uno che scrive tantissimo senza mai fermarsi
e stesso argomento unico e deciso
che rammenta il presente o il passato
con l'amaro in bocca, dall'interno arriva
pulsando, forte battiti accelerati si fan sentire
i lettori è probabile che sentono il cuore in fermento
ma lancia un messaggio chiaro ad essi
sbalorditi se non commentano, limitandosi a leggere
pensando, mentre li attira incuriosendoli molto, nelle pieghe
degli occhi profondi
Scrivere tanto anche senza commenti significa proprio sentirne davvero il bisogno
un campanello compagnia le fa,
le passo vicino come a scrutarla,
ma lei mi guarda e non mi parla.
Voce non le ha donato la natura,
solo il rumore di apertura e chiusura,
ma l'animo è di chi la sua maniglia toccava,
che un pò nei lineamenti mi somigliava.
Ora non disegna più archi di circonferenza,
di movimento arcuato è rimasta senza,
sotto di essa qualche volantino silente,
che non porta una data proprio recente.
Eppure su quell'uscio trovavo accoglienza,
sempre gradita era la mia presenza,
Il suo fruscio ritorna alla mente,
quando venivo accolto come un presidente.
nell'amore degli occhi un cosmo al passaggio
di un temporale scrolla rami penzolanti
è buio pesto, che avvolge, niente rimane
solo briciole di pane, nel giardino dei sogni
di giorni nel sole che brilla brillando
solamente lui. Ombre nel buio dei cipressi
si dettano al mare ed un tempio per pregare
risale dal profondo mentre il vento tace
triste, tuoni assordanti scuotono rami
infiniti predatori. Nel sipario una danza spenta
nei riflessi riprende le note in giorni cupi
nuvole ammantate di cielo sospeso ed infinite comete
raccolte tra cespugli dimenticati in periferie
del cuore. Cavità sentite
Proprio nel fluire delle notti, scorrono pensieri più vivi
muovere pareti sottili, avverti, un turbamento
è indispensabile chiedersi cos'è
che ti spinge a non sentire il bisogno
per mesi, anni, di cercare
Vorresti che capisse chi si respinge
accettando di buon grado questa decisione
senza insistere, se insiste, costringe a far dire cose
metà vere e metà false
rimproverandosi, d'avere insistito
La cosa che fa malissimo
è non voler capire. Dietro ad una decisione
ci sono motivi profondi, dimensioni lontane
dalle sue, capirsi non potranno, troppa diversità di vedute
per venirsi incontro. Agisce nelle pieghe del mistero
e cammina con lui, rimanendo soffocata
tra le spire buie che l'avvolgono irrigidendosi
ad un vento impetuoso, costruendo dighe
dove l'acqua non si muove
ma scopre rifugi accampati sulle cime
di montagne protettive
l tempo e la vita si rifugiano in qualcosa, che protegge molto
davanti una bara affatto intristiti,
operan con le lor mani esperte,
attorno gente in lacrime inerte.
circumnavigan l'esagonal legno,
con arnese che lascia il segno,
infuocata è la sua gittata,
la cassa zincata vien sigillata.
attoniti si assiste a ciò che accade,
tutto intorno il gelo cade,
di un tratto una persona cara,
cade in un ricordo chiuso in una bara.
l'atto si è tristemente compiuto,
un ultimo segno di croce è dovuto.
un altro uomo ha conosciuto il creatore.
pensi a quante saran ancor le tue ore.
Il mondo è volontà e rappresentazione
dicono; “da casa mia cosa vuoi sapere?”
Dicono lavora ma a che pro l’azione?
Mi chiedo se valga la pena per vedere.
Un ritorno che chiama giocoso
l’uroboro che conduce ascoso
dalla melanconia all’amor per il fato
al concetto che in casa sto bene
nonostante i passanti ed il loro iato
passanti drogati e lavora si ma fallo bene
intanto lavoro per studiare il baffone
ma lavoro e quindi niente Fone
Ma per favore! Il tempo riverbera
nel contemporaneo uno spirito effimero
che del bene conosce e serba
a sé il tempo migliore e quel crine femmineo
Non creder che il tempo sia passato
ad ogni incidere si fa mia la linea di fuga del pathos
Un incedere lento ma gratificato
Un lavoro di sintassi e sintagmi
sapientemente intrecciati al caso
come l’eruzione dei vulcani ed i loro magmi
si solidificano lasciando al conoscibile
l’essenza anch’essa mia ma incredibile
Diviene fatto e quindi morale
non lascia niente al caso invece demorde
della logica la sua condotta mentale
tracciando segmenti su queste corde
e son tracciate da infinite dita
che modella la materia fino a darle vita.
al piacer sorge effimero desio
di averti mia senza piani
come uccel libero nel bosco
ma son tanti i massi
tra i nostri sentieri
coi quali ci incontriamo
sempre più sereni
e senza più canzoni ancor domani
dimandi tu serena la voce ancora:
Ti amo mia amata come fosse allora.
Frutti corrotti ai miei piedi
Non scorgo via alcuna,
Ora lo so
E' costellata di sguardi distolti
E' intrisa di silenzi ignorati
E' pregna di rinunce e di timori insolenti
E' madida di sangue e lacrime
Occhi , centinaia, migliaia di occhi trafiggono il mio sguardo
Dov'erano allora, quando li cercavo?
Ora io sono qui, all'ombra di fronde di vento, cogliendo petali di sabbia.
“Sono uno come te, sono le due del mattino e sono solo.”
“You had me at "hello".”
Entreremo in società.
E la fame che prima mordeva
le spire delle nostre gambe
sarà fioco ricordo
di fronte
alle lusinghe
dell’aristocrazia,
agli onori non-militari.
L’impavidità e il coraggio,
crepitavano senza dispiacere
-di questo sono fatti i sogni
mi dicevi mentre dormivi-
Ma quando ardevamo
come focaccia
e non appena
bruciavamo
come oppio
-mentre il buio
si offriva limpido
ai tuoi occhi verdi-
io ero già pronto
a morire.
«What we've got here is failure to communicate»
che vuol vedersi allegra
quando prece e ogn'ora
con canti da cinciallegra.
Vuoi forse chiamarla beltà
essa è piacevole al core
essa piace nella sua regalità
essa è come fosse istesso amore.
In quanto da per gli occhi
- come nei poemi classici -
una dolcezza antica che è amore
rende il mondo un trastullo di balocchi
ed è gaudio e gioia nei suoi apici
sorpresa arcana quando fa clamore






