Moderni suoni lambivano i tavoli quadrati di quel bar,
ostello del pensiero,
rifugio dell'eternità.

Erano momenti nuovi che mi atterrivano 
che mi rendevano estraneo 
in quel loculo morente della vita.

Non sapevo districarmi da quel labirinto 
di tavoli e sedie 
di persone troppo comuni,

lascivi esseri dal senno scomposto in troppi frammenti 
perché io possa comprenderli,
nella logica esilarante 
che mi sono costruito su di colui che vive.

La morigeratezza che avevo perseguito 
era per me sinonimo di una forma essenziale,
inscindibile dal sublime 

unica via attraverso cui si può fuggire 
dell'ipocrisia del vivere,
triste suicidio del non lasciarsi morire.
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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

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Si che tu veda l’endomorfismo 
al quale la natura appartiene
o rimembri lo stupore del grande ignoto
sulle file verdi dell’aurora
non pensare ad una natura buona.

E’ quel bambino
che cerca se stesso
fra gli alberi e le foglie al vento
quella curiosità 
che rende eterno ogni momento,
l’innocenza crudele della realtà 
ignora la vita.

Ma ignara della nostra esistenza
ci accoglie
ed è come linfa priva alle foglie,
forse è solo vita
un limite senza confine
imposto in una corsa ardita,
l’amara sorte vince sull’uomo
Così come la natura attende
Il suo perdono.
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Profilo Autore: Entropḗ  

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Raccolgo quattro righe dal portafoglio

dall’insieme di vecchie foto incantate

di giallo e messe a fuoco,

dai soldi divisi nei vari saccheggi,

 alzo la fiasca di grappa e ruta,

 un sorso andrà di traverso.

Con due colpi di tosse

rido energico,

sprovvisto di quell’età concreta.

 

Mi prometto di farcela a prenderti alle spalle,

o in qualche modo,

pur di non stare al porto

tra reti infangate

 e il rompicapo delle ascelle.

 

Ho  un giubbotto in similpelle

sfregiato sul gomito destro,

forte di lanuggine per quel vento dispotico.

So fare mille lavori,

ma non di uno ho il comando.

Sulla barca ci sono nato,

 è un guscio di noce

veloce tra i canneti,

reticente sui salvataggi in mare.

Con stracci e catrame la rinforzo,

lo smalto acceso

dall’altra metà al remo.

 

Ti scruto sul terrazzato:

la tua schiena conosce le mie parole

che mai ti ripeto,

tra le cosce  condivido la verza

e quello che so catturare,

appena buio mercanteggio il tuo incipriarti.

 Dovrei ammagliarti? Ma non è facile.

I tuoi capelli m’avvolgono,

tentacoli di polpo,

ci perdo le mani e tutto il resto,

resistente come tua madre

nel profilo di tuo padre,

io in ogni stanza aggiungo un letto.

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Profilo Autore: dario moletti  

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Ritorno spesso

con la memoria al passato.

Un viaggio a ritroso

della mia mente

per capire chi ero

e chi sono adesso.

Reminiscenze

difficili da mettere a fuoco

velate

dalla patina del tempo

trascorso

rivendicando al giorno

quello che la notte

non mi ha mai negato.

Bruciavo la mia vita

all’addiaccio dei sentimenti

e amavo delle rose

solo le spine

che diventavano corone

sulla testa di re profani.

Ritorno spesso

con la memoria al passato.

Un viaggio a ritroso

della mia mente

per capire chi ero

e chi sono adesso.

Solo reminiscenze

nel baratro dell’oblio.

Sparsi frammenti

che non voglio più ricomporre

ed il figlio che ero

madre mia

non lo sono più…

adesso.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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nebbia sottile
con giorni tutti uguali-
da copia incolla
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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I cieli si scoloran come gote
d’un bimbo preda della febbre alta.
La luce del mattino non s’accende,
la notte avrà inibito l’alba.
Non sento il respiro delle onde,
il mare non sbadiglia né si sveglia.

