Un passo, un passo
Questo cammino originato in una piccola valle sfregiata
Ha attraversato città e boschi.
Lavarsi i piedi nel mare e
Oltrepassare le montagne.
Cadere tante volte, rompersi
Le caviglie e perdere
Il senno.
Quasi arrivato ma prima
Voltati.
Sporco e a pezzi
Persone immacolate sono arrivate più lontano ma
Non sorridono, e come
Potrebbero, non hanno mai provato l’ebrezza
Di sfilare dei sassi appuntiti dalle proprie
Piante.
Accasciati pure a terra adesso e falli proseguire.
Un viaggio è tale
Solo senza destinazione
Ti prego, ascoltami, ancora una volta,
anche senza toglierti un velo,
devo parlarti
di come combatto tra onde smisurate
e della fedeltà impressa sulla facciata.
Ci sono tre cose da cui non voglio più fuggire:
una, di come sfoggi le perle
smontando la lenta trama dei sassi,
due, quando mi offri un labirinto
bevendo da un solo calice,
tre, quando leggermente storditi sentiamo i respiri acquietarsi
e possiamo reinventare altre folgorazioni.
Vivo male attaccato ad un amo,
poco movimento tranne l’attirarla,
così, ho imparato a saziarmi delle situazioni
disegnando statue di un bianco corrosivo
con gli occhi inzupparti d’imbrunire.
Dimmi se sono esauriente
nell’esposizione di una premessa
o della giornata dove palpo la dinamite nei muscoli.
Scatto foto con il freddo che dilaga
nella nodosità delle indagini,
se violo il cuore, poi rammendo gli orli.
Lasciamoci cullare
nelle nostre vite,
che parallele viaggiano
nei cieli rossi e volare,
respirare nella quiete,
mentre le speranze vagano.
Ora nella mente
i corpi si abbracciano,
lentamente, nel vagare
mete da respirare
posate per caso sulla mano
con i colori dell'orizzonte.
I nostri Giochi di rime
rimarranno anime
appese, alle pareti silenziose,
acerbe, maliziose,
nel lungo binario
in una vita senza diario.
Stillano lucenti dalle cineree nubi,
le amare lacrime del mondo,
bagnano scivolando sui miei capelli grigi
e rigano il mio viso trasformato dal tempo,
come un tempio abbandonato da chissà quanto.
Scendono dal cielo plumbeo i cavalieri alati,
a combattere l’oscuro e cinico nemico,
i camici bianchi e i volti nascosti e mascherati,
a lenire i dolori immani e spegnere i lamenti;
ma il ciclo dell’acqua è eterno come un dio
e crea un abisso che ci attira e ci sfida,
distrugge i sogni che ognuno ha avuto,
spegne i desideri accesi e gli amori ardenti,
come un vento adirato da inclementi dei.
Quanta tristezza scorgo nei tuoi occhi
dolce amica di tante e dolci tenerezze,
con i tuoi occhi celati dalla fuliggine del passato
e il viso sgraziato, ma sempre tenero e dolce.
L’ineluttabilità degli eventi regna sovrana,
in questo mondo dove tutto si confonde
e sprofonda le menti umane nell’oblìo.
Amico caro, penso al tempo che si dilegua,
penso a quando non udrò più il tuo suono
e l’armonia delle tue limpide parole,
a quel tuo modo di addolcire la mia esistenza,
pronto a raccogliere e asciugare le mie lacrime,
alla positività del tuo pensiero che sa sperare,
al tuo continuo nutrirmi di cose eterne,
come se la vita oltrepassi i confini della morte.
Impetuoso e rilassante nel medesimo istante.
Così è l'amore;
Fatica, sorpresa, gioie e pace del cuore,
Come onde al ritmo del pendolo,
ti porta avanti;
Ti sorregge, ti trascina verso il fondo,
Ma alla fine ti accompagna verso la spiaggia.
Aspetto l'onda che verrà,
Mi preparo,
Ma ancora in lontananza vedo la piatta calma dell'oceano.
e sta comprando una scala per il Paradiso.
Quando vi sarà giunta, se i magazzini saranno tutti chiusi,
con una parola lei potrà ottenere quello per cui vi è andata.
