Perché io ho sentito il volteggio delle tende
Che piantano picconi nelle segrete radici
E la terra solcata il loro chiodo fende
Le notti sono inquiete
Cara, le talpe che trivellano i terreni
In questo campo inquinato dai benzeni
Questo siamo, e dunque che faremo?
E il puzzo di inestinguibile sudore
Passeggiare di notte pregando
Quando io mi lamentavo
Lui mi disse "non essere fesso parlando
come i fiumi verso il mare
È per questo, cara
Quando il mondo si chiude
ripongo le parole
nel mio scrigno verde
Posato è il sorriso accanto al letto
L’afa arida di Giugno
è vestita di insonnia
e la sera è diafana:
ha zigomi smagriti e orbite cave,
ma labbra mai sazie
Non si spegne l’attesa...
Di là dalla finestra cicale tramano.
Trascinato nel deserto della solitudine
il modo di scomparire a tentoni cercavi.
Ecco nell'oasi della disperazione
una gazzella a offrire conforto.
Anche lei è alla ricerca d'amore
ciò che ha non le basta, vuole di più,
desidera ciò che non ha mai avuto.
Eccitazione proibita serpeggia
pulsano vene, batte forte il cuore
desideri insoddisfatti reclamano
gusto dolce del tradimento è...
Ora e subito da soddisfare.
Non più deserto, oasi d'amore,
trasgredire solo importa seppur
fango venga scagliato altrove
da una gazzella smarrita.
Ma...
Tutto presto finisce
se non si trova
l'oggetto del vero desiderio
e...quanto più sarà desiderato
più impietoso sarà lo smacco.
E poi...
Come bolla di sapone svanisce
un leggero soffio e puff...
Intanto dall'altra parte del mondo
un bisonte nero ignavo sbuffa,
sbuffa annoiato nel suo talamo.
quando a casa sai che verranno amici,
la sua testa è collegata ad un manico,
grazie a lui allontani il tuo panico.
Le sue strisce di tessuto son prima imbevute,
successivamente strizzate a mò di spremute,
poi come con una bacchetta di magia,
anche la peggior macchia fa andar via.
Su e giù lo sventoli come un ligio soldato,
cancellando quello che purtroppo è stato,
dopo un p ci prendi anche gusto,
tutto sembra tornar al colore giusto.
Poi per un attimo provi come un sognator a sognare,
'ah se questo mocio anche il passato potesse cancellare',
basterebbe un passaggio sulla tua anima peccatrice,
per cancellar da essa ogni profonda cicatrice.
Poi realizzi che questo possibil non è,
e finisci di lavar l'ultimo pezzo di parquet,
ma all'idea di esser ripulito dal Vileda,
il tuo pensier vien catturato come preda.
nelle fantasie di un giorno
che vola sulle ali di un sogno! È una forte brezza di libera volontà di vivere realmente quella libertà di esistere realizzando quella chimera che scorre nelle vene
senza arrestarsi mai, scalfendo il domani
con l'identità di chi
non teme sconfitte
del tempo trasversale, inondando sporadico
le vie del mio incedere armigero animosa di trionfi nel destino che traspira
umori contrastanti,
senza insabbiare mai
la dolce luce di rugiada
che vuol fulgere agli occhi della tenace speme
ciò che nel cuore urla
con veemenza
contro il turbine dell'ostilità,
a contrastare ciò che
nelle radici del karma
ha biforcato incastrando
ciò che contro ogni avversità deve ineluttabilmente originarsi come diadema
che cinge la sorridente anelata vittoria,
scettro tripudiato
contro sguardi travisati
da turpi stizze
a svelare amorfi bagliori
del loro ispide cuore
bisbigliando parole tonfe
gettate nel fango imposturo che veste la loro indole,
valorizzando solo
la stoffa del mio coraggio.
andare a Bormio o sul mare salentino,
sulle isole Tremiti puoi pernottare,
o in Sardegna ad ammirare il mare.
Sulla costiera amalfitana puoi soggiornare,
Sorrento e Napoli unitamente visitare,
sulla bella Sicilia puoi andar a sbarcare,
le sue granite lentamente assaporare.
Le Cinque Terre puoi andar ad esplorare ,
passar da Sanremo a sentir cantare,
andar in spiaggia fino a Tropea,
passando da Scalea e risalendo a Maratea.
Tutto è ancor du più in Italia puoi fare,
senza il rischio di doverti annoiare,
ma la cosa importante per la vacanza perfetta,
e' fare tutto senza guardar all'orologio la lancetta.
il vuoto impenetrabile. Mentre
La partita a scacchi prosegue.
da parrucchiere nei cespugli.
si interrompe sul pari.
Nel silenzio
di un arcobaleno.
che cambierai tutto,
come quando arriva
una nuova stagione
nella quale rinnovi
il tuo modo di fare
adeguandoti
alle sue esigenze,
ecco per l'appunto
ti adegui alle sue esigenze
ma mai viceversa,
perché quando
arriva l'onda d'amore
sai che farai di tutto
per cavalcare la sua cresta
adeguandoti a esso
pur di non perderlo,
perché lui
non si adegua mai a te
per restare per sempre!
