ma tanto vicine al cuore.
Una lettera da leggere,
come una volta,
a testimoniare il sentimento,
il voler vedersi,
aspettando giorno dopo giorno,
le settimane
che li separa.
Tra sorrisi e magia,
il rumore del treno,
si ferma alla stazione.
Per mano una coppia
si bacia
con passione.
Gli occhi brillano,
il tempo si ferma.
Ora accarezzo la tua pelle
con il mio amore.
Dalla sorgente
come un fiume
scorre perenne la vita.
Noi
a tuffarci in lui
in suoi punti imprecisi
prima ... o dopo
- ma non oltre la foce
già grande mare -
né nord, né sud
ovest, est
... nei loro colori
ad ergerci o sotterrarci.
Noi, non unica
ma, vera e variopinta guida
del nostro breve tragitto.
Perplesso sulle zavorre
io eviterei
di non imparare a nuotare.
il lago colmo di luna
e mi assopisco
al suono sincopato
di un tamburo
penetrando la notte
con la forza dei miei sogni
e vedo scorrere uno scuro fiume
tra gli stanchi salici piangenti
finché l'alba ad est
svela il suo corso lento
e un sole forte sale
ad accecare il mondo...
... presto, datemi una nuvola
a spezzar le ore più soleggiate
...che una strana malinconia
piano
già
mi assale...
Alberi nasceranno in inverno
Più belli di quelli primaverili
Di frutti proibiti
Dai fiori della nostra neve.
Margherite sbocceranno
A gennaio, neve da puntini gialli
Sembreranno sul bianco tappeto
Onde l'erba si rannicchia fredda
Come in letargo.
Nei prati di chiesa
Fiocchi nasceranno d'estate
Più candidi di quelli invernali
Ma di calda tenerezza
Dalle sagome più varie.
Volpini usciranno
Ad aprile dalla loro tana
Stirati e mimetizzati tra arbusti
Sempreverdi ed autunnali così alti
Da toccare le nuvole basse.
Società che disprezza sé stessa.
Io che sono incluso controvoglia in un circolo vizioso di stupidità, violenza e idiozia e sembrando tutto ciò che disprezzo.
La poesia mi salva e mi distrugge.
Le critiche mi salvano e basta.
mi voltai, ti vidi, t'ascoltai...
la voce tremò,
le mani si sporcarono
di quel velenoso amore.
Dove si fermava il tuo fiato
iniziavano i miei brividi.
Vortici di passione
ci avvolgevano intensamente
dove le emozioni e gli spasmi
nascevano e morivano.
Divorammo tutto di noi.
Mal sopporto la quiete
Che m'avvolge
L'ovattato tumulto
Fuori dalla persiana
Non mi smuove un po'
Procedo lento
Al mio piccolo seggio
Chè le gambe ricordano piombo
Grondaia sottile non aiuta
Gocce di grandine pullulano
Dal grigio ciel'...
Nella mia materia grigia
Un sol ricordo mi sgombra
La mente: il tuo.
in un posto dove le
granate non ci sono più.
Ha visto deserti ed oasi,
ma non si è fermata,
ha attraversato il mare,
senza voltarsi indietro.
Adesso sta su una nuvola
ed abbraccia il cielo.
Io solo son rimasto
in questo inferno umano,
a volte bevo per dimenticare,
ma la guerra chiama,
devo andare...
Alle ombre lunghe si dispiega
redige affusolate dita e mani non umane
a spremere la nuca in un coniugio amaro.
Trascina a seni di vittoria il coccio
al varco, cavo d’inguine e spina
sì che rappreso a Dio si affaccia
cieco ghiaccio. Un amuleto bava di carogna
mora d’Oriente ostenta e il labbro altero
fa anestesia all’