Ooh,ooh, lei sta sta comprando una scala per il Paradiso"
Led Zeppelin - "Stairway to Heaven"
Erano mille mille cicale grilli api e raganelle
- ridendo lei ascoltava impazzire l'estate -
Da Corte Felizzia o da altrove
in pianto nembo o in sole
mai ti giunsero le mie parole in grido
“La stella più luminosa è quella che si spegne per prima.”
(Jimi Hendrix)
Oggi che
la speranza
si dilegua inebetita
nel rosso del tramonto
(come una falena che vola
verso la fiamma),
la canicola
estiva
rallenta
la nostra ascesa
e l’orizzonte scompare
dal piccolo campo del visibile.
Ha risvolti malefici il mio sogno,
un intreccio amoroso estenuante
seguito da un ultimo viaggio
e da un pianto a dirotto.
Siamo prossimi
alla meta,
alla fine,
all’inizio della luce,
all’immediatamente dopo.
C’è solamente amore qui,
a perdita d’occhio.
“The story of life is quicker than the wink of an eye, the story of love is hello and goodbye… until we meet again.”
(Jimi Hendrix)
ho voluto cancellare il passato.
Mesti ricordi che si destavano
da un torpore inquieto,
li saggiavo con gioia inconsueta
in un presente che sembrava non esistere.
Attraverso la riesumazione di vecchi ricordi
volevo cancellare il rimanente corso
della mia vita,
ma le sofferenze che essi creavano in me,
in un continuo ed incessante confronto
tra storia e preistoria,
portavano la mia vita a trovare tragedia
in ciò che mi aspettava domani.
E il domani evolveva con la stessa rapidità
con cui esso andava ad associarsi ai ricordi
per diventare passato.
Camminavo senza spostarmi.
Una vita immobile,
carcerata nella mia mente,
godeva di luce propria.
Ho cancellato il passato
per evitare altre sofferenze,
ho commesso un tragico errore.
Nel mio continuo rifiuto
di associare la vita al mio corpo
ho reso esule il mio pensiero
ho distrutto le sbarre
che lo tenevano prigioniero,
immerso in un sonno profondo.
Ora vivo di solo presente,
ma come posso vivere in un antro di tempo
che per me non esiste?
Risveglierò il mio pensiero
e lo associerò al mio corpo,
riporterò i miei ricordi alla luce,
non vivranno più per sé stessi,
ma per altri
non cammineranno più
se io non camminerò
non vivranno più se io non vivrò.
solo il tempo
sale il vento
oltre l'onda.
Niente conta
solo l'amore
sale un sogno
verso il sole.
Dietro un sorriso
nascosta una lacrima
dietro la nebbia
non c'è la favola.
Niente conta,
realtà crudele
coinvolge il cuore
senza sapore.
Niente conta,
realta sbattuta
rabbuia la casa
una storia infinita.
C'è lo sconcerto
non può essere vero,
aprendo gli occhi
non è un mistero.
Scrollo le spalle
le tue storie bastarde,
rinnovate e stanche.
Niente conta,
la luce vince
su bugie vecchie
sempre più grigie.
Ti immagino che stiri,
e capisco che l’asse
che s’immagina tavola
aspetta quella perfetta.
Così m’immagino i paletti
della recinzione, con le loro
punte addolcite, scrivere
nell’intimità… della terra.
Di quel libro sottolineato
che un giorno mi prestasti.
Soffio via i trucioli come
vento tra i tuoi capelli
dal foglio, sperando lascino
l’onda perfetta delle parole.
Voglio godere
di ogni istante
inebriarmi di esso.
Voglio riscattarmi da quel tempo
di quando il pensiero
seguiva l’onda
di un veliero alla deriva
e dove la vita
era soltanto
effimera sembianza
che adesso prende forma
dentro un gigante
che la mente con fatica
riesce a contenere.
Troppo grandi
i frammenti
che incidono la carne
lasciando un amaro sapido
di momenti non vissuti
gettati a piene mani
nel baratro dell’orgoglio
che vanifica ciò
per cui vale la pena
di stare al mondo.
Ora del vivere
resta solo la pena
di non risalire più la china
e so che la vita
mi aspetta
in cima alla montagna.
Con le unghie dovrò scavare
il sentiero dalla terra
che coprirà la croce
issata sul talamo
del mio dolore.









