… e poi sei arrivata tu

che hai riempito i miei occhi con la tua bellezza

che hai dato un motivo alle mie mani di esistere

prima di toccarti credevo servissero anche ad altro.

 

E poi sei arrivata tu

che con i tuoi passi tracci il cammino nel mondo

semplicemente

impronta dopo impronta

così che io possa seguirti

mentre strappi dal mio petto sorrisi

senza volerlo, senza che ce se ne accorga.

 

E poi sei arrivata tu e per la prima volta mi sono domandato

quanti battiti del cuore abbiamo a disposizione?

Sarebbe bello se potesse fare -lui, il cuore-

andata e ritorno

come quando si carica manualmente un orologio

all’andata si riempie la vita di giorni

e al ritorno si riempiono di vita i giorni.

 

E poi sei arrivata tu…!

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Profilo Autore: Elvezio  

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Ora fammi tua...
e lasciami tremare

in ogni tuo respiro.
Lascia che io muoia
nel intenso sapore di un bacio
che percuote l'intimo...
p
rovocando ansimanti
sensazioni indelebili.

Toccami... toccami dove
nessuno ha mai toccato,
dove nulla sa di timore.
Suadente, invitante
il tuo sudore.
Ammaliante veleno
il mio desiderio di te.

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Lingue di fuoco
si spezzan nell'aria
M'intingo in un mare
di nero di china
Ascolto fragori
di scatole vuote
seduto su sassi
corrotti dal muschio
Mi perdo in un bosco
tra foglie ammucchiate
sudate e seccate
che virano al ruggine
Sciorino i pensieri
su fili ideali
raccolti in rosari
sgranati nel tempo
Rumori felpati
concludono il giorno
e nel buio che incede
raccolgo i miei cocci
richiudo il mio guscio
ed aspetto il domani
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Se abbandonassimo l’idea di credere

che il diavolo sta nella breve pausa

di una virgola, le idee smetterebbero

forse di indugiare negli interrogativi.

I pensieri in sosta, o solo nell’intervallo

di un’esclamazione entrerebbero, forse

anche se titubanti, tra le caporali…

sognando un punto fermo dove riposare.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Questo pensi sia amore?
Di star lì fino a che lui muore?
Sol perché il testamento te lo impone?
Di star ferma rossa come un lampone?
Di unirti alla congrega delle suore?
Per non farti più rubar il cuore?
E da lampone passi alle more?
E scordar l'amato per esser migliore?
Ma diventi coniglio più che leone?
E i santini non si pregano dalle icone?
Non riesci a scusarti col Signore?
E vorresti esser sostituita da un clone?
Pensi perciò che questo mondo sia dolore?
Con furore?
E nemmeno la più dolce canzone?
Ti potrà mettere in discussione, ciò che pensi sia amore?
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Profilo Autore: Carboluka  

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Mi sveglio con il tuo respiro
dentro i miei occhi
sul mio volto.
Parole viaggiano
raggiungono
sogni morti all'alba
di un giorno qualunque
dove la malinconia
magari riconquista la felicità.
L'ombra della paura
di perderti frena il coraggio.
Scopri il conforto
di chi ti sta accanto,
di chi ti fa sentire viva
anche solo con un abbraccio.
Ritrovi la grinta senza sofferenza.
L'unione del cuore risplende
prosegue consapevole
che gli ostacoli si possono superare.
L'immagine può contenere: cielo, nuvola, crepuscolo, albero, spazio all'aperto e natura
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ribelle all'acidità del tempo

in cui dovrò specchiarmi ancora,

continuo imperterrito a sognare

e non per questo chiamatemi vigliacco.

Chiamatemi vigliacco quelle volte

che mi vedrete impallidito e muto

senza la forza di reagire un po’

alla richiesta che d’affetto preme.

Continuo a sognare

scordando performance dell’oggi

mentre i respiri vorrei sentire

nascosti nel cuore della baldoria.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Non si può dire, che avesse
conoscenze.
Forse erano passaggi
labirinti muti dove riflettere un buongiorno
una coincidenza di vedute.
Più volte sentirsi pronunciare il nome
dall’anonimato di ombre discorsive.
Scherzare pure, solo per scherzo
avendo malinconia da tagliare con una lama.



L’hanno visto su una bicicletta
andare incontro all’autunno
con la barba più chiara e lunga di sempre.
Forse il vecchio e il cielo erano in sintonia
esclusiva, nel clima inquieto delle chiese vuote.



E laggiù in fondo - in apparenza fondo
c’è da sempre un arenile di perle;
hanno detto
si è finalmente disteso
dove i fuochi dei pianeti, ricominciano.






