
ad annientare l’amore ch’è vivo.
Perché scriviamo allora ogni giorno
se raccontarci la vita  ch’è  intorno
non ci soddisfa e anzi ci annienta
come una nuvola che ci spaventa,
forse scriviamo in momenti di pianto
certi che forse qualcuno ed intanto
sa che il poeta è quell’umile rima
che vale poco nel dopo e nel prima.       

 
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Profilo Autore: nabrunindu  

Questo autore ha pubblicato 368 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mentre voi dormite
io avviluppo il cervello
ogni tanto sogno
e quasi sempre afferro
una luce nella notte
che perfora le persiane
in un mistico aspettare
di cosmica illusione.
Mentre voi parlate
mentre mi spiegate
il movimento regolare
di trottole e pianeti
io affogo nel silenzio
d’illogici pensieri
poi m’addormento
e quando mi sveglio
scavo buche nel deserto
per cercare l’eco primordiale
e la voce di mia madre
che mi spronava
a guardare altrove
oltre le inferriate
di una vita comprata a rate.
Mentre voi andate
camminate e rincorrete
io faccio già  ritorno
anche se confondo
il filo del bisogno
con l’obbligo accettare
lontano dall’ideale
che mi ero costruito
per non morire  sulle scale
sulle piramidi di cartapesta
e confusione nella mia testa.
E adesso
che non trovo più le tracce
ma solo le mie smorfie
il buffo delle mie facce
adesso che una ruga
scava il mio sorriso
racconto le stagioni
mentre sorseggio il vino.
Mentre voi urlate
mentre voi pregate
mentre vi prostate
a Santi improvvisati
io coltivo fiori
nel cuore delle siepi
io m’arrampico
e poi casco dagli abeti
come un Giuda
mi bacio e mi perdono
e come un Dio mi crocifiggo
sulla ringhiera e sul meriggio
di un’alba ancora viva
e di un sole che m’abbaglia ancora.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Densa notte
abbracciata
a guglie nere
il vento soffia
su sepolcri
di cenere che fu

e impalpabile
un fantasma volteggia
tra le navate
aguzze, sconsacrate
sfiorando
la gioia dimenticata
nelle tombe di poeti
la cui gloria è oscurata

quel fantasma
effetto di notte
pallido di luce
in punta di parole rotte
nel ricordare
suo gotico castigo
in simboliche odi
sul sepolcro del poeta*
che di parole fece
un malinconico intrigo

versi maledetti
recitati nel crepuscolo
dove le parole
dei reietti
si spargono come lacrime
di civiltà cadenti.

Evanescenti.

*Paul Verlaine
 
 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

Questo autore ha pubblicato 166 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Quell'estate dell’ottantadue
c’era la luna
più vicina al sole,
ed io ragazzo
 mi addormentavo
sotto un bel cielo
pieno di stelle.
Non c’era ancora
 l’era moderna,
coi troppi computer
 e gli smartphone.
C’era lo jukebox
andava a gettone
ed io ci mettevo
 una bella canzone.
Quell'estate dell’ottantadue
c’era l’Italia
 appena campione,
Gilles Villeneuve
 non c’era più.
Una grave strage
 restava impunita,
ed un generale
 veniva ammazzato.
Iniziò la bancarotta
un grave sfascio
per la nazione.
Da quell'estate
son passati molti anni,
tutto è cambiato
ma non la gente
che nei ricordi 
da brave persone
 hanno lasciato le cose più belle
dimenticando le delusioni...



 
 
 
 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 726 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Là dove il fiume taglia
distese di sonnecchianti campi
e la luna sorride
al genio di Leonardo

là dove anche il colore
di chiese e chiostri
si mischia al profumo
degli anni

ritornerò
tu mi aspetterai
il viaggio è ancora lungo
ma ritornerò

là dove il grigio non c’è
il cielo riflette l’infanzia
e la memoria specchia
melodie assonanti

là dove il tuo amore
è fuggito via
e il respiro degli angeli
è stato discreto

ritornerò
tu mi aspetterai
il viaggio è ancora lungo
ma ritornerò

ritornerò
tu mi regalerai
un nuovo sorriso
ancora


 
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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