Che strana primavera sto vivendo?

È colpa dei silenzi, qui dentro me,
di quel non far rumor per non distrarsi
nell'arduo ricercare il varco
di là dal quale planare sul sicuro
o, almen, sul meno incerto.

D’una Medusa della felicità,
se fosse, non guarderei il volto
per non restar pietrificato.

Mi basta il sereno ma...
riproverò a ispezionare l’antro.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Un immenso frutto chiamato amore

Dicono che nello sconfinato terreno della mente vengano piantati dei semi,
così prosperano, crescono e diventano alberi.
Quando i suoi frutti maturano possono risultare avariati, oppure vigorosi.
Sta a ognuno di noi curare al meglio il proprio raccolto,
per evitare di incappare in spiacevoli avversità interiori.
Ho sentito di un gruppo di persone che ha unito gli sforzi.
Dai loro piccoli raccolti ne hanno formato uno più grande. Il risultato?
Un immenso frutto chiamato amore!
Dicono che per guarire i malanni del corpo, la mente giochi un ruolo fondamentale,
ma di questo parleremo più tardi.
Torniamo a quel gruppo adesso! Merita ancora qualche parola...
Come contadini tenaci stanno perseguendo uno scopo:
tenere alto il morale, di un ragazzo forte come un leone.
Il suo terreno è stato colpito da una violenta tempesta
ma Lui è perseveranza, grazia e potenza (cocktail raro, visti i tempi che corrono).
Dicono che il suo carisma sia capace di compiere opere straordinarie.
In effetti un miracolo l’ha compiuto! È riuscito a unire quel gruppo affiatato.
Una sinergia lega tutti loro. C’è chi crede in Dio e chi nell’universo
“tutti per uno, uno per tutti”, si citano le frasi più osannate.
Eppure questo è solo l’inizio. Il bene genera bene,
le radici di questo terreno si irrobustiscono e penetrano nel profondo.
Questo accade ogni giorno, non solo quaggiù ma in tutto il mondo.
Basta osservare, basta guardare attraverso la cortina di ferro
basta acquisire una nuova chiave di lettura.
Alcuni la chiamano fortuna, alcuni la chiamano preghiera
altri, invece, la battezzano “legge dell’attrazione”.
Io dico che in qualsiasi modo venga appellata,
la positività resta il minimo comune denominatore.
Ed è questo il punto, caro leone.
Tu ci hai aiutato. Ci hai donato la tanto acclamata “chiave di lettura”
e per ricambiare il favore, abbiamo il dovere di darti una mano
per curare al meglio la tua energia vitale!
Quindi continua, continua, continua a lottare
affinché il tuo albero possa guardare il cielo e risplendere al sole.

 

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Profilo Autore: jostance  

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Disparate ipotesi

hanno solcato mari

alla ricerca

di nuovi orizzonti

 

tutte rientrate

disperate

 

orizzontali

alcune.

 

Acquietate

 

non tutte

si accontentano

di due passi

sul selciato

due calci

ad un pallone

dell’aria

e del tempo che passa

 

l’uno più uno

di certo

non manca a nessuno

 

e nell’acclimatarsi

scendono a patti

 

… o scelgono.


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Profilo Autore: ING BOWLING  

Questo autore ha pubblicato 452 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho vestito la villeggiatura d’ardimento.

Indossato mascherina, fatta la valigia,

e inutili schinieri per coprire l’estate

di tranquillità, e plexiglass sulla battigia.

L’Alta Carica, anche virale, ha spostato

dalla cappelliera il bagaglio sul garretto.

M’assembro solo sulla stuoia, ma paiono

aspidi le bilie del moccioso e l’amichetto

sul calcagno… pensare che l’operatore

turistico piuttosto infelicemente

dava per certo che col Decreto Rilancio

avrei avuto di che riposare placidamente!

