Perché una lancetta
fa ancora parte dell'orologio
anche se procede fuori orario
Quante volte l'hanno chiamata famiglia
fratelli cresciuti
come la gramigna
Gente che era più corta l'erba del vicino
e poi volata nel fumo di un camino
Certe volte è meglio vomitare nel precipizio
Quasi sembra cadere ciò che hai dentro
Ma per una volta togliersi lo sfizio
di sbagliare la mira per poi fare centro
Con i miei occhi annebbiati
e poi i sorrisi di anni sbagliati
Precipitati
Come se un aereo avesse preso il volo
ma la folla imbecille la senti
quando ti ritrovi solo
Con la notte che passa
Il pensiero di una tassa
Con il leggere troppo solo per capire
che l'alba è ubriaca insieme al suo imbrunire
E so che passano i cieli con gli amori di un giorno
Di una partita persa che non pensa al ritorno
Ma tanto alla fine ha vinto chi piange
perché le lacrime non sono legami di sangue
Come se per accorgersi di cadere
alla fine servisse una mela
Ti prendi in testa il tronco
dei segreti della fiera
Tanto compri sempre maglie tarocche
per i gol non registrati
vanno bene le ginocchia sporche
E poi la gente che tende la mano
per poi cadere da un cielo
Pensando di cadere piano
Bastava tenderla in fondo al diverso
preferire fare la parte del pianeta
per non essere un universo
Ma alla fine passa tutto in un giorno
La temperatura è sempre giusta
se tieni i piedi nel freezer
e la testa nel forno
Attraverserò il tempo e lo spazio
fuori da un corpo ormai perduto.
Viaggerò alla velocità della luce
Fluendo, cellula tra le cellule
il mio spirito si espanderà.
Come in un improvviso BigBang
e in quel preciso istante saprò
che sarò con te,
per sempre.
resistere e lottare?
È più facile scegliere un posto sereno
e lasciarsi andare
verso un mare che sgrava la mente,
verso un sole che scalda il cuore,
e arrendersi a un vento
che dà sollievo all’anima.
È più facile aspettare la luna
per consegnarle le tue pene.
È più facile attendere le stelle
per affidarle le tue lacrime.
È più facile desiderare le nuvole
per assegnarle i tuoi incubi.
È più facile scegliere un posto sereno
e arrendersi al dolore,
lasciandosi andare
senza alcun freno
verso il disfacimento.
Ho visto i tuoi occhi
del colore della pece
erano cambiati non riflettevano più
l’azzurro del mare
il chiaro dei giorni d’estate
era solo un ricordo lontano
perduto nella profondità
dell’indeterminatezza di una libertà
sospesa
tu sola dentro una gabbia di regresso
eri avvolta da una cattività
che frustrava il tuo essere
innocente.
mille battaglie,
si possono domare
mille scontri,
ma se si disputa la guerra
tra mente e cuore,
non importa
di chi sarà il trionfo,
l'anima ne uscirà devastata.
E non ci sarà più
alcuna primavera.
E non si susseguirà
più alcun autunno.
Solo devastazione.
Un cuore arido
più di qualsiasi estate.
Una mente fredda
più di qualsiasi inverno.
Si strugge il cuore
pensando all’amore
l’amore lontano
e piange.
Un pianto straziato
vola col vento,
cavalca le nubi
diviene un lamento,
si confonde nel tempo,
vorresti lenirlo
placarlo con l’eco.
Ma, l’eco non torna
rimane sospeso,
sospeso nel tempo
come l’amore,
perduto nel vento.
Chi vulivutu sapiri
quannu mi parrasti
Mi pari ca' ti dissi
ogni cosa co sò versu.
Ma sicuru ca sbagghiai
se parrari chiù nun vuoi.
Chi facissi pì sapiri
chi t'ammucci ntè pinseri
Corcucosa ci può siri
ca ti porta pì la via
unni scurrunu i paroli
fatti apposta pì lu cori.
Io e te..
Consistenze senza densità.
Aeree ali da sfruttare,
per volare lontano.
Due nuclei che vibrano nel mondo
come battito di cuore.
Due mondi lontani,
che neppure si sfiorano,
e i nostri sogni si riempiono di noi
ma mai si uniranno.
Mani da stringere, per poter restare,
ma così distanti da neppure intravederle.
Nostalgia di stelle da raccogliere
e tenerla nel cuore.
Dove siamo io e te?
Persi nel mondo.
Due oceani divisi da strisce di terre,
come isole nascoste.
Ma...il tuo pensiero è mio compagno
e mi porta la pace e il sorriso,
mi porta la parte di te...che non ho.
chi vi è dentro par che dorma,
si aggira tra le vie pulito e austero,
per trasportar il supin passeggero.
Colui che è mancato porta al Campo Santo,
spesso accompagnato da lacrime di pianto,
mentre con cristianità dietro di esso,
il parroco lo benedice genuflesso.
Su di esso i comuni mortali ,
lasciano le loro impronte digitali,
in segno di ultimo saluto al defunto,
che dal Creatore ormai è già giunto.
Chissà quando sarà il mio turno,
per quell'ultimo viaggio diurno!
Intanto al suo silenzioso passaggio,
le parti intime per un attimo mi massaggio.
Raccontami di quando il peso del vuoto
ti riportò alle notti infernali e sentisti
gli artigli ghermire le tue palpebre
stremate nello sfuggire ombre
che per tanto, troppo tempo rifuggisti.
Vorrei mi raccontassi di quando l'alba
scacciò quei brutti sogni per cedere
il fianco ai brividi al giungere
di una piccola stella agonizzante
che giacendoti accanto ritrovò
la luce sua più bella allontanando
dalle tue notti le ombre ostili.
Raccontami di come sei felice
quando all'ombra degli aceri
stendi il velo dei non ricordo
per concentrarti sull'amore.
tra margherite viole e rose
sentendone il loro dolce profumo.
Questa è la bellezza della natura!
Andando avanti nel mio cammino
passo tra viali alberati.
E qui mi fermo a riposare
tra i tanti alberi
che mi stanno a guardare.
Dolcemente respiro
la loro freschezza.
Questa della natura è la bellezza!
Mentre mi riposo
do uno sguardo al cielo
e vedo stormi di uccelli neri
che volano allegramente.
Questa è la bellezza naturale!
Qui tra cotanta natura
mi trovo a casa mia.
attimi di finta serenità,
rubo alla mia vita
momenti di fasulla felicità
e intanto nascondo dentro me
istanti di mera tristezza.
Accumulo nelle profondità
del mio cuore
immenso dolore,
aumentando nell’anima
un baratro sempre più grande.
Mi soffermo e mi domando
chi o cosa potrà riempirlo.
E mi rispondo,
sempre e solo,
che niente e nessuno
riuscirà a colmarlo.
E la pioggia
torna a scendere
dai verdi colli
dei miei occhi
giù per le ombrose
strade del mio viso.









