affiora il tuo ricordo,
tra quest'acqua che
scura, non più scintillante,
diventerà poi ghiaccio.
Ad Igor,
che amava
il mare e nei suoi abissi
si trova,
lancerò
tra onde, fiori:
chiederò invano
all'immensità
di te.
Nell'indecoroso atto'l beccheggiar,
Che le risorse stavan a essicàr.
Ingordigia la tolse dal pollaio.
No lo vide 'l ladro del vaso l'aio
Si stette lì al tubo boccheggiar,
Che 'l morso di fam' non si fa notar.
Negligenza a la prole tolse un paio.
I peccati criminosi trascurano
Dando il fio ad altrui pella lor colpa
Chè non prendono'l fatto dalla polpa.
Ma pelle forti le lezioni imparano
Se nonché d'uno rotoli la testa,
Gira li oculi e col piè la calpesta.
Grande Nikola Tesla di Belgrado,
qui noi tutti ti abbiamo amato,
grand’inventore, grande scienziato,
all’Europa il cuore hai donato.
Celebre mente illustre di tutti i tempi,
il nostro cuor d’amore ci riempi,
hai rivoluzionato tutta la tua era,
hai scoperto quel ch’ancor non c’era.
Uomo che cambiasti radicalmente,
la storia della scienza con la mente,
grande tenacia e nuova tecnologia,
erano per te realtà senza magia.
I tuoi viaggi tanto t’hanno ispirato,
insieme alle tue idee han lavorato,
ogni tuo appunto così com’era,
per l’Unesco gran patrimonio era.
Quell’esistenza tua tormentata,
sarà di certo sempre raccontata,
con tanto di cappello, onore e gloria,
è stata la tua vita grande vittoria.
si ribellano
a questo
freddo inverno senza luce.
Mi avvolge
il ricordo delle tue carezze
dei tuoi abbracci.
Combatto fra tristezza
e speranza
di raggiungere
quel giorno d'inverno
dove il sole scioglierà
la neve dal cuore.
Ho bisogno di distruggere l'odio
e dell'amore per rendere felice.
a tirare un sospiro di sollievo
che la vita ti propone un nuovo inferno.
Mi chiedo
quanto ancora devo amarla
per sdraiarmi sull'amaca duratura.
E mi sfida
lungo i solchi più depressi,
tra pareti dove appigli sono assenti.
E la sfido
penetrando nella bruma
mentre già mostro gli artigli.
per scandire quella parte di te
che da me ti differenzia.
Incosciente sei, di ciò che fai.
Giocoliere d'emozioni.
-
Tu, poeta da quattro soldi...
mi hai barattata per i tuoi versi
dove lune, tramonti e mari
rispecchiavano i miei sensi.
Hai schernito le mie emozioni.
-
Tu, sai, che meravigliosamente
adoperi parole mirate al cuore
dannatamente ammalianti...
ed io che ci son finita dentro
fino a perdermi per poi ritrovarmi.
-
Tu, donatore di sogni proibiti,
illusioni di lusinghe maligne,
invadenti nell'anima e mente...
mi leghi a te stringendo più forte
per poi allentare di nuovo la presa.
-
Ed io... perduta, t'assecondo,
maledicendo la tua pazzia
che colpisce dritta al petto,
impietosa e crudele ma...
amante perfetta di ogni mio pudore.
Vidi l'infinito
E i raggi rifratti del sole
Sembravan stelle sulle tue pupille.
Nei tuoi occhi blu cielo
C'erano anche sfumature rosso chiaro
O rosso sangue, sangue
Che forse hai visto.
Mentre continuavo a guardarli
Mi sovvenne una sensazione,
Non quella dell'amore,
Ma non avrei potuto darle un nome;
I tuoi occhi son speciali,
Quasi m'ipnotizzano
Sul punto di farmi pensare
Che la vita sia una futile questione.
Mentre li ammiravo
Vidi la tua paura, la tua angoscia
E capii che erano come scudo
Per quel ch'eri veramente:
Mentre continuavo a guardarli
Mi sovvenne la sensazione
Che quello non fosse amore
Ma terrore e depressione!
E quando compresi era troppo tardi,
Cercai di distogliere lo sguardo
Ma i tuoi occhi divennero rosso sangue,
Sangue delle vittime che hai mietuto.
Alzasti le braccia
E ti aggrappasti ai miei fianchi;
Mi guardasti negli occhi
Ed io non potei non ammirarli.
