“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
(Italo Calvino)
Anche
durante
la pioggia forte
le tue ali lunghe e strette
ti permettevano voli senza soste.
Ben oltre le casa di campagna
-il mio sforzo di rimanere
racchiuso in un nome-
mi portava invece
a fischi frivoli
e singhiozzi
libertini.
Mai
-però-
alla nidificazione
o alle questioni della fede.
Quando scapperò sul mare
sarà un passo alla volta
-e non mi adagerò
su un fianco
a tredici
minuti
dalla costa-
ma mi diraderò
come la nebbia al sole
e ti osserverò dall’orizzonte
mentre salterai da uno scoglio all’altro
per raccogliere i miei 1638 lingotti di rame.
Quattordici miglia in balia delle correnti oceaniche
e se vorrai potrai raggiungermi per coprirmi di improperi,
per la mia anarchia (di altro tipo) e per le mie indecisioni,
che alla fine sono valse solo per chi le ha accettate.
Forse domani mi dissocerò da me stesso
-al ritmo di tre pensieri al secondo-
e chi lo sa
se tu rincorrerai
il mio nome, il mio ricordo
o la mia smisurata preziosa immaginazione.
“Tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia.”
(Italo Calvino)
Oh mondo
osserva le mie lune storte,
guarda le oscurità che invadono il mio spirito,
nota il fuoco rabbioso che emana il cuor mio
celando l’atroce sofferenza che mi stritola l’anima.
Ascolta le urla strazianti dei miei pensieri,
senti le grida laceranti delle mie labbra mute,
scruta nei miei sorrisi lacrime nascoste,
rintraccia nella mia mente felici ricordi di ciò che fu.
E odiami
Vedendo la mia assordante quiete
udendo la mia gioiosa tristezza
chiaro sarà il motivo della mia richiesta
d’odio e non d’amore,
di disprezzo e non rispetto.
Quindi odiami
cosicché ogni ferita subita
avrà ragion d’essere,
ogni calunnia patita
avrà la sua logica
ogni mio perché
avrà la sua risposta.
Odiami mondo
e forse ogni macigno
diventerà piuma
ogni spina diverrà petalo
ogni chiodo si tramuterà in foglia
l’odio si trasformerà
in pace…tetra…
ma pur sempre pace.
quasi alla stregua di un'anatema,
Mi reco all'hub vaccinale,
come uno svizzero sono puntuale.
Accolto da ragazze molto sorridenti,
sotto la mascherina mi tremano i denti,
tessera sanitaria e carta di identità,
e un segno di croce che non guasta si sa.
Persone in attesa di essere marchiate come giumente,
nonostante tutto appaiono pure contente,
vado in cabina con alcune preoccupazioni,
del resto non siamo mica a delle inutili elezioni.
Mi attende un dottore dal camice sgualcito,
in vero una stiratina servirebbe anche al suo vestito.
A lui porgo il mio tricipite indurito,
Odo:' Lo tenga morbido come se fosse dipartito'.
Con l'altro braccio faccio gli scongiuri di rito,
il consiglio mi ha lasciato un pò infastidito,
zac! il magico siero è stato inoculato,
la percentuale dei vaccinati anche io ho aumentato.
tra le note costanti di un Grillo nella notte
che il mio pensiero non tace
ma rimane vigile e irritato
dalle onde che irrompono
nella mente a devastare
il silenzio desiderato.
Or su competenze astratte,
attendo che mi riportiate
il perché l'essere esplicitamente leali
comporta l'incontro tattile per l'anima
con lame a doppio taglio...
nel vivere la folle quotidianità.
Una ragione rinchiusa in un labirinto
che addormenta soffocante
il bon ton.
Una lava scorre
tra le mie vene scatenante rabbia,
pretende di aver voce
nell'attesa di ricevere illuminazione.
incantata
ogni notte
imprigionato
nel firmamento
nulla può
limitare
tale ostentare
nell'osannarti.
Narciso
hai abbondato
catturando
il mio cuore
nel tuo specchio
ove innamorata
mi rifletto
e d'infinito
mi rivesto
del tuo brillare
mio sapiente amore.
dalla tua nascita.
