Mi sono innamorata di te
perché hai trasformato
le mie debolezze
in punti di forza,
le mie lacrime
in sorrisi,
le mie paure
in coraggio.
Mi sono innamorata di te
perché hai tirato fuori
il mio meglio di me
e il mio amore per te
continua a crescere
attimo dopo attimo.
ai margini del tempo che rimane,
ai piè di un’alba brilla di colori
semmai potrò recarmi nei suoi siti ideali.
Ovunque aria di mare si respiri
io tenterò di esser testimone
di un’onda amoreggiar con la scogliera
semmai accederò al posto mio migliore.
Accada che un bambin sorrisi apra
chiamatemi vi prego con urgenza
per fare in modo ch’io non me lo perda
così da rivedermi nella sua ingenuità.
che calura, che si fa?
Saliamo su alla Presolana?
Vi va di attraversare la Val Seriana?
Tutti d'accordo senza esitazione,
zaini in spalla e pronti all'escursione.
Andiamo a fare quattro passi,
ci aspetta la patria dei Percassi.
Qui e lì regnano i colori atalantini,
della loro squadra vanno fieri questi cittadini,
attraversiamo la bella Clusone,
e subito dopo ci ritroviamo a Castione.
Qui si respira un' aria fresca e pulita,
la gente appare però poco divertita.
Arriviamo fino al Salto degli sposi,
accolti con tanti buongiorno da gitanti gioiosi.
Se salutassi così nella citta degli Sforza,
mi metterebbero di sicuro la camicia di forza.
Tuttavia mi sembra un segno di buona educazione,
anche in città non guasterebbe tra le persone.
Continuiamo con la nostra passeggiata,
qui e lì campeggia l'immagine della Dea bendata.
Chi è con me di calcio ne sa poco davvero,
e quella donna con i capelli al vento rimane un mistero.
Chi sta per parlare di pallone quindi è poco esperto,
e di quel che dice è poco certo,
ad un tratto un lampo gli illumina la mente,
di una catena di parrucchieri si tratterà sicuramente.
Seppur ci troviamo vicino al fiume Serio,
comincio a ridazzar senza criterio,
la risata è contagiosa,
e la giornata non è più afosa.
inutili i soccorsi che ci vietano nei cieli
appaiono giganteschi nell'immensità dell'universo
si corica nel suo mondo e nell'azzurro altare prega
che un angelo salva quello che resta impigliato alle reti dei pescatori
in balia delle onde nell'oscurità amano pescare e osservare le lune
dicono qual è il periodo giusto in cui si può mangiare la freschezza della fauna
sporge dal tetto occhi guardati dalla luce di un freno
gonfiano cuscinetti si toccano si strofinano fra loro
ambigue impressioni scrollano porte
sbattono contemporaneamente. Cosa c'è dietro a certe facciate
cercano di scavare approfondendo storie delicate
riciclando le vecchie per le nuove?
Fidati dell'intuizione perchè lei ti parla, non soltanto ti ascolta
è la regina dei sogni tuoi, che s'innamora di te
un bel dono ti fa proteggendoti sempre
Blocca i malintenzionati, scomunicandoli
“Be yourself; everyone else is already taken”
(Oscar Wilde)
Incapace
di lunghe planate
e di fedeltà monogama,
il bimbo -come un’ape-
si sporge affamato
su fiori rosacei
e carnosi.
Non
lo
sa
-ancora-
che presto
appassiranno
sotto il peso dei baci.
Che stingeranno per effetto
di chimiche a lui incomprensibili
e che quando si scomporranno
sarà soltanto per rinascere.
Mi consegnerò alla ruota
-al buco nel muro-
Poi attenderò
le tue cure:
l’autobus
il treno
la nave
la battigia.
Un bicchiere
di matite colorate
ed uno di succo di ananas.
Basta campagna, basta medicine.
Accompagnami nel mio ultimo viaggio
e aspetta che il sole del primo mattino
spalanchi i nostri occhi assonnati
e ci abbandoni come pensieri
-ubriachi di mare-
al canto
più rassicurante
della corrente di risacca.
