La voglia ancora di lasciarmi portare
davanti a un lido di cose vuote,
nella vertigine leggera
delle parole.
Sonore e poi aspre suonano
frammentate nel pianto delle onde,
un passo nella pozzanghera
e un passo sui palazzi d'argento,
uno sguardo al mercato alle arance di un carro
e uno sguardo dietro di me.
Sono in un sepolcro dolce
e ti aspetto a volte lungo il fiume,
dei tuoi occhi l'uva scorre ancora scura scura
a farmi compagnia nel dolore.
Un ricordo negato
riaffiora nella mente,
turbato
ma dolcemente
amato.
Pensieri,
sotto un manto di stelle,
rimarranno a vegliarti
senza disturbarti.
Riuscirai a sognare,
riuscirai ad odiare
e amare,
mentre
quel ricordo turbato
riaffiora solo
nella mente
indisturbato.
Ti vedrò essenza
abbandona ogni speranza
di sfuggirmi,
adesso sei mia
non ti lascerò
andar via
resterai ai miei
solidi attimi di tenerezza
ti vedrò danzare
ti vedrò amare
ti vedrò con i miei occhi di pianto
lacrime scenderanno sul manto
perché nel cielo voleremo
di quel ricordo negato
ma dolcemente amato.
In luogo incantato
tra gnomi e folletti
fiori di svariati colori
profumi inebrianti,
vive una donna
assai originale
perchè
donna proprio non è
Bella assai
irradiante una luce
che ovunque vuoi
ti conduce,
nella pace del bosco
dal verde manto
dove con te poter
riposare
nel mondo dell'amore
ove solo te amare
Nei cieli ti porta
volando nel silenzio
incantato
del suo mondo irradiato
da albe fantastiche,
tramonti rosati,
luna brillante
miriadi di stelle
che eguale non hanno
Amare dobbiamo
questa donna speciale
è la Fata del Bosco
la felicità
ti sa dare
come nessuno al mondo
può fare ....
Giorni che la rabbia ti incendia le tempie
ed hai solo voglia di qualcosa
che possa spegnere il rigurgito incandescente
di mille opprimenti perché.
Giorni in cui il pensiero ti muore negli occhi,
spenti, grigi ed irrecuperabili.
Giorni in cui vuoi sperare anche per chi
ormai si è chiuso in una vecchia scatola buia
di vecchie scarpe consumate.
Giorni in cui ami.
Il sole, l’acqua, i ricordi ed i sogni coraggiosi.
Tutto così veloce, così invadente e dirompente,
che alla fine vorresti solo poter dormire
senza neanche dover respirare.
Viaggio su una nave fuori dal tempo
alla ricerca disperata del mio tempo.
Trovo solo punti di domanda
che messi insieme raccontano la storia
di chi ha sete e cerca !
Ed ogni giorno, ogni alba,
non posso fare altro che vestirmi, aprire gli occhi,
allacciarmi le scarpe e ricominciare…..
Buon cammino.
Ti sei avvicinata con una lampada
senza rischiarare,
aveva un fascio di bozzoli
la luce
in una coppa.
Poi il buio completo
dentro di me
stanotte
come riflessi d'ossidiana,
le zampe dei corvi su uno specchio.
Tu, l'amore triste che non dorme,
le braccia versate nel lago
a dipingere tutto questo.
Di fronte alla luce
In un solo momento
Afferrai lo stare nel vento
Dal profumo innocente
Come bottiglia vuota
Sul cieco amaro mare
Cercai di non guardare
Sfuggendo agli sguardi
E del dramma riflesso
Di spente rondini in volo
Flettei dolente i pensieri
In una goccia di tempo
Ora mi acceca l’anima
Quel tramonto color velato
Che ammorba di polvere
La vita che piange
Dall’alto di una torretta medioevale
guardo Genova, la mia città,
colei che meglio di chiunque altro mi conosce.
Pioggia e sole, gioia e noia, amore ed odio,
mi ha visto ridere e piangere
lungo i suoi immutabili saliscendi,
mi ha visto riposare ed anche dormire
disteso sopra il suo terreno amico;
il volo dei gabbiani ha riempito il silenzio
della mia solitudine
ed i frutti della sua imperitura storia hanno placato
la mia sete di poesia.
Oggi ti cerco, Genova,
oggi ho bisogno di te,
della tua malinconia, della tua vecchiaia,
portami ancora fra le tue braccia,
senza il tuo appoggio la mia musa muore,
senza il tuo soffio
le vele ispiratrici non si spiegano.
Domani sarò terra, Genova,
una lapide, una scritta, una città…..
La mia storia,
la nostra storia,
scritta da mano sconosciuta.
