sfuggono improvvise
e i pensieri
le inseguono solitari...
Sarebbe bello ascoltare
solo il suono
melodioso
dell'acqua
di una sorgente
cristallina.
Le parole
possono ferire
come lame taglienti
ma sono solo tempeste
di grandine
che il sole generoso
può
sciogliere
poco dopo...
regalando
improvviso
un
arcobaleno
di pace.
fann sbattere stu core mije
cchiù forte ‘e ll’onne.
St’uocchie ca tiene
lucente ccchiù de stelle
só’ comm’a duje suspire…
ogne suspire coce,
ma cu nu ffuoco doce.
Sta voce, ‘a mije,
t’ha fatte ‘mbriacà
e mmiezo a st’aria mbarzamata
pure ‘a luna amme fatte annammurà.
Stienne sti bbracce,
nun riesce a aspettà
me vuò' sempe abbraccià...
me vuò sempe vasà.
Je senz ‘e te
tu senz ‘e me
nun putimme sta’
e core a core,
facimmo 'ammore.
In attesa di quella goccia di sangue
che dalla sacca trasparente fluida scorre
in un percorso assistito ,
preciso e delicato che tanto mi piace guardare
e fin tanto che lentamente mi filtra dentro
chiudo gli occhi e riassaporo i piedi scalzi e gli occhi
di soffice ovatta puntati al cielo
a cercare una nota di sole
l’aria distratta che scompone le foglie
la felicità dei bimbi sull'erba
i giorni a perdersi
sospesi dal niente
e in un letto di papaveri rossi precipitare
correre e sbucciare le ginocchia sui sassi
ritrovare la rugiada con le mani fin dentro ogni crepa
e in silenzio vivere, amare.
Tuttavia la vita che mi ha tolto la vita
mi ha dato la carezza
di un donatore volontario per sopravvivere
e mi scorre in vena
la sua generosità
il suo altruismo
regalandomi
una piccola iniezione di felicità.
( Giornata Mondiale del Donatore di Sangue )
decido di vedermi il telegiornale,
arriva in tavola l'antipasto,
intanto apprendo che il governo farà l'ennesimo rimpasto.
Assaporo del prelibato salmone,
un uomo stamane ha ucciso quattro persone,
stappo intanto il mio adorato Chianti,
scene di gente volte in accorati pianti.
A tavola arriva la lasagna,
un attentato è avvenuto in Spagna,
molto buona questa ricetta,
intanto il virus avanza in fretta.
Scorgo l'avvicinarsi una bistecca dalla cottura media,
in mare viene riproposta l'ennesima tragedia,
un po' di frutta che fa sempre bene,
gente senza lavoro racconta le proprie pene.
Oggi ho preparato una torta quasi nuziale,
ma mi affretto a cambiar canale,
non vorrei rovinarmi il pranzo domenicale,
sapendo che è scoppiata una guerra mondiale.
che da lì guardi tutti senza mai farti notare,
Luna che sposti il mare senza far rumore
toccata da pochi e delle ser benedizione.
Spiegami o' luna, come restare quieta
come non reagire alla violenza dei tuoi figli,
come non lacrimar quando come gigli,
vengon strappati via e tolti a madre vita.
Raccontami degli amori che creato hai,
narrami le delusioni di chi troppo voleva,
tormente di voragini sulla faccia nuova
ricordano i colpi che lasciar non potrai.
O' Luna, un'aliena amante di amanti
e una tempesta per chi deluso sia,
ispiri poeti con la presenza tua Pia
e fai nascere musica dai dolor di giganti.
Smetti di restare ferma a riflettere
ma inizia a deliziarci della luce tua nativa,
la luce che non riesci a render viva
poiché un fil di polvere oscura te sul nascere.
nei loro volti occhi di bambini
Un mare calmo che s’agita con un alito di vento,
ecco, questo son io in questo momento.
Sentir notizie disastrose in ogni occasione,
fa di me una carica esplosiva che se la tocchi esplode.
Nel turbine d’un periodo sì lungo e deprimente,
mi son trovato recluso come anche tanta altra gente,
la quale rassegnata a questa vita tra quattro mura chiusa
inizia ad imprecar con frasi che da tempo ormai non usa.
Dai colpa alla pandemia, dai colpa a politici stolti,
fatto è che sia l’un che l’altri la libertà e l’ottimismo ci han tolti.
Crediamo in Dio, questo è ciò che ci consola,
la nostra vita grama senza rivincita rimane sola sola,
ma grazie al Creator, sempre dalla nostra parte,
siam paghi d’ogni consolazione e protezione ad arte.
Or che finisce quest’emergenza maledetta,
mi sento di dover dir, ma non così in fretta,
che piano piano, a breve i vaccinati,
non conoscendo le orme di questa via che ci ha lacerati,
dovranno ripensar, come le cavie fanno,
sarà una vittoria per tutti, o solo un danno?i miei sogni ogni giorno.
Voglio regalarti
i miei respiri ogni ora.
Voglio regalarti
ì miei sguardi ogni minuto.
Voglio regalarti
i miei sorrisi ogni secondo.
Voglio regalarti
ì miei baci ogni istante.
Voglio regalarti
i miei battiti ogni attimo.
Voglio regalarti
i miei abbracci ogni momento.
Ma non posso!
Possiedi già tutto questo;
tu già possiedi tutta me stessa!
Allora ti regalo la certezza
di appartenerti
eternamente!
bastano a scatenare
la tua supponenza,
l’ira violenta, rimbomba
incontrollata nell’eco:
“Non alzare la cresta”.
Ti sei divertito a dipanare
la mia mente, e ora
le tue fauci affilate
a dilaniar le mie membra
inesorabilmente stanche,
preda incontrastata
nel mio silenzio, sono pronta.
Sono pronta come seme d’esile fiore
a esser spazzata via
dal tuo vento,
eppure sento di tenerti testa
in quest’ultimo barlume
di lucidità che mi resta.
Germoglio tra le zolle
d’un campo di grano.
Oggi che sto portando
uno più di ieri
il fardello degli anni
mi sovviene il pensiero
di quanto la vita
possa essere leggera
più di una piuma
che si libra nell’aria
e molto di più dell’anima
che dicono pesi 21 grammi.
Più delle parole
e delle cose astratte
che non hanno un senso
se non vengono pronunciate.
Altrimenti restano sospese
ad un filo leggero
nel baratro del niente
legato alla speranza
che in questo gioco della vita
quello che conta
perché ha una fine
rimane solo l’esistenza.









