Era un giorno o forse sera
che ti ho sentita nella mia vita .
Infinito il desiderio nelle notti
il cambio delle stagioni
la luce flebile alla finestra
i suoni e i suoi rumori .
Infinito quel crescere
quello sfarfallio
quegli occhi danzare il battito .
Quanto ti ho amata
e quanto ti amo figlia mia
ogni sillaba sugella poesia .
Piena del tuo ieri
vivo l'oggi come una fonte di fiume che affresca il mio tramonto
appoggio il viso ai vetri e guardo il mare confondersi con il cielo
cosi che anche io mi confondo
stringendo l’amore tra le mani
costellato ieri .
attaccato ad un flebo,
occhi socchiusi,
piccolo eroe é colui
che giorno per giorno
lotta contro il male:
male fisico,
mentale,la sofferenza
ad onde,
guardare il cielo
da una finestra,
il passerotto che cerca
briciole,
contare le ore in attesa
di visi cari....
L'amore gira malinconico stridendo
Sul piatto del grammofono ottocentesco
78 giri di testa supino sul sofà
Gli occhiali appannati dal cambio di calore
Mi rendono cieco d'amore
78 giri in macchina in poco più d'un mese
Per raggiungere il castello grigio
Per spostare vinili scritti e criptati
78 giri gira intorno al suo foro così come gira il mondo
Il vinile sotto il sofà dopo vari giri per la stanza
Mi sdraio cogli occhiali ancora addosso
A sentir insincere parole d'amore
Un unico grande difetto
la libertà coinvolge,
risulta troppo,
troppo pronta all'abuso
... è umanodipendente;
han ragione i sadomaso,
di metter tutti guinzaglio a mano:
sado ad aver da far di solo sodo
maso ad evitar di farsi male
e che dir dell'uguaglianza,
anch'essa di molto non si discosta
dall'aver il suo gran difetto
nell'umana ripartizione in classi,
ordine, stato, grado
ceti, caste, ceste
d'ambienti d'esse e d'esser abbietti
e le loro vie di mezzo.
Ma può esse' non ci si adatti?
Per via del poi ... del "beati quelli
che poi saranno i primi"
e tutti ... a voler esser ultimi!
Anche fratellanza è di famiglia
nel gran difetto:
troppo vicina, la parola,
ha sapore di parenti
e nessuno ... ama gli striscianti.
Ma i serpenti sì,
loro possono esser come fratelli
... liberamente uguali.
Il suono che non ho sentito
il colore che non visto
oh che melodia meravigliosa
che tinta stupenda.
Leggo quello che non ho scritto.
Belle le persone che non conoscerò mai.
Credo sia questo l'infinito.
L'angelo immaginato,
La pioggia mai caduta.
Quello che non ci siamo detti
l'altra sera.
Il posto che ho sognato
quanto era vero il suo odore.
Mia madre che non ha fatto a tempo
ad invecchiare.
Credo sia questo l'eterno.
Quello che resta non rimanendo.
Quando il tempo non è più un regime.
Il quadro che non ho dipinto
ha una bella cornice
che non ho comprato
in un negozio dove non sono stata.
Ma non era tutto finto.
Era solo altrove.
impaurito di luce
ci siamo stretti
nell'infanzia di un bacio
d'un amore che trema
nel credo che illude
discendenze
vestite d'assenzio
Tu il mio Oriente
di libera aria
sei il tempo
di un ciliegio
Col candore
del suo vestitino
e i lineamenti sottili
la poesia
quando viene al mondo
in tanti le appoggiano
i loro pareri delicati
a piè di pagina.
Quando invece
a venire alla luce
sono i racconti…
la mia matita ha l’indelicatezza
di lasciarvi orfani di carezze.
Il racconto vive
di attimi stantii
in calce ai suoi giorni.
Lo senti… è l’universo, quello
a margine, che se ne frega.
…nel piccolo laboratorio sotto casa, pensando pensando mi si fredda la zuppa
di parole,
scelgo quelle che fanno
rumore,
quelle che attraverso
le parole fanno compagnia
a qualcuno,
quelle parole
che promettono senza scrupoli.
Fiumi di parole,
un modo per dire:
Hai finito?
Bene, andiamo avanti
a oltranza da dove siamo ora,
da adesso!
Amarti come se fosse mattina,
dove il sole ancora addormentato,
inizia ad inondare i campi
all'aurora.
Amarti per quello che sei ...
così, solo guardandoti,
senza poterti toccare,
ricordando la tua mano,
ricordando le tue braccia,
ricordando ogni piccola cosa
che era rifugio e calore.
E mi basta sapere che
per un attimo il tuo pensiero
mi sfiora, per poter continuare
questa strada da sola.
E mi basta il ricordo
di un sorriso che era
forse la più bella delle luci
del mattino.
il suo nido sta andando in frantumi,
per il mondo è già un triste presagio,
non si odono canti, né dolci profumi.
Fiumi di lacrime gonfiano il mare,
nel celo la pioggia si tinge di rosso,
la rabbia nel corpo adesso mi sale,
come un cane a cui rubano l'osso.
Torni l'uomo al suo ruolo reale,
col pianeta, in perfetta simbiosi.
Questo mondo è malato e sta male,
ci scolla da dosso, perché fastidiosi.
le auto della domenica,
lasciando scìe rumorose
sull'asfalto grigio.
Grigio come il cielo,
grigio come la stanza,
dove si affaccia
la piccola finestra.
Indugiano i Pettirossi
tra i rami spogli
e i frutti appassiti.
C'è aria di tempesta
nell'acceso duello
tra due gatti,
mentre un cane,
pian piano si allontana.
Impavide vecchiette
sfidano la pioggia
a colpi d'ombrello,
cavalcando...
incerte biciclette.
La messa le aspetta
e passano veloci.
Scappano... i gatti.
Fiumi di parole, gocciolano
dai fili del telefono
mentre passa un aereo
e un Picchio da lontano
batte il tempo.
Dalla casa di fronte
il camino, disegna
segnali di fumo.
Fa freddo e pioverà!
Forse fino a sera.
Il mattino si svela alla coscienza
impaziente di conoscere il mondo
Ci sarà tempo per la verità così difficile
Ci sarà tempo per visioni e indecisioni
Eco di passi nella memoria che apre i passaggi
Dove non fummo sconfitti ma continuiamo a tentare
a vivere, a cercare le opere e i giorni
che sfuggono dalle nostre mani
l’eco delle mie parole nei tuoi pensieri s’adagia
dolce ed infinitamente soffre.
Effimera apparenza
vestita esteriormente
in ricchezze ed effusioni
di pretesa bellezza
frinire estivo
d'una cicala cieca.
Canti chi puote
e fortuna plagi, sì
che non si scanti
e cambiando strada
vada tra la natura
di campagna in compagnia
d'anime solari
a cercare l'armonia
e compiacersi
in verace vezzo.