Stetti lì per non so quanto tempo
Pensando a cosa mi sarebbe successo,
Come in una stazione
Dove il treno non viene a prenderti più.
Ma nei meandri del pensiero
Vidi una lucina in fondo al tunnel di silenzio
Una piccola ma potente, tutta bianca
Benevola, quasi il niente!
Mentre continuavo a pensare
Mi sovvenne un'altra sensazione,
Non quella precedente,
Ma di speranza, unione, passione!
E con il cuore ci provai...
A poco a poco uscii dalle segrete
Del pessimismo e da quell'idea
Che mi sussurrava "tu morirai!".
Mentre mi allontanavo via da te
Mi voltai
Non per un apparente motivo,
Solo per curiosità.
E allora guardai nei tuoi occhi
E vidi l'infinito,
Ma non c'erano più le stelle
Soltanto il vuoto... incompreso...
il suv nero lungo la sponda
la palude affonda,il flebile frullare le ali.
Tutti uguali?
Basterebbe un appello di Vasco
e i cappellini si rivolterebbero
Mannarino,Ferrotiziano,il poeta Catalano, Ligabue
dovrebbero, dovrebbero.
Sul borderò la cover band
depenna i pezzi scomodi,
solo questione di minutaggio,
il coraggio che abbiamo nel naso (dice De Sfroos)
le frequenze del canale quattro
nelle case degli anziani
avranno fatto più danni degli uragani,
con gli ombrellini cinesi nella testa.
per cancellare la stanchezza
e gli affanni .
Trucchi le labbra di rosso vermiglio
per ammorbidirle
dal veleno sfiorato .
Trucchi le guance
di cipria speranza
per nascondere dei segni
l’abbondanza.
Strenne di lividi viola
anziché rose
vivi DONNA
respira ancora!
Per tutte le parole che hai ascoltato
per tutte le lacrime che hai versato
per le emozioni annientate
per la quiete che invano inventi
per l’adorazione
che raccogli e senti .
Nasci e muori senza fragore
poliedrica rotoli
nel contesto del suo malato amore
lui scommette e punta
improbabile è la vittoria
non paga
non perde
non rimane sospeso
con una sola mano
sferza un colpo
e ti schiaccia alla parete
ti accasci , sanguini stremata
e ti adagi
come una coperta stesa.
... e in un minuto, in un secondo le tue lacrime
commuoveranno il mondo.
Gli uomini,
spesso,
in questa società fetente,
sono come i chicchi di caffè,
prima o poi vengono schiacciati,
sfruttati,
usati,
fatti ballonzolare e correre,
a più non posso,
dalle mode e dai condizionamenti;
rischiamo solo di essere macinati,
meglio ribellarsi,
fregarsene,
non muoversi,
stare in disparte,
non accettare,
fare di testa propria,
sempre meglio,
che essere,
solo chicchi di caffè.
immensa,
segnata,
sofferente,
offesa,
delusa,
abbandonata,
rubata.
Anima bella,
tenera,
dolce.
Sole dell'universo,
percorri
vie tortuose
ripide,
spinose,
guardando in avanti.
Il tuo coraggio,
la tua determinazione,
il tuo orgoglio,
stupiscono
il mondo intero.
Donna,
sei fiore
cresciuto su terreno
roccioso,
scivoloso,
fangoso.
Grazie a te, donna
per il fatto stesso
che sei... DONNA!
in me ancora dimora
si fascina
con dimenticate superstizioni,
viene strappato al buio,
dentro ai tumuli,
celebri di sacrifici,
ammaliato da colori
e profumi nuovi,
meli in fiore,
radicati su terre verdeggianti,
spinto dalle eteree mani
dei suoi abitanti.
Il tempo è reciso
nei reami dell'oltre,
ove agli schiavi
è impedito entrarvi."
mi debilito tra le lenzuola avvolgendomi,
con il sapore ancora in gola di te...
che sa del tuo audace calore d'uomo.
Mi distraggo dal tuo imperterrito volermi,
sottraendomi da queste mani mai stanche
che ancora cercano pieghe e pelle mia.
Sei un treno in corsa senza freni.
E ti riscopro come amore sbocciante.
Impavido volere mio contro la brama tua
si incontrano e si scontrano nell'amplesso
di essenze che hanno sete dell"ancora".

Ed io che ti osservo dalla Terra









