la notte del buio
si muove come a cercar
un lampo di luce
non c'è e tra le alte porte
del paradiso sognato
tutti lo sognamo
vivere lo vorremmo
imbrogliando il tempo
nel suo respiro invisibile
nei parchi respirabili
del giorno che pensano
In silenzio con le ombre
giocano a liberare le menti
dai mille pensieri
quelli infastidiscono
rendendoci artificiali
facendoci dimenticare
i ricordi anche quelli
indimenticabili
che ci avevano uniti
senza litigare
Il sorriso non mancava
ma leccornie negate desiderate
ardentemente
se ne sono impossessati
rubandolo. Sguardi
innocenti, sono cresciuti
rincorrendo, sentieri sereni
liberano i sensi
in gocce di fuoco
che ardono di passione.
Come spada affilata
la lingua tua incide il mio corpo
tracciando percorso d’amore.
Morbide labbra emanano calore
con pennellate sferzate
mentre s’infatua il seno.
E io m’arrendo
all’impeto del cuore
nel richiamo sanguigno
che incendia la carne.
più intimi del tuo cuore,
quando sanno di verace amore
mentre sdruciolano intelligibili
sul pendio del cuore,
quando nell'arcata
delle tue affabili braccia
abbozzano emozioni
provocanti quanto incandescenti,
scatenando l'ardente inferno
tra di noi
obliati da incontrollabili sensazioni,
che sanno unicamente
di pura voluttà.
Dolce arte poetica
per la nostra mole,
l'eden per i nostri sensi
sconvolti e persi
in un unico sentimento,
acceso quanto intenso
sotto le ali dell'arcano terso
dalla cristallina e dominante
luce dell'aura pregna d'amore.
L'amore assoluto!
impedisci a tempi di respirare musiche assenti
forniscono immagini spente distolgono da insicurezze
munite d'apprensione
Comprendi sufficientemente lo stato che vivi
Carichi la batteria e riprendi la vita
La sfogli riciclandola
Poi le spruzzi del profumo a tua scelta
riuscendo a respirarla magnificamente
ed una ventata di freschezza ringiovanisce la pelle
che premurosa lucentezza dona, mostrandosi bella
come una dea, proveniente dal monte
dedito al culmine estivo, che manda odore di arance invernali
gustose e succose, appetibili per la terra e per il suo, respiro cristallino
come l'abbraccio di una dolce moglie,
spazza via l'inverno e e suoi colori,
che hanno inaridito i nostri cuori.
I rami appesantiti ondeggiano delicatamente,
e un passo di valzer riportano alla mente,
per l'aria il profumo delle gonfie radici,
che il vento porta alle mie narici.
Quelle teneri foglioline viste nascere un mese fa,
affronteranno a breve caldo e siccità,
qualche pioggia estiva bagnerà le loro nervature,
regalando sollievo dalle loro disavventure.
Una volta superate mille intemperie,
arriverà l'autunno e la fine delle ferie,
e ciò che avevi visto nascere e sbocciare,
inesorabilmente si dovrà ramazzare.
un pezzo
della mia anima
lascia me
per arrivare a te.
Avvolto
dalla luce della luna
vaga
solcando il cielo
sulla scia
di mille comete.
Volteggiando
tra vellutate nuvole
è attratto come
irrefrenabile magnete.
Trascinando
desiderio e impeto
giunge e si affida
al tuo cuore.
Attendendo di poter
ascoltare ancora
i nostri corpi
suonare
bollenti note.
Sperando
un giorno
di sentirli cantare
di piacere
con arrossate gote.
tra corsie e medicine,
ma la sera
cercheremo
il nostro passo
doppio...
Passi felpati
lungo corridoi
ascettici,
passo doppio
nella mente
fa vibrare i nostri
corpi stanchi, malati,
ma ancora vivi...
Passo doppio
per tornare a vivere,
oltre il male.
il muro del tempo
con il tuo passo
lento e goffo,
impaurito e titubante
a occhi lucidi
ma con in petto
il valore del tuo essere.
Errori commessi,
per via dell’irrazionalità
che al tempo
hai permesso di sopraffare.
