disegna poligoni insistentemente,
mi muovo senza destar sospetto,
vado a prendere il picchietto.
Ancora in aria lei romba,
la cucina sarà la sua tomba,
ormai stanca si posa sul lavandino,
segnato appare il suo destino.
Un mio movimento secco e indolore,
l'insetto ha appena raggiunto il Creatore,
peccato perchè era di compagnia,
ma troppo fissata per la geometria.
in mille modi
ti ho amato
in ognuno di essi.
La sensazione
più straordinaria
che puoi sentire
in una persona
è la voglia di averti,
il desiderio di vederti,
il bisogno di esserci.
La più meravigliosa emozione
è sentirsi essenziali
per qualcuno,
sentire che sei
quel qualcosa
che ha reso migliore
la sua vita.
E tu
è così
che mi fai sentire:
voluta,
desiderata,
importante.
E io
è così che t’amerò:
con enorme voglia,
estremo desiderio...
di farti mio,
di esser tua...
di dar vita a Noi!
dalla finestra dell'inerzia
e la polvere del tempo
assale mente, pelle e cuore.
È un salto nel passato...
Un salto nell'intimità
Si convalida come firma
un ritratto desolato e muto,
nascosto nell'intenso nulla
di un viaggio ormai finito
nell'eco dell'oblio.
“Nobody dies a virgin... life fucks us all.”
(Kurt Cobain)
La penosa
imprevedibilità
del futuro anteriore
sarà già svanita
non appena
il vostro
sorriso
avrà
assunto
la forma del rostro
e la pupa della crisalide
avrà indossato le sue prime ali.
La fragilità, l’ultima muta, l’esuvia,
quel delicato stato di quiescenza
che succede all’immobilità
e che precede
la stagione
della disillusione.
Resteranno solo loro:
ricordi cianotici e pericolosi
di un tempo che quando vola
-vola per non tornare più-
altalenante mi siedo
tra molti perché e tanti però.
Perché tanta ipocrisia
dopo giorni in cui ti ho dato
tempo e armonia?
Perché pensieri omessi
dopo attimi in cui hai avuto
complete sincerità e ilarità?
Perché mezze verità
dopo momenti in cui ti ho dato
solo vero rispetto e pura onestà?
Falsità, bugie, tradimenti tuoi
a dispetto di lealtà, veridicità, amore miei.
Ti sei vestito di integrità
essendo in realtà portatore di corruzione.
Discepolo di franchezza
sei all’occorrenza abile opportunista.
Assecondi appena puoi
e come buon oratore plagi con maestria
per ottenere i tuoi servigi.
Persegui i tuoi obiettivi con determinazione
lasciando alle tue spalle come nulla fosse
una scia di indignazione in me
che tuttavia son sempre pronta a porgerti la mano.
Ah bell’oratore
ancora però t’appartiene
tutto il mio essere e il mio amore.
Quanto dolore, quanta delusione
a discapito di cotanta passione
da te elargita e poi tradita.
Però quanto ardore ancora
nutro in seno per te
che ti sei cibato di anima e carne mie.
Io, Pierrot altalenante, alla luna
che tanto insieme decantammo
chiedo perdono per averle parlato
d’un sogno realizzato poi sbranato da te,
avvoltoio travestito da aquila reale.
Come serpente adesso strisci via
evitando confronti pur solo in amicizia
scomodi per te che ti rintani
come ladro di virtù e beltà.
Rabbia, odio, disprezzo
potrei provarli in piena giustificazione
se non avessi in me intensi sentimenti
ancor per te che non lasciano spazio
a tali negatività e brutture.
Ho dato io opportunità alla mente
di rispondere al cuore…
mente fredda contro cuore pulsante
e l’anima è in subbuglio…
non può aver amato e amare
un essere che muta col mutare del tempo;
mi rifiuto il sol pensare che tu sia
rivelatore di funambolismo.
Allora aspetto, sì aspetto ancora…
aspetto e spero di ricevere da te
quel vero di cui ti vanti di nutrirti,
quel vero che ti faceva grande agli occhi miei
abbagliati dalla tua schiettezza.