Ti lascerà affondare
morente di freddo
in frantumi irregolari
inesorabile sfacelo
nel cuor leso
spontaneamente gabbato
dallo schiaffo bieco
nel suo diniego
al prestabilito suo termine,
risucchiato nel vortice
della delusione
che annienta
l'anima in estasi
colma d'emozioni,
tu ne soffrirai,
e tutto questo
nella più totale
e assoluta consapevolezza
di ciò che un flirt
comporta a tue spese.
Qualunquistica esposizione
per tuo conto evidenziata
conteggia dissensi nei sensi
intenzionalmente intesi.
Ipocrite reazioni attese
scivolano disattese
nel vortice della ragione.
Non puoi dileggiare chi scruta
vetrine in disuso da tempo.
Ulteriori convincimenti
rafforzano decisioni adottate
spazzando via colpe presunte
o pressioni psicologiche continue
intenzionalmente scagliate.
Subire nell'inerzia con illusoria attesa
che il tempo ripari presunti torti
subiti o perpetrati, è una favola
trascritta solo per Pinocchio.
Chi nasce e nuota nel fango
prima o poi ci affoga dentro.
Il male che consuma dentro
è meno infido delle parole.
Il mio papà era buono,
bravo, intelligente,
non amava soltanto la moglie,
anche i suoi figli.
Il mio papà era educato,
era dolce e sentimentale,
onesto, altruista, orgoglioso e dignitoso,
tutto quello che aveva era solo la famiglia.
Il mio papà era lavoratore,
la notte faceva il pane,
il giorno poi lo vendeva,
anche se con poco guadagno.
Il mio papà era tesoro,
se gli chiedevo dieci mi dava venti,
prendi diceva, i soldi non bastano mai,
attento però, non li sprecare.
Il mio papà era buono, educato, lavoratore, un tesoro,
eppure io lo chiamavo soltanto papà,
troppo egoista e poco riconoscente io sono stato,
ora mi manchi e se ci fossi, non ti chiamerei papà ma, tesoro.
la tua necessità è dovuta a faccenda distonica,
un numero che inzia con 800 devi digitare,
dall'altra parte qualcuno speri di trovare.
Tali numeri è risaputo non esser a pagamento,
questo spiega il notevole affollamento,
i minuti di attesa sembrano mai finire,
non sai bene contro chi invieire.
L'invito udito è espresso in maniera poco gradita:
'rimanere in attesa per non perder la priorita acquisita',
il tuo orecchio diventa caldo come una bruschetta,
mentre la mano irta sorregge la cornetta.
Dopo un' ora passata ad ascoltar musica opinabile,
risponde un tizio che non sembra molto affabile,
tu non ricordi perchè un'ora prima l'avevi chiamato,
mentre lo ricostruisci lui ti ha già riattaccato.
Il tuo disappunto diventa visibile a chi ti circonda,
hai le sembianze di un esemplare di anaconda,
a ruota poi prendi il color di una foglia d'ulivo,
se lo chiaman numero verde ci sarà pur un motivo!
e mi lanci un bacio di quelli
che tu solo sai
Giochi con quell'aria maliziosa
una formica tra le tue mani
a cui poter fare ogni cosa
Come puoi non essertene accorto
mi hai in incastrato nei tuoi sguardi
e tua preda son risorto
Nei tuoi occhi furbi lo vedo
solo guai porterai
al luccichio però cedo
Ma che altro fare
se bello come il diavolo
sei solo tu a farmi tremare?
Io ti lascio il potere
e tra le fiamme della tua anima
mi tenti a cadere
Sarò dannato in eterno
ma con quel sorriso
ti seguirei anche all'inferno
non è che uno scatto
immortalato nella prigione
dell'inafferrabile secondo
per liberare l'attimo
nella spontaneità
di un'ancestrale
ricordo utopico,
da portare dall'avito natio
dell'essere congruo
ampliandosi
nel rotocalco senza tempo
del cuor sensibile
in sua vita
a incensare la sua essenza,
una bella atavica
fotografia vintage
a cancellare talvolta
astrusi cacotopie
in un giorno futuro
tra le mani trasognanti,
quando asciugheranno
armoniosamente
nella tristizia tutte le lacrime
quelle gemme d'emozioni
che non appassiranno mai
tra vestigi e florilegi
decorati nel presente
che arranca,
ricamando senza sosta
istanti per cui vivere,
istanti per cui morire,
sul lembo del fato
che avvolge di stupori
da assaporare
con consapevole incontestabilità.
presto si alza la mattina,
spesso lavora indefessa
e tarda si corica alla sera
Ogni giorno il forte falegname
presto si sveglia la mattina,
spesso lavora indefesso
e tardo si corica alla sera
Ogni giorno l'avido barone
tardi si sveglia la mattina,
non lavora mai indefesso
e presto si corica alla sera
Di costoro che cosa ne rimane,
la memoria non ne permane,
del baron qualcun non si scorda
ma delle fatiche nessuno ricorda.







