chi cammina bene, chi non ci riesce,
una gentile signorina è posta all'ingresso,
con numerino di avvicinarla ti da permesso.
Nome e cognome viene chiesto,
la domanda è facile e si risponde presto,
una verifica dell'appuntamento a terminale,
e ci si accomoda dove si trova uno schienale.
Sui muri pubblicità di prevenzione,
per farle tutte servirebbe un'intera pensione,
cognomi mai uditi riecheggiano nell'aria,
tutti girano con una tessera sanitaria.
Ognuno entra dove spetta,
un camice bianco attende per elaborar ricetta,
negli occhi un pò di apprensione,
che si mescola a velata preoccupazione.
Da giorni come questo a volte dipende il proprio destino,
un medico ti potrebbe indicare un diverso cammino,
guardando cos'hai in mano una cosa appare evidente,
siamo solo un numero tra un'infinità di gente.
eterea come una ninfa,
privata delle vesti su quel divano rosso fuoco.
Silenzio nella nube di polvere che attraversa un raggio di luce.
Solo un respiro profondo il suo,
Mentre contemplo le galassie sulle sua schiena che aprono nuovi orizzonti,
Ingranaggi di sensualità nascoste da un velo leggero,
che alterano la percezione,
La passione,
L' amore.
Tutto intorno solo grigio e macerie,
E Un tavolino per due,
Un tè, per lei e me soltanto,
Un fil di vento le accarezza i riccioli bruni ed arriva fino a me,
profumo di pesca appena colta che inebria le mie spoglie.
Ritratto di un pomeriggio pigro,
Chiusi in un motel,
in viaggio verso le profondità dell anima.
Scrivo per voi
poeti
anime gentili
che in punta di parole
entrate dentro i cuori
con il silenzio del rumore
lasciando
l’impronta leggiadra
dei momenti
vissuti nella pienezza
delle cose belle
come la poesia
delle notti stellate
di quando i sogni
non aspettano l’alba
per essere vissuti.
Così gli anni
di fresca vernice
sopra la ruggine
e le rughe
del tempo che passa.

Sapeste..
Sapeste anche nel cuor nasce l'eleganza
ad innatural movenza,
trittico a ritmo ed andatura lenta.
Il cuor eleva
repentino ed indisturbato
va ad adagiar su verdi sponde
mentre il paesaggio l'anima percuote
e la fa vibrar di emozioni
ed il ciel di buon umori rasserena.
Sapeste com'è frizzante l'aria settembrina,
circolo vizioso fra giorno e notte,
quel profumar di terra dopo la pioggia e
sul lago due cigni a far l'amore..
Sapeste ogni stelo d'erba elegantemente
proietta la sua percezione verso l'infinito,
come ogni vita o morte
orientano lo spirito nell'universo!
Adele Vincenti
9 Giugno 2021
anacronisticamente stupendo,
proietta ricordi di un tempo lontano.
La tua mano,
sfoglia pagine di un antico plico
narrante di Achille e del proprio nemico.
Era maggio e noi intanto
crescevamo,
cambiavamo senza far rumore,
viaggiavamo col la fantasia.
Mi pento
dell'attimo
nel quale ti ho lasciata sfuggire
e senza pensarci sei andata via.
perché portava
calma,
consigli,
serenità.
Ora la temi
perché ti causa
agitazione,
ansia,
turbamento.
Aspettavi la notte
perché portava
sogni,
desideri,
progetti.
Ora ne hai paura
perché ti dà
incubi,
avversioni,
insoddisfazioni.
Il suo silenzio
ti insegnava
a volare
verso un nuovo giorno
su ali sempre più forti.
Ora lo stesso silenzio
ti istruisce
su come nascondere
il tuo precipitare
nel vuoto
della amarezza.
Ora quel silenzio
ti insegna
come celare
il tuo sprofondare
nel buio
della sofferenza.
Ma continui
ad attendere la notte
poiché speri ancora
che riesca a farti volare,
nuovamente,
verso giorni di luce.
mi perdo tra strette stradine ben asfaltate,
colli dai lineamenti ben definiti,
qui e lì segnano il tempo dei trattori arrugginiti.
Di ritrovar la provinciale fortemente spero,
mentre al volante scorgo l'ennesimo cimitero,
qui i defunti riposan quieti,
tra gli ordinati e soleggiati vigneti.
Mi imbatto in un contadino all'improvviso,
di cui il sole ha segnato i lineamenti in viso,
chiedo imbarazzato un'indicazione,
mi illumina con garbo ed educazione.
La mia bussola è ormai ritrovata,
mi rimetto alla clemente in carreggiata,
occorre guidare solo con pazienza,
vicina è ormai la ridente Piacenza.
Mentre mi avvicino pian pianino,
scorgo già il campanile di Sant'Antonino,
ripenso allora a quel bravo contadino,
sperando che si sta ristorando con del buon vino.
e sale, sale, sale
fino alla gola e lì
l'annodo e lei mi strozza.
Ribellione, quasi follia
che si scioglie per la mente
del mio debole essere.
E questi occhi
che diventano pungenti
restano, poi, arsi e muti.
Tutto, il tutto trapassa,
lama pungente, scorribande
Logore forze
ma qualcosa vive e batte
... È la speranza...
l'ennesimo
consueto giorno.
Tra le zuccherate nuvole
fa capolino il sole
con i suoi caldi raggi,
accarezza i riposati volti.
Il deserto cittadino
si muta
in agitato mare
ove confluiscono fiumi
di persone
in grigi e disarmonici campi.
Mille pensieri,
mille sogni,
mille speranze
albergano nelle loro anime,
mentre il pomeriggio
si consuma
tra mille enigmi,
mille illusioni,
mille delusioni!
Per tutti giunge
la mera ordinaria sera.
Tra luccicanti stelle
fa il suo ingresso la bianca luna,
accompagna volti stremati
riversati nelle vie,
ripopolando la città,
fluendo verso le proprie calme terre.
Mille idee,
mille desideri,
mille chimere
ritornano ad abitare in te,
mentre il sonno ti accarezza
tra mille misteri,
mille utopie,
mille frustrazioni.
Era incisa sulla carne quella parola
leggera come una nuvola
la pelle bruciava
del sangue ancora fresco sulla ferita
era stata incisa quella parola
con la pazienza dei tempi
le battaglie della storia
le lotte di una vita
con la fine di imperi
e poteri assoluti
era stata incisa quella parola
con il sudore di mani strette
al legno di un aratro
pronte ad impugnare il manico d’una accetta
per segnare quella parola sulla pelle
degli avversari e che essi ne temessero
il suo potente significato.
LIBERTA’.
traboccan d'amore.
Occhi profondi
silenziosi messaggiano,
gioiosi di dare
il bene che hanno.
Impulsi leggeri
viaggiano cheti.
Respiri profondi
avvolgono i cuori.
In una immensa quiete
godono i corpi.
Ignoti maestri
insegnan l'amore.