Attendo però che sia tu a rispondere
ai miei tanti perché armandoti anche solo una volta
di sincera spontaneità nella piena libertà d’essere
colui che non delude, colui che è paladino
di candore autentico privo di camuffamenti,
spogliato d’ogni mascheramento.
un frusciare di grovigli pesano sui tuoi occhi
che leggono i pensieri passi il tempo ad osservarli
arrotolando su dubbi, luoghi, infreddoliti
da insidiose affermazioni riciclate
ti concentri nel silenzio
soffri, non scrivi più, senza un perchè
buco enorme si infila cerchi di anelli consumati
dalle voglie di un passato lento
perdono sensazione di energia
confusa spiata da sogni sbiaditi
fra frange grigiastre ed impoverite
rinascono mentre cresce la sera
Si scrutano domandandosi
quale destino li aspetta
incominciando a remare
il nostro elettrodomestico non può esser usato,
tu ti offri di lavare i piatti,
io di sostituire la lettiera ai gatti.
tu sei ammanettata al lavandino,
io sorseggio l'ultimo bicchier di vino,
vederti lì in piedi mi ammalia,
sei più bella di Miss Italia.
mi avvicino lento pede,
il tuo occhio non mi vede,
il profumo della tua tintura,
mi da ancora più inebriatura.
finalmente ti son vicino,
sento un certo languorino,
della flemma di Ambrogio ho ben poco,
mentre son già tutto un fuoco.
non mi basterà di certo un rocher,
prenderò per intero tutta te,
muovo intanto le sapiente mani,
su di te vagheggian come due caimani.
ti manca solo lo scolapasta,
ma non ce la fai a dirmi basta,
ad un tratto ti giri di scatto,
non resisti più al mio tatto.
sto per finire purtroppo l'inchiostro,
quello che accade più non mostro.
ma la cucina diventa un angolo di paradiso,
sullo scolapiatti vedrò riflesso spegnersi il tuo sorriso.
quando tutto si è ormai compiuto,
ad una riflessione son dovuto:
quello che scioglie le famiglie ,
credo sia proprio la lavastoviglie.
mi respingi dura,
la notte tornò scura quando
non volesti più parlarmi mai.
da scarabocchiare,
la penna tra le dita
e la china che
scorre velocemente
per non perdere
alcuna nota
dell'anima mia,
che oggi ha voglia
di parlare a te.
Colori sbiaditi
tra le rughe dei pensieri
che libere, volteggiano
malinconici.
Parole folli
talvolta nascoste tra le righe,
per non cadere nel pregiudizio
dell'ipocrisia del mio tempo...
Chi sono dunque?
Una nota stonata
urlata da un fanciullo
che libera il suo canto,
con le cuffie dell'anima,
che detta libera il suo andare
tra i silenzi della solitudine.
Sei la luce del primo mattino,
Quella che ti sveglia pungendoti dolcemente.
Sei la melodia di un'antica canzone ,
Che ricordi camminando nel presente.
Sei la foto mai scattata,
La vedo riflessa nel buio splendente.
Sei il pensiero nascosto,
Che vola libero nella mia mente,
ma nel cuor farà ritorno.
mentre guardi il tempo
che incerto lo vedi
in un vestito di seta
nasconde sguardi
abbassati aprono porte
consumate da cieli strani
sotto sguardi incapaci
di bloccare un fatto
giace la notte
si ferma ma spia sognando
rivede esseri scomparsi
guardandoli si muovono
poi racconta, a chi ascolta
un pò perplesso, un'incognita c'è
però scivola, quando gli occhi
colgono altri aspetti
più essenziali per vivere
e sentirsi dire, migliora
svanendo nel silenzio amato
ombreggiato dai rintocchi
delle campane dietro strati
di colori, cancellati
un'altra pittura
assoluta regina la margherita
niente spazio per altre piante.
Poi c'è lei, l'ortica
che nasce ovunque e trova sempre morte,
toccala e lei ti attacca,
loro vogliono farla fuori.
Nessuno la vuole,
ci tenta qualche vecchio nel suo infuso
ma passan due sorsi ed è già deluso.
Questa è la storia di una pianta,
la pianta uccisa ingiustamente,
pianta martire diventa santa,
rinasce ignara muore per niente,
raccontar la storia quanto duole.
Spesso ti vedo
tra iridi di lontani pensieri
adagiato tra forza e fragilità.
Appartieni ad altra vita
altri amori e tempi andati.
Ed è nei righi delle notti bianche
che ti ritrovo
col cipiglio o il sorriso di chi sa
che non esiste tempo o luogo
in cui ti possa celare
che io non riesca a ritrovare.
Nonostante ciò mi manchi,
negli anni il dolore si fa lieve
colmando il vuoto nel ricordo
mentre il cuore stanco
come un pugno chiuso
s'apre lento nella quiete
del tuo evanescente sorriso.







