L’amore è dare
e qualunque sua storia, senza volere,
non potrà mai finire.
Altro il cessare
quando finisce un amore
- apertura di un patto chiuso -
è conclusione
di un errato punto di vista:
l‘ossessione del possesso.
Benefico termine
di mero dominio, struccato
privo dei se
dei suoi ma
i forse, i può darsi,
crudo e brado.
Primordiale scultura
di un micidiale analfabetismo
libero, al primo ostacolo
di poter passare la mano.
Boa costrittore
amante dello stringere
del fingere, e trattenere
del far sentire
al sicuro tra le spire
senza costruire
… né coltivare
sinché conviene.
Lascia vivere le sue prede
finché la fame non si fa sentire
nel suo mutato tatto
d‘avariato gusto.
Nessuna fiaba finisce
innaffiata d’amore
è pianta rigogliosa
che cresce … sempre.
e sarò mare
che accoglie il tuo cuore
in un dondolio stellare
a illuminarti il buio.
T’amo
e sarò canto
a donar calde note
in soavi abbracci
dissipando il gelo.
Sì, t’amo
e sarò cacciatrice d’attimi
da conservare stretti
in poetici ricordi
resi radici di ferace vita.
Della tua anima con impeto
ti spoglierò come non mai…
impudente veste ne farò per me
amandoti in melodico silenzio,
ad urlare solo occhi umidi
di armoniosa ilare sensualità.
D’amore incondizionato ti ciberò
di te mi nutrirò
con estenuante costanza
fino allo stremo.
Sì, abbondantemente sfameremo
entrambi corpi e anime
senza alcun timore …
ed entrambi
senza saziarci
mai…
e per questo
ho pianto...
Non ho paura a dirlo
perché ogni lacrima versata
si è tramutata poi
in fiume
ricco di sogni
di speranze che
mi ha condotto
a TE.
TE
che sei stato l’inaspettato
che cambia ogni mia giornata,
la sorpresa che riesce
a lasciarmi senza parole,
l’amore che ogni volta
mi migliora la vita.
Ho creduto in te...
ho ricreduto in me...
credo in NOI!
M’adagerò sull’eco d'una voce amica
dei tanti giorni senza mai tramonti
quando l’oblio, zittito, fuori se ne stava
e fruitrici, accomodate in prima fila,
eran le invidie dei nostri emulatori.
Eppur non basta, ahimè, ascoltare
le note di mille romantiche parole.
Assediano questo presente inerme,
rimbombano nel cuore e nella gola,
lasciano segni, sì, ma gravano la pena.
Pensavo allora ch’avrei potuto amarti
pur se tra noi ci fosse stato un cosmo
ed oggi invece mi sento un fortunato
giacché distinguo gli eterni tuoi profumi
sparsi nell’aria dove vorrei tu arrivi.
come cioccolata posta su un dente,
vola via senza che tu la distingua,
al primo passaggio della tua lingua.
Essa è spesso ricercata,
ma arriva anche inaspettata,
e' una delle migliori emozioni che ci sia,
accompagnata spesso da uno stato di euforia.
Purtroppo non tutti i giorni te la ritrovi,
neanche a cercarla tra mille rovi,
ci si imbatte in lei sporadicamente,
puoi esser solo o con tanta gente.
Quindi necessita fare molta attenzione,
e sensibilizzare l'udito dell' emozione,
essa occorre imparare a sentirla,
altrimenti fai proprio la fine del pirla.
Qual cammin feci per amar tal purezza del ciel?
Accarezzai blandizie di color
Unirsi a sospir di parole nel dipinto della vita:
Sua grazia di rime baciò mio tormento.
Posesi nell'immenso turchino nostri disiri,
Fonte d'ogni sussurro poetico.
Dolcezze di lilla affioravan sull'aer di smeraldo,
Purpurei schizzi risplendean al dorato tramonto:
Ove l'attimo 'ncontrò 'l cosmo,
Ove l'istante sfiorò 'l pensier.
Un grigio cinereo
invade la terra.
È presto.
Non è ancora sera...
Pioggia battente
sui tetti spioventi
accompagna la musica
di una vecchia canzone.
Musica antica,
che più non si sente,
fa risvegliare
deboli sensi.
Soffi possenti
ridipingono il cielo.
Ritorna a regnare
il padrone del giorno.
Il disco cambia,
cambia la musica.
Ancor dolcemente
conquista la gente.
niente è perfetto,
ma l’amore rende
ciò che mi circonda
altamente favoloso.
Talmente audace
da proteggermi da me stessa
e dalle mie inquietudini.
Talmente sublime
che riesce a capire
la vera essenza
della mia anima: te...
che sei l’Amore per me!
pesarmi senza vestiti non mi scoccia,
guadagnerò senz'altro qualcosa,
misurandomi nudo in verticale posa.
Con le piante di piedi salgo a bordo,
vedremo se sono stato un incauto ingordo,
Oh perbacco! sono aumentato,
sarà stata colpa del bis di gelato?
Non è possibile questa cosa,
scendo e risalgo cambiando posa,
niente! implacabile è la misura dello strumento,
non gli è bastato il mio timido pentimento.
Accetto il verdetto con mestezza,
ed elaboro pensiero con misurata compostezza:
la colpa non è né mia e né della bilancia,
ma dipende solo dalla capiente pancia.
Danzano
Sulla pelle danzano le parole in musica
Il sonno delle emozioni svanisce
Nessuna lacrima
Nessuna emozione
Nessuna gioia
Nessun orizzonte
È un attimo
E quelle note mi dicono che ci sono ancora
Sono ancora io la donna che conobbi un giorno
al suo cospetto incompreso,
immobile dalla mattina alla sera,
alla stregua di una banale bomboniera,
Lontano mi appare quel Natale,
quando scaldare i cuori era normale,
rimango in compagnia di un umidificatore,
privo di acqua e anche di amore.
Mi ci vorrebbe proprio una vacanza,
sarebbe sufficiente cambiare stanza,
ma di me nessuno se ne accorge,
e passando neanche mi si scorge.
Arriverà di nuovo la fredda stagione,
quando mi ritroverò sulle terga del mio padrone,
ma allora servirò la mia fredda vendetta,
che egli si ritroverà nella sua bolletta.