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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T’investe i polmoni

quella gelida brezza 

che porta con se

il ricordo del mio cuore

la solitudine di un battito

fra le mura del mio corpo

accompagna il rumore sordo

del baratro

Cosa sono io...

Le sfumature palindromiche

della mia esistenza 

nel buio cosmico

dell’universo

Riecheggiano all’unisono

Cosa sono io...

Un eco disperso fra le increspature del mare 

al di là dell’orizzonte

Cos’è l’uomo...

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Profilo Autore: Entropḗ  

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Avanza timorosa

tra pensieri nascosti

e desideri impossibili.

Il mare è sempre in movimento

le onde raccontano nuove e 

vecchie storie di arrivi e partenze.

La  sabbia distratta indugia sempre

 nelle pieghe dei vestiti…

Le città aspettano in silenzio

il nuovo ritmo delle stagioni

e chi resta

non sa dove

guardare…

L’attesa dell’autunno

con il rosso delle sue foglie

non è mai stata cosi incerta…

i pensieri del sole

 volano verso l’alto

in cerca …

di un segnale amico.

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Profilo Autore: barbara tascone  

Questo autore ha pubblicato 44 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non è piacevole sentirsi come un'onda di mare che va e viene dalla battigia. Non è per niente bello sentirsi in bilico tra quel che credevi di avere e le incerte speranze di quello che avresti ottenuto e quello di cui sei sicuro d'aver perso per sempre e vorresti che tutto tornasse come prima.
Rimpianti? Nessuno. Rimorsi? Forse quello di fidarmi troppo delle persone sbagliate.
Scoraggiata? Si, ovvio. Ma non demordo.
Ho sempre lottato per ottenere ciò che ho voluto e ottenuto, mai nulla gratis, mai nulla mi è stato donato col cuore ma sempre con un fine, mai nulla mi è stato facile. Lotto ancora, anche se a volte mi cadono le braccia, anche se a volte tocco il fondo, anche se a volte vedo tutto nero, senza fermarmi un attimo per prendere fiato, perché è quell'attimo che mi fotte.
La vita? La prendo come mi viene... con sacrifici annessi e gioie quasi assenti.
Chiedo? Cosa? Perché, se poi alla fine ringrazio sempre e solo me anche quando non riesco.
A chi, che non mi fido più nemmeno di me stessa.
Fanculo a me, per tutte le volte che ho sorriso, di tutto il tempo che ho dedicato. Fanculo a me, per le volte che ho dato fiducia, per le porte che ho aperto. Fanculo a me, che ho dato tutto per scontato mentre lo sconto a me non lo ha mai fatto nessuno. Fanculo a me, alle mie scelte, alle mie decisioni, ai miei pensieri, ai miei dubbi. Fanculo a me e a queste lacrime maledette bloccate in fondo al cuore. Fanculo a me e alle onde del mare, alla battigia monotona, alla brezza ingannatrice, ai tramonti ammaliatori, alla sabbia bollente, al sole cocente. Fanculo a me e ai miei piedi malati, alla mia schiena rotta, alla testa che mi scoppia, al cuore che si spacca, al fegato stantio.
E fanculo anche a te che mi hai distrutta!
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Fra albe e tramonti
si susseguono i giorni.
Inarrestabili
e implacabili
nel loro divenire.
Sembra solo ieri
che sognavo
traguardi impossibili,
lontani nel tempo.
E quali vittorie
quali trofei
ora giunto, mi aspettano?
Solo il voltarmi
e gioire...
O morire di ricordi!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Avanzano
colli di ginestra agli occhi

luminosi sentieri
e vigne pampinose

là ...dove l’aria prende e riempie
di sorelle querce e 
affreschi polverosi
di grano al sole .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Persiane chiuse, 
asfalto bollente, 
bibite ghiacciate, 
aver nostalgia 
della neve.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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