S’eri fiss
in di me penser
saltavi i foss
par long
e m’incorgevi no
da quant s’eri fess
ma ti fa ss-ilenzi
ingianò ma salta
la mosca al nass
e i nerv insèma.
Fuss ca fuss
la voeulta bona
ch’impari
a saltà i foss
par larg
inscì
ma bagni pù i pè.
cicogne volano spensierate,
colorano unite il cielo di speranza.
Piccoli da poco nati nel nido,
fanno i loro primi passi,
la mamma non li perde di vista.
Scoprono con i loro occhi il mondo,
donano ad ogni passo calore!
“La vita e la morte sono una cosa sola, come il fiume e il mare.”
(Khalil Gibran)
Vieni
con me, sola,
ieri oggi e domani,
giocheremo a cercare
le parole più belle
lungo il corso
del fiume.
A destra,
a sinistra,
sopra e sotto,
facendole assumere
ogni volta forme diverse.
Ovunque e in ogni momento
scioglieremo anche noi,
come colore, come lettere,
come lievi precipitazioni piovose
sulla pelle, sulla superficie terrestre.
Attraverseremo le rocce e i sassi
da dentro lo stesso fluire
del tempo,
come elementi
che si combinano
in un unico istante,
in un profondo respiro.
Non tarderemo a capirlo,
che anche il fiume e il mare,
poveretti, non lo sanno.
Da dove vengono,
e neppure
dove
vanno
.
“Nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l’uomo né le acque del fiume sono gli stessi.”
(Eraclito)
Quei ricordi di domani dentro le orecchie
il mare Frastuono di silenzi mai taciuti
Seduto su uno scoglio voglio restare qui, con i piedi nell’acqua.
Tra onde e alghe e pezzi di bottiglia
Messaggio mai letto
In un'altra lingua
L’acqua non oppone resistenza. Mi rinfresca il sangue scorre tra le mie dita,
Le mie orecchie e i capelli bagnati L'acqua bagna la poesia
Ombrelloni che riparano dal sole Luglio volgare
L’acqua non è un muro, è una strana sostanza
Si beve, si tira, e se zampilli alla fonte
Sei tutta d'acqua antica e trasparente è senza forma,
hai il colore del cielo Degli occhi di ieri Il sole illumina l’acqua e la rende trasparente.
Lancio un sasso, Fa cerchi concentrici Che invadono il sogno il mio buco nell’acqua
Come sempre E per sempre
Poi lo tappo con la sabbia Rimango qui.
Non voglio più stare con i piedi per terra
Non voglio volare Se non sbatto le braccia
Nella mia testa
È tutta una festa
Io amo l'opposto Buon Natale a voi Il quindici agosto
Tumulti sudati questa notte
nel sogno insonne ho dormito
sul tuo boscoso monte di Dea
poggiando il grigio stanco capo
nelle tue fragranze di vita morbide
nel buio vedo il calore della pelle
ascolto il canto del tuo pulsare
bevo la luce dei tuoi capelli e t'amo.
Eccola la mia anima,
Scriverti è sofferenza
di atti e di parole
concatenati insieme
a catturare l'attenzione
di un unico istante
di condiscendenza.
Scriverti è cognizione
del tuo penoso silenzio,
ignaro io falsamente
se mi leggerai
se saprai rispondermi.
Scrivo parole lievi
sussurri d'inchiostro
un po' sbavati
dall'incertezza
di povere lettere
disorientate.
Leggerai con la mente,
negando la vista
per la cupa soddisfazione
di disperdermi lontano
dalla tua indifferenza.
Scriverò fogli e fogli
col tempo bianchi
per l'insistenza mia
di condannarti d'ora
in ora al tuo pensiero.
D'un crudele smarrimento.
Giuro che non vomito:
per un ginger ale,
per una stupida festa,
per un girotondo sul ghiaccio mentre scivola l’ombra,
per la mia idiozia.
Non so, se sono uno che si taglia le vene
o le taglia,
se cala le braghe o la scure.
Sì! Io ho il bavero alzato come alcuni
voi l’avete immacolato.
Ho passato tre quarti della vita
tentando d’infilare la testa in una corona,
coi piedi puntati nella sua stessa direzione,
su una coperta corta
quanto la gonna.
Alla fine un taglio gretto di traverso
mi ha lasciato sera
col chiodo del dunque,
mentre si torna ai sussurri.
Sono al…terzo o centesimo?
NO! Meglio millesimo dettami,
sprono potenza o solo Giuda?
Impigliandomi tra l’abbigliamento ammucchiato.
Carnosa percorre tutto il campo
anche se è esteso,
là m’aspetta sinuosa
lasciandomi libero d’interpretare
con quanti baci posso conquistare.
Nonostante io canti di fotterla spesso,
lei vola semplicemente farfalla,
sopra l’erezione.
Segnando i dettagli
per non macchiare l’aria,
nel solito conflitto di due corpi.
Lascia che ti sfiori il mento
con la mano che abbandona i tasti
in questo sabato pomeriggio
di luglio inoltrato.
Delle volte può succedere che basti,
tesoro, quel che non è proprio un bacio.
Chiudi gli occhi, sarà un viaggio vivere
la normalità: quella di lotte al solletico
e baci sulla porta, di mattine incazzate
e mani strette… finché c’è da stringere.
…e stringi, stringi finchè c’è respiro.
Stringi forte amore,
ch’io non possa più fuggire.
Perché si resta in un abbraccio,
nei più dolci legami fatti di dita e sudore.
Perché
si è Alzheimer Parkinson
disturbando anche il sonno
di Huntington
perché tubercolava peste
di schizofreniche parafrenie
perché …
cecità non coglie
quell‘implacabile artiglio
del sordomutismo
che arti e voglie toglie
e viceversa
perché nanismo
di paget malattia
il morbo di buerger
la sindrome di cushing
perché …
Perché down, autismo
morbo di basedow
… lyme
aids (dove seppur appaia
non è ancor tutto risolto)
ma soprattutto
perché la maggioranza
non s’accorge della gran fortuna
che le è capitata addosso
e insiste
in forsennata ricerca
di decapitarla
… perché?
Tra le calle dei Navigli
riflessa nelle vetrine
tra le nude statue
vive ancora.
Poetessa del Novecento,
occhi immolati al mondo
che pavido ne rinchiuse
il corpo.
Fu donna che prega in Terra Santa,
pagana in una Grecia antica,
vestale dell’amore terreno.
Della malattia fece orpello
di coraggio, sorriso di malizia
immacolato
affronto allo scandalo.
Spezzano le catene
le parole germoglio di ricerca
restano intatte le idee.
Solo la follia di un cuore puro
genera bellezza.









