Attendo invano il tuo ritorno
in un respiro leggero.
Attendo invano di guardare il tuo viso scolpito, 
assottigliato dai lamenti
che ancora vibrano come note la mia anima
quando vorrei  solo stringerti forte tanto forte
e stringo solo parole!
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ora che il tempo
oramai è passato.
La spensierata gioventù
mai più ritorna.
Vecchi ricordi di un cuore
a volte ingannato.
Ora i fiori colorano i prati,
le verdi foglie
 fanno da cornice,
ad un’estate così fresca
come non lo è mai stata,
poco rimane di un amore
perso nel tempo.
Troppe volte le tue mani
l’han cercato,
volevano solamente far sentire
quel calore,
la tenerezza…
per farne una cornice
dentro il cuore.


 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Giorni da vivere con gioia 
e liberazione. 

Stanchezza 
stress, corse, fatiche. 

Ma poi arrivava 
il riposo del guerriero. 

Senza pensare che la vita 
gioca brutti scherzi. 

La gioia si è trasformata 
in angoscia, ansia, solitudine, dolore.  

Non poterti più vedere, parlare 
è devastante.

La tua assenza 
lascia un vuoto profondo. 

Non sei qua 
ma è come se ci sei. 

Nella mente 
il pensiero va sempre a te. 

Ho paura di affrontare 
tutto questo malessere. 

Io che tutti pensano sia una roccia 
invece sono un essere umano. 

La tua assenza 
pesa come un macigno. 

Mi manchi.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Potrei restare nel nero delle sagome
spina dei silenzi in te mi affino
Odore di rauche brezze e giglio
il fianco ondulato
dove poggi il capo e sempre
estirpi il tempo, estirpi
i nodi della terra
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ritrovo immagini perdute

tra le nuvole che oscurano il cielo

e riaffiorano i pensieri

spietati come il soffio del vento

 

Sento ancora freddo

e scorrono i sogni e i rimpianti

mentre il sangue scorre

su questa scomoda solitudine

 

Rivoglio il vento calmo

e il sonno che mi lascia un sorriso

nelle attese che non sanno di sale

e il tuo viso che illuminava le ore

 

ma sento ancora freddo

su questa sabbia che scotta

mentre il cuore si riempie d'angoscia

e beve il veleno del tempo

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Nell'infinito Cosmo
di Luce il gran respiro
pervade ed attraversa
lo spazio temporale.
All'occhio un tremolìo
di candelina appare:
della rivoluzione
il centro dell'ellittica
virtuosa dei pianeti!
Nel sideral silenzio
l'eterno musicale
accompagna perpetuo
la danza delle Sfere!

 

 
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Piove nei cuori delle persone
sorride il destino usuraio 
l' occhio non regge la vista del sole 

l' umano si specchia in una pozzanghera 
l' orgoglio è più duro e fragile dell' acciaio
e sempre più gente mormora a vanvera 

vinti accasciati sopra le ali 
cuori comprati da un alabastraio 
siam' anime perse in sentimenti banali.
 
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Profilo Autore: saci  

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Suono di campane in lontananza
giungono a me avvolte dal vento
di pace riempiono il cuore
Il mio cuore travagliato da spasmi
d'angoscia, da sensazioni dolorose
come frecce di veleno imbevuto,
il sapore sale in bocca amaro come fiele
Assaporo questa musica dolce
la mia mente una lavagna bianca
dove incidere versi d'amore
per te amore, mio dolce amore,
per Dio fonte di questa melodia angelica,
per tutti coloro che amo
Sdraiata sull'erba assaporo
il contatto magico con Madre Terra,
si uniscono al suono delle campane
voci di gabbiani, l'infrangersi delle onde sulla scogliera
Un' emozione così bella da far male mi invade,
l'anima mia si squarcia ingoio la luce del sole,
un fuoco benefico infiamma ogni più piccola parte di me
Godo all'ennesima potenza l'orgasmo spirituale
penetrata da un'armonia nobile,
una soave stanchezza mi coglie
sprofondo nel sonno
con il sorriso sereno di un bambino a nuova vita,
perchè a nuova vita sono risorta











 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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L'amore non ha sempre vissuto ai tempi del colera.

Una mattina, nell' '82, risuonava la canzone dell'aeroplano

che forse piaceva a qualche ufficiale, ovviamente in incognito.

Qualcuno era lì per dovere, alcuni per obbligo giovanile,

altri perché non rinunciavano all'idea di buttarsi in picchiata

e sentirsi i re del mondo.

 

Alcuni sapevano che i paracadute leggeri,

pur portando ad un atterraggio morbido sui talloni,

non sarebbero serviti in una qualsiasi guerra;

alcuni sapevano che le linee di ponte

se non atterrano velocemente

vengono mitragliate dalle controffensive.

Sapevano che servivano delle ali di piombo

e l'atterraggio era sempre violento

e c'erano quelli che ogni tanto si troncavano una gamba.

 

I cadetti passavano ore a pulire i cessi,

prendere sacchi di merda in faccia dai veterani

e si ritrovavano insudiciate le uniformi

e guai a loro se avessero avuto il coraggio di ribellarsi.

A sera le scarpe allineate ai piedi del letto,

le lenzuola pulite e qualcuno passava a chiudere alle dieci.