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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ho scoperto che a Bolzano
ce l'han quasi sempre in mano,
mentre quelli di Torino
ce l'han tutti piccolino.
Ci son anche i Bergamaschi che
le palle han come fiaschi;
vengon dopo i Genovesi
che lo usan sol tre mesi
mentre quelli di Livorno
voglion metterlo nel forno.
Carraresi e Fiorentini
non ce l'hanno proprio mini
Milanesi e Mantovani
poi si lavano le mani.
Quelli poi di Castrocaro
ce l'han tutti molto amaro
Sia a Pisa che ad Arezzo non
s'intendono sul prezzo
ma a Venezia e Mondovì 
se lo menan tutto il di'
Ahi ahi ahi, comunque sia
qui la vita è un poco agra
...quasi corro in farmacia
e mi compro un po' di Viagra
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Attimi d'oro attesi
restano su carta...
nelle menti, nei cuori.
Il nuovo, il bianco
ed i palpiti in balia
di sorrisi e gioie.
Bouquet di fiori
dall'odor d'arancio,
dolce profumo che
accompagna la sposa
su quell'altare magico
dove un "Si, lo voglio"
le ha cambiato la vita.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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I pargoli per le strade
 Per i vicoli
  In piazza
   Ai giardini
Sol per veder
Una palla che rimbalza
 Ancora, ancora,
  Ancora e ancora
E non finisce mai
    Tra i piè lor
Di tonfar per terra
E di volar nelle nuvole
 Basse, ai palazzi
  Alti, sin a piano terra
Per quella bella
Gioventù che,
Eccitata,
Va a vedere
Una palla che rimbalza
   Ai giardini
  In piazza
 Per i vicoli
Per le strade.
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Profilo Autore: Carboluka  

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Nell'amore che manca

annega la vita.

Fiducia

è la prima che affoga

nell'acqua alla gola.



Glielo si legge in viso

il doppio del tempo

pel tempio chiuso

e reti

sempre nella porta sbagliata.



E più di qualcuno gode

a vederli nascosti

tra le gole della terra

... figli di un altro dio

quell'occhio

che non vede, il resto



conscio e indifferente

passa pilato su golette

a prendere il sole steso.



Candide e profumate mani

di tintarelle che costano vite

però, di altro portafoglio



per un rossore che

sprofonda nel marrone.


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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Nel fare la nostra casa

avrei voluto un caminetto

perché da piccolo le famiglie felici

le immaginavo sedute intorno a un caffè

caldo con il fuoco che scoppietta,

mentre fuori un vento gelido taglia l’aria.

Non ne so molto sull’amore… ma credo

abbia a che fare con un camino acceso

che ti aspetta a casa, Vecchioni, i bimbi

dentro le diapositive e tu che commossa

mi sorridi come un buon libro da leggere.    

Come un fuoco caldo, e le cose belle

che ti devi guadagnare.

E soprattutto di cui ti devi prendere cura.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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<Ciao, ti ricordi di me?
Ci tenevamo per mano, un giorno,
in lunghe passeggiate tra anime e cuori,
viaggiando nel pieno di noi due.
Ti ricordi me?
Sono quella dei lunghi abbracci,
dai baci teneri e delle carezze sentite.
Come non ti ricordi?
Ci guardavamo negli occhi
e ci perdevamo nell'infinito,
sfidando il mare, il sole e la luna.
Vedi bene, forse sono rimasta li...
dove mi hai lasciata tu,
in un ricordo, per non soffrire.
Come fai a non ricordare!
È impossibile!
Eravamo la radice delle aurore
che entravano dalla finestra
del nostro focolare, colmo
dell'odore dei nostri corpi
che nella notte prima s'eran fusi.>
Abbassi gli occhi per non guardarmi,
abbassi le spalle per non sussultare,
abbassi la guardia ed approfitto di nuovo,
chiedendoti con le lacrime agli occhi:
<Ciao, ti ricordi di me?>
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Sotto tutto vostro.
Delle vostre esili ombre
miseramente arrese ad una finestra aperta.

La lampadina zampilla luce,
presto un ultimo getto fatale.

I grandi, intanto,
dondolano di sotto in cigolii perversi
di poltrone storte e sbiancate.

Sono piranha che incattiviti
mangiano l'aria intorno e il loro mare sporco
solo perché da salmoni
sono morti controcorrente.

Ed io sono vostro, finché notte sarà.
Porgo le mie braccia disossate
come nastri al vento di ragazze a Pasquetta
lungo il terrazzo
di un mare non ancora pronto
per fare mezzanotte.

I piccoli giocano anche loro,
sotto al cuscino collanine di denti
che si sogneranno per vent'anni;
davanti serie televisioni
di angoscianti Platinette
da sentire in dormiveglia.
Eppure ridono come noi si russava.

Un respiro profondo
è la setticemia nel corpo della malattia.
Un sangue avvelenato
che non può più avvelenare.

Un respiro profondo è il sollievo
dell'eviscerato.
Vedo un macello, non più il macellaio.

Sono vostro mentre tremate
e lasciate che cadano i quadri.
Una festa, seria, mi segue
e mostra un sorriso raccolto.

La sto sudando questa ansia da fotogrammi.
L'occhio è un pendolo senza ipnosi.

Sono vostro. E non lo sono più.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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