Terra continui a tremare
ancora non soddisfatta
hai mietuto altre vittime
hai privato altre famiglie
delle case, dei ricordi
della serenità
donando paura
lacrime e batticuori
Le preghiere accorate
a Dio rivolte
a nulla sono servite
e se pur Dio
ti avesse ordinato
di non tremare più,
tu hai disubbidito
come fece quell'angelo
bellissimo ma irrequieto che mutò
nel male personificato
Non voglio credere
che tu o terra nostra
così bella ricca e prediletta
desideri portare morte
a uomini innocenti
mentre sul lavoro
versavano il sudore
ancora misto alle lacrime
dal cuore già turbato
Rapire altre vite
e derubare ancora ed ancora
anime innocenti
del poco rimasto loro,
se pace non trovi
per colpa di chi
rispetto non ti porta
amore non ti dimostra
non punire innocenti a caso,
condotta che non ti si addice
perchè si amata
madre di grandi menti
pittori e compositori
poeti e scrittori
Ed io che umilmente
anelo a far poesia
ti scrivo questi versi
col cuore in mano
metti fine a questo dramma
tu che della natura sei mamma
STRINGO IN UN ABBRACCIO LE VITTIME DEL TERREMOTO
I PARENTI NELLA LORO SOFFERENZA, E COLORO
CHE SI SONO SALVATI MA HANNO PERSO TUTTO
CASA RICORDI, UNA VITA COSTRUITA CON FATICA
CHE DIO LI BENEDICA DONANDOGLI LA FORZA PER
RICOMINCIARE.
Il tempo scorre
ed ogni minuto
la mia mente
si abbandona
su quella candela.
Gli ultimi sguardi
tra noi,
e quella
piccola fiamma
si consuma
lentamente
illuminando i nostri volti.
Ancora pochi minuti,
e la mia
anima
scivolerà via.
Prenderò la tua mano
restando immobile
vicino a te,
fisserò
i tuoi occhi
e commenterò
ancora
per l’ultima
volta
la nostra vita
per dirti
prima dell’ultimo
respiro
t’amo…
e t’amerò
oltre la vita.
01/09/09
una delle prime poesie
Ti lascio questi versi
scritti con la penna del cuore
perchè ti donino
luce nei momenti bui
che incontrerai
se un giorno da te
sarò lontana
Forse è banale detto così
ma dal primo giorno
ti ho amato
di un amore puro,
semplice e forte
Mi sono innamorata
del tuo sguardo e del tuo sorriso
che mi ha portato
in un mondo a me sconosciuto
dove dare è ricevere amore
rendeva più brillante
il sole e sorridere la luna
Spiccammo il volo verso
il nostro cammino
con fiducia reciproca
con la passione
che ci rapiva nella notte
i nostri sensi si perdevano
nel piacere
Non tutto fu gioia
ci ferimmo a vicenda
con frecce invisibili ma
profondamente dolorose,
anche la fiducia venne meno
le nostre mani si allontanarono
Una seconda possibilità
tutti meritano nella vita
ne uscimmo vincitori
e più uniti che mai
Ora ti devo lasciare
mio amore
se la tristezza ti verrà
a trovare
abbraccia queste parole
che ho scritto nel tuo cuore
copiandole dal mio
lacrime non versare
ma donami ancora
un tuo meraviglioso
sorriso
la mia mano
per sempre sentirai nella tua
Indosso abiti di fortuna
che mi riparano da questa pioggia di parole
affronto la bufera a vele aperte
e mi chino solo per raccogliere opinioni.
Ho quasi imparato a leggere le stelle
perche` sono sempre in viaggio,
ho quasi imparato la lezione
e la mia pelle lo racconta.
Mi sto lentamente trasformando
Nei miei pensieri puoi trovare ali
Nei miei occhi puoi percorrere ere
Nelle mie mani puoi vedere sabbia
Nelle mie tasche puoi scovare un penny
Nei miei capelli c’e` nascosto un nido
Dolce riparo
Per pensieri proibiti e voli spezzati.
che solo il tempo può trovare
dici di non sentire
ma so che non è vero
il tuo inconscio ti fa dire
falsità
questa è la verità
Non esci più
il mondo
si è dimenticato
della tua giovinezza
dei tuoi silenzi
delle tue imperfezioni
e del farti notare
per quello che non eri
Ti sei chiuso la porta
alle spalle
le persiane sempre serrate
come sigilli
e la televisione che ascolti
solo tu
mentre origli le paure
chi prenderà la mia presenza?
Ora che piango veramente,
non per ravvivare una lezione,
chi mi vedrà farlo?
Qualcuno può contarmi le lacrime per favore?
Quanto valgono poco
in un tempo costruito per piangere
e contenerle.
Quel nostro, fantastico odio
sorto dall'identico mistero
che mascherava i nostri ruoli,
e poi gli occhi di chi non
spara cazzate che non servono,
perché sa che la vita è una merda,
e sa di non poterlo gridare a squarciagola,
e sa che in fondo era anche giusto
costruirsi una sfida tra i banchi
in cui nessuno avrebbe mai mollato,
perché troppo inutile vincere.
Questo è per ricordarmi ancora una volta
che non posso fare niente,
per arginare un fiume,
o domare correnti,
che sono impotente di fronte alla vita,
alla mia vita
e a tutto quello che m'illudo di possedere.
Tu mi hai insegnato non parlandomi.
Non come si tiene una squadretta,
non l'ho mai voluto...
Ma come si tiene un corpo in vita
dopo l'ustione di un inferno che
s'incendia dentro un quadro,
dove le muse vomitano
sugli orrori dei tratteggi
e sui cadaveri dei fiori finti.
C'è un vento divino e lieve
sulla natura morta
che le sue bestie più rare e complicate
crudelmente estingue.
Professore, se puoi ascoltarmi,
quel giorno in classe
non piansi per finta.