 

Per questo un lancio a capofitto era la libertà;

a mille metri nessuno diceva loro cosa fare,

quale posizione assumere, quali gesti, cosa indossare;

nessuno li schiaffeggiava nel sonno

e nessuno che ordinasse loro di pulire la merda.

C'era solo un pacco d'aria e l'attesa di un impatto.

Chissà se si sarebbe spiegato il paracadute.

 

A quei tempi scrivevano ancora sulla carta.

C'erano quelli che via lettera si dichiaravano a qualche ragazza

e dovevano attendere tre settimane la risposta a un "ti amo".

Doveva essere quella la vera prova di resistenza dei militari.

Oggi in due minuti c'è il tempo di fare, disfare, rifare, dire, ricredersi,

amare, scordarsi, crescere, regredire.

Ma a quei tempi anche solo per annullare un sentimento

dovevi avere la fortuna di trovare gli uffici postali aperti.

 

E aspettare le risposte alle lettere d'amore

era come lanciarsi e aspettare l'impatto col suolo

o l'apertura di un vecchio paracadute.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Dove siete poeti e poetesse?
Stanotte siete forse li a sognare
Qualcosa che vi faccia poetare,
Oppure si potrebbe o si potesse
 
Cambiare questa notte misteriosa
Di luna che si alza nella sera
In questa tormentata primavera
Di poco o dei romantici noiosa,
 
O stelle che vi brillano  nel cuore
Facendovi stormire nel sussulto
Di un sogno come un tenero virgulto
Svegliandovi a forza e malincuore
 
Da poca liberante poesia
Che dorme nello spirito sopito
Qual petalo di fiore rattrappito
Che manca di recondita armonia; 
 
Stanotte dove siete ameni vati
Che fatte respirare i sogni veri
Perché ci siete stati fino a ieri
Ed ora ve ne siete tutti andati.

 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Vola  nella gaia selva del cuore

la libellula che mi hai donato

posandosi su cespugli di bambù

con soffici mosse

guarendomi dai graffi

di spine  logore  e  dimentiche

 

Vola

come hai voluto, come hai saputo

nel credo del tuo andare

nell’insistenza del tuo fare

nella potenza del volere

 

Vola, mai doma

negli anfratti più bui   

in sfuggenti angoli del cuore

che da tempo lontano, lascio senza chiavi

senza guardiani

senza recinzioni





















 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Giorni di festa... senza differenza 
il tempo passa. 

Il tuo ricordo è sempre 
come il primo giorno che ci hai lasciati. 

A volte guardo il cielo  
forse cerco una stella cometa. 

Che ci segua... 
ci guidi.

Non ci diamo pace 
tutti dicono...

Era troppo buono ! ! 
e io mi chiedo allora. 

Perchè 
non ci sei più?

Il tuo sorriso 
sarà sempre nei nostri ricordi. 

Una luce  
brilla nel cielo. 

La stella cometa 
ci accompagnerà sempre. 

La sera 
guardando il tramonto. 

Penso... a quella terra lontana 
che adesso è la tua casa. 

lontana 
da noi.




PER LA PREMATURA SCOMPARSA DI MIO COGNATO MARIO, UN FRATELLO PER TUTTI NOI, NON TI DIMENTICHEREMO MAI, SARAI SEMPRE PRESENTE DA LASSU', COME LO ERI QUANDO ERI CON NOI, MANCHI TANTISSIMO A TUTTI.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Oltre la luce
c'è un respiro
che nasce
e veloce
si nasconde
fra rive
di un tempo
che giudica
ma non conosce
cosa si respira
in quell'aria silenziosa
inseguita da pregiudizi
dolorosi, che indeboliscono
il cuore, e lo mettono
a macerare, con la testa abbassata
negli occhi spenti, dei tramonti bucati

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Forse la credevi una vincita a non so quale lotteria,

dimmelo un po' tu;

ti sentivi risorgere guardando

quegli svanimenti delle stelle spacciate per stelle

non so da chi o per quale motivo.

Ora sai di che si tratta:

 

le scie, per te vita genericamente,

portano borracce,

portano la metà dell'opera

contesa sul divano in certi pomeriggi.

 

Non ci credevo

o meglio non in questo modo

e avevo ragione,

aspettavo solo di crederci

a sessantanni luce da qui!

Eppure,

ti tenevo per mano mentre ti accucciavi:

oscura e a me fin troppo chiara.

Forse sono troppo freddo

per darti una passata alla chioma,

non temere perciò di ripassare ogni tanto

con la tua scia finalmente orgogliosa.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Lavorerai col sudore della fronte
qualcuno nel Divino ha minacciato
nell’Eden del Principio consacrato
inizio della vita e della fonte,
 
ma poi quel sudore nella storia
ha fatto devastanti iniquità
nel senso che ha diviso alla metà
le genti per quel poco di memoria
 
che ora stanno qui nel sacrificio  
di essere sin qui disoccupati
o miseri oppure macellati
da tanta ipocrisia d’un Ufficio
 
che  allora del sudore della guancia
si fa pericolosa la tornata
per dire che non sempre sembra fatta
la gioia del riempire la sua pancia
 
e intanto con la fame tanta gente
convive ogni giorno nel sudore
di vivere nel buio e nel dolore
col poco o tristemente con il niente.
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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