Vagheremo inebriati di noi
verso una pace ritrovata,
barcollando dimentichi
di quello che è stato
e che mai più
tornerà
ad essere incubo.
Come un raggio di luce
accarezzerò dolcemente
la tua fronte bagnata
-dai lievi ricordi-
del sogno
di ieri
-dall’incredulità-
E non ti importerà
dove ti avrà trascinata
il casuale ritorno dell’onda,
ti basterà il ricordo della scossa,
-la sottile speranza-
che ci sarò per sempre,
e che fra la particelle di sale
e i granelli di un mondo in frantumi
non si celerà l’impura colpa dell’adulterio
ma piuttosto la poesia di un amore assoluto.
“Happiness is not having what you want. It's wanting what you have.”
(Oscar Wilde)
Di quanta vita avrei voluto vivere.
Di quanto giovane tempo
mi sarei potuta vestire,
e quanto amore e sogno
avrei potuto godere.
Non resta che il lieve
Immaginato profumo,
e questo stanco sorriso
che inconsapevolmente
mi incornicia il viso.
dentro i tuoi abiti
così come ti vedevo
come ti presentavi
nel tuo modo di parlare
nel tuo modo di camminare
Pensavo che non soffrissi
per la tua scelta di vita
che solo tu, nessun'altro
poteva sapere, immaginare
com'eri davvero, cercandoti
manifestando un dolore
che nascondevi bene
con passi autoritari
e disincantati
Mai fermarsi solo a quello che si vede, bisogna sempre andare oltre
non voglio più privarmi di chi vale,
no, oggi no!
Al diavolo chi mi criticherà,
chi non avrà il coraggio di affrontarmi,
chi non ascolterà le mie ragioni,
non m’importerà di niente…
oggi decido io!
D’ora in poi farò a modo mio;
e io voglio solo ridere, scherzare,
sostenere e incoraggiare
chi vuol star bene e mi fa star bene
senza dovermi preoccupare
se per altri è giusto o sbagliato
parlare o tacere,
fidarmi o dubitare…
Tenderò senza esitare la mano
a chi dal nulla mi ha detto
a cuore aperto senza indugiare
“mi manchi”, “ti voglio bene davvero”.
Da oggi ci sono e ci sarò
per chi mi ha dimostrato
giorno dopo giorno tutto ciò,
per chi come me ama sognare,
progettare e realizzare
e non solo fantasticare…
Ho amato e amo ancora
incessantemente,
prepotentemente,
costantemente,
chi come me d’amor si nutre
e vive senza ma e senza se.
mischiando
il sale al sangue
Che lacrime
Né spuma
di mare
sanciscano
dell'anima
il decesso
Cammina tra i rovi
e ringrazia
l'assassino
che nella mano
ha inscritto
le linee
del tuo
stesso destino
Getta l'anima
nel fuoco
Che divenga
acqua per la terra
e aria
per un bene
più alto
Sali per gli irraggiungibili
astri
per mirare a saturno
E firmare
così
il tuo patto col sole
Sii carne
quando il cielo
avanza
Sii voce
di madre
Sii forza
di padre
Sii quel che manca
Coltiva rose nell'abisso
E osserva
svanire
la spina
Di una vita
risvegliata
ormai
sempre più vicina.
Maculati duri pensieri
smarriti tra le note dei sospiri
occultati dal cuore alla mente.
Sorgono vigili alle viscere
che s’aggrovigliano al digiunar
dei morsi famelici
in fulmini e saette
squarciano in due
a scaricare nel mio mare in tempesta.
Onde di vite asfissiate;
m’arresto, dinanzi
all’orrore di tale crudeltà.
Sono le tenebre
diseppellite dal mondo
che riemergono per degustare
il sangue di innocenti.
D’aurora nera
s’imbratta
l’umanità indifferente,
l’untore
a ripeterne la storia.
Inerme al mio vedere,
si piega dannatamente l’anima mia
a queste verità irrisolte.