Umile e in silenzio,
t’inginocchiasti
per chiedere scusa
all’anima andata.
Ai tuoi passi sapienti,
hai donato l’incoscienza
per sovrastare
l’attimo di smarrimento,
sorridendo in faccia al dolore ribelle
schiudendo le tue ferite,
col tuo imparare.
Affamato il mio giorno, sfamo
dalle note vibranti che strimpellano
nelle tue parole libere di dolcezza e violenza...
forse dure ma, pur sempre vere.
Ti sento vibrare se pur lontana
tra i tuoi silenzi titubanti.
Occhi di cristallo, mi tuffo
tre le emozioni vissute
se pur intrinseche di dolore,
mente d’acciaio,
la tua immagine mostri
tra le orme incise nella via,
dove un pittore scruta e trae
l’anima pittoresca della tua essenza
pura e leale verso la vita,
e col suo pennello infuocato
incide armoniosa la tela.
corteggiano lo splendore
di uno sguardo innamorato
la brillantezza che emana
profuma lieve come un rintocco di campana
una nota serena si infrange sul selciato è romantica
e rassegnata, ma non perde la speranza
confida nella provvidenza
che il sole spunterà
aspettare sempre non si farà
perchè lui, la ama
a dispetto di altri
protegge terre svantaggiate
e rimproverate, da sballate
misure di sicurezza
coperte, con quel poco che hanno
nelle nebbie speciali
inventate, dai venti lontani
insaponati, dalle pietre
L’ultimo mio spiraglio di luce
l’ho donato al mare…
al mare azzurro dei tuoi occhi
tempesta d’emozioni
uragano di passioni.
Con le tue onde m’hai travolta,
stravolta, rapita facendo tuo
il mio più ricco tesoro
nascosto allo sguardo degli stolti,
celato alla vista degli indegni.
La mia gemma più preziosa
l’hai conquistata tu solo
che come audace pirata
hai trafugato dal mio cuore
la più pregiata delle perle.
Ma nelle sotterranee caverne
dell’anima mia ho sigillato
l’ultimo dei miei segreti,
nel più impenetrabile dei forzieri,
l’amore mio ancor vivo per te, insabbiato è.
Negli abissi più reconditi
dei fondali marini, il forziere
mai vedrà la luce della superficie
se non con l’azzurro degli occhi tuoi
che ne custodisce la chiave,
unico esemplare.
Vi ho visti sognare
dallo schermo fatale,
con gli occhi arrossati
e un contrasto banale…
Tra queste luci,
è una veglia anormale,
mentre voi vi cullate
in un mondo di fate…
È giusto un capitale
che muove la notte,
al che vi svegliate,
si inverton le rotte…
Vi ho visti sognare,
l’ho fatto anch’io.
La lancetta si è mossa,
un sol ticchettio…
Scalando il sentiero del futuro
incespico sui sassi acuminati
scagliati dal terribile dirupo,
reame di misteri e insicurezze.
Per quanto mai abbia creduto al fato
quand’anche fosse stato più che santo,
adesso lo spavento m’infagotta
e tremo come un bimbo tutto nudo.
Ma c’è un’eco, l’animo è in subbuglio.
La sberla della vecchia amica vita
sconquassa il viso assai incupito.
Non resta che riprendere l’ascesa.
sola in questo grande letto
a sfiorarti con la mente.
Il calore tra queste lenzuola
giunge vivo in me
e ne plasmo tra le mani
i lineamenti del tuo volto.
Silenziosa ne assaporo i baci
dei quali le mie labbra arrossate
d’amore esagitate si dissetano.
Il cuore scompigli
e la mente non indugia
a divenir tutt’una
l’anima alla carne.
E poi, vibranti rintocchi
di audaci desideri…
il mio risveglio all’improvviso.
lo accompagnano nei momenti bui,
cambiano sovente dimensione,
a seconda della situazione.
Servirebbe una carezza,
che lui giammai disprezza,
oppure qualcuno che dia una mano,
anche seduti parlando su un divano.
Prima o poi è qualcosa che si prova,
e a dire dei più alla fine giova,
non è solo sofferenza,
dipende solo dalla tua coscienza.







