Scendi dal nostro letto
silenziosamente
sei uno spazio di luce infinita
la notte non è scura
ci sono sempre due mani che si cercano
l’alba apre gli occhi
vedo me stesso dentro te
gli eterni giri del tempo
non consumano la parole promesse
alfa e omega si intrecciano
il nostro cammino continua
andremo oltre le colonne dell’esistente
sole e luna sono due astri lontani ormai
la celeste aurora ci avvolge
insieme brilliamo di luce infinita.
Specchio, rifletti occhi
che sono profondità
di notti senza luna,
e ritorni di echi
soffusi.
Rughe leggere attraversano
la fronte, come sentieri
lineari e incerti.
E la bocca carnosa,
con velato rossore
di porpora, giace
socchiusa tra un inizio
di sorriso quasi antico.
Riflesso di volto,
che un tempo era fresco
e quasi ingenuo,
ora, sembra spento
su un amara realtà,
e ritrova tutte le incertezze
e le paure, di un lento
morire come foglie d'autunno.
Si muovono in branchi
Ologrammi al falò
Io vesto pastello
Mi trapassa l’estate
Il mio dandy ubriaco si trascina
spaventoso
Cucio vento alle suole
Scaglie di luce,
presente a singhiozzo,
attraversano l’intorno
Il cielo cadrà!
È l’ora di andar di notte.
sulla spiaggia avanza sol soletto,
vende indumenti di ogni dimensione,
appar indifferente al solleone.
Sul bagnasciuga spinge le lenti ruote,
ad ogni issata un salvagente scuote,
lascia sulla battigia la sua scia,
come a non voler dimenticar la via.
Tanta e troppa mi sembra la sua mercanzia,
Per venderla tutta dovrebbe arrivar in Albania,
ma lo stock a budget è una sua decisione,
magari riuscira' a venderlo in una stagione.
Sta di fatto che ora è fermo davanti al lido,
che qualcun si avvicini non ci confido,
passan cinque minuti e continua il suo cammino,
senza essersi alleggerito neanche un pochino.
Perimetri vigilati
sorvegliano zombi.
Senza idee ciondolano
fissando il vuoto
in attesa del miracolo
che cambi la loro vita.
Non sanno pregare
Dio non lo conoscono
non l'hanno mai visto
forse mai lo vedranno.
Intanto aspettano,
smanettando il cellulare
in cerca di qualcuna/o
che gliela faccia vedere.
Cosa? potreste chiedere
lo sapete di sicuro voi
che cercate in rete,
dimenticando un particolare,
un'inezia, moglie e figli
eppure andate al pascolo
in cerca di erba fresca
mentre altri fottono a casa vostra.
Rinunciate all'assistenzialismo
non siete invalidi, lavorate
dedicatevi a qualcosa, spazzate strade,
raccogliete il marcio dalle vie
prima che vi sommerga il tanfo e l'incuria.
Alzate gli occhi al cielo e
osservate le stelle, brillano per tutti.
Ritrovate il gusto di vivere,
condividere e dialogare
fuori dal recinto sorvegliato,
riconquistate la vostra identità.
velato è. Leggendolo, mi domando
dove sei, sottilissima presenza
istante di un momento subito
Hai raccolto acqua piovana
Nel silenzio del cielo
la guardavi
mentre pensavi, nell'infinito
delle sere, indecifrabili
accese e spente nell'universo
che ha raccontato gemendo
in orme di nubi
nell'emisfero pensante
sempre cercando
Era tardi per vivere il tempo
che cerca il vento abbracciandolo stretto
Nelle parole vivono di ricordi
sofferenze e gioie
Scacciano i pensieri quotidiani
Nell'apparire stanchi,
incontrano sogni spensierati
dove le notti pensano a momenti
verso tramonti
che tutti gli anni sembravano uguali,
tra le tue mura mi aggiro spaesato,
stanza dopo stanza rimango senza fiato.
La cameretta dove mi son erudito,
vi raccolgo polvere se passo un dito,
la sala da pranzo un tempo affollata,
solo con foto in primo piano arredata.
Il tavolo che d'ogni leccornia veniva imbandito,
con mezza tovaglia ora viene riempito,
il frigo che d'ogni bene era gremito,
oggi s' apre senza generar appetito.
Ah se indietro si potesse tornare,
Pasque e Natali poter riassaporare,
non sembrerebbero più tutti uguali,
ma preziosi attimi da rendere immortali.
che va verso il mare
e ostacoli da superare
e seguire lungo il sentiero.
seduto guardo
attraverso il finestrino
osservo i passeggeri sconosciuti
salir con sguardo sincero
visi travagliati,
visi allegri, vedo riflessi.
Non abbiamo tempo
per dialogare e ammirare la bellezza
né per sostare,
sempre in fretta in questa vita.
Altri fermi fissano a lungo,
come persi nel vuoto
il treno della vita
prosegue giorno dopo giorno
era una piccola sosta
in una piccola stazione della vita.
Sorvolo remoti lembi
ignoti persino agli Dei
anfratti e pertugi
alla luce del sole
e scrivo.
Distraggo il tempo
che si diverta
e pretese più non avanzi
mentre in cadenzato passo avanzi
né lento, né veloce.
Presente e trascorso
passi e ripassi
fra le stelle si perda
nei ricordi, quelli
più belli
indelebili in marchio
sicché riempia l’aria
di forte emozione e debole
umidifichi.
È strano come il tempo
vinca ogni partita, anche
quante in perfetto svantaggio.
Io lo inganno
tento persino di fermarlo
proteso a carpire
ma è assurda poesia
… vana protesta.
sfidare le burrasche di mari oscuri
ormeggiati in un porto sicuro
ci siamo assopiti
un lungo sonno senza bruschi risvegli
eppure io vorrei
guardarti ancora
percepirti ancora
assaporarti ancora
sfiorarti ancora
sfidarti ancora
nutrirci ancora
stella dell'ufficio del Carmelo
sì a noi cristiani proprizia
sul nostro attuale sentiero
tu che dall'alto dei mondi
insieme al Santissimo Padre
di grazia il ciel inondi
della sua grazia... beata Madre
e l'abito del carmine che io porto
sicuro rifugio del penitente
sembra che avendolo scorgo
la natura migliore e splendente
grande Regina sovrana ogn'ora
sei la Vita per la Vita
gioia che conduce ancora
l'agnello al giardino beato
La causa dell'Angnello beato perora