Cresciuta tra discordanze,
tradimenti e illegalità
ancora ci svegli
col dolce garrire
delle rondini di primavera,
illumini i nostri freddi giorni
con caldi raggi
come sole d'estate.
L'anima tua devastata
accoglie ancora le odi
di chi ti canta con amore
rispetto e gloria
pur vivendo in baracche
sbarcano a fatica il lunario
mangiando anche solo una volta
con poco più d'un degno salario.
Nubi di malinconia
sovrastano capi di chi
senza pietà alcuna
deturpa in ogni dove
senza onore le bellezze
di cui ci fai dono.
Ti offri nel tuo massimo splendore
ricca solo di perdono
anche dinanzi a chi
dietro cupi occhiali
nasconde atti di vergogna
a discapito di chi è in continua lotta
col finto perbenismo dei buffoni di corte
e le loro super pensioni
gettando così fango
sul tuo nome e il tuo valore
a negare la più minima dignità
a chi credendo pur sempre
nell'onestà, nella legalità
dà voce ad un unico grido:
"Dio e popolo"
che accomuna tutti coloro
che ancor si sentono figli tuoi,
figli d'Italia, figli di una sana
corretta Repubblica.
liberano la vita oltre i turbini del vento
ascoltandolo. L'anima si distende
e passano giorni indisturbati
eterni si vorrebbe che fossero
per costruire nuove albe
in procinto di tornare
a credere ancora all'esistenza
del sole che schiarisce
senza penetrare
resta il buio e fogli bianchi
illuminati da saette
colpiscono fino a farti stancare
fino a farti morire ma è finzione
vuoto immenso. Non lo racconti
e te lo tieni dentro
E' così che vuoi
affinchè le ombre, stanno vicine
Assordante silenzio
trafigge il tempo al meriggio.
Lentamente scorre la sera
cedendosi in sposa alla notte.
Notte di pensieri e parole taciute
s'agghindano riflesse
nelle bianche pareti
accendendo ricordi
nelle oscure pieghe dell'anima.
Nel preludio sopore del sonno
s'adagiano sospiri,
rapiti dai sogni
attendono
d'infrangere il silenzio,
coronando desideri
nel giaciglio dei sensi.
sull'onda amica
la barca separata...
mani intrecciate
inseguono il vento.
Scivola leggera sull'onda
sconosciuta
vola nel profondo
del nostro vecchio
mare.
Scivola leggera
una piuma
bacia la sabbia
e i corpi
abbracciano
una terra
sconosciuta ...
nel cuore
di una notte
senza
stelle.
Mi nascondevo
dietro una maschera di cera
qualsiasi essa fosse
gioia, allegria, purché
non trapelassero mai
la mia tristezza e
la mia malinconia.
Con maestria trasformavo
lacrime in sorrisi,
amarezza in gentilezza.
Con abilità il dolore
si fece, però, spazio
nel mio cuore
spegnendolo
svelò la magia
riportando la pioggia
sul viso mio.
Affanni strazianti
passi strascicanti
vissuti dall’anima mia
li conosco solo io.
Ma un barlume,
in cerca di me, c’era
trovatomi
con un fil di voce
ha riacceso il cuor mio
donandogli
non più una effimera magia,
ma una favola
che oggi
è la vita mia.
si abbattono al sol volteggiare
delle tue movenze eleganti
nel cammino del mio tempo.
Sei l’emozione che mi cattura
nella complicità che riveste
la fragranza del tuo essere.
Con te accanto
son note che s’innalzano
in movenze lente
ma pregne di trepidazioni.
Sui miei fianchi, in danza
le tue dita si son fermate
lasciandomi addosso l'impronta
dell’appartenerti, come lirica
vibrante nelle mie vene.
È una danza che mi nutre d’Amore.
La tua innata sensualità
libera le mie dita tremolanti
nello scivolare sul tessuto
che ti avvolge,
il tuo sguardo scorre
lento nel mio
quasi a sfiorarmi,
ti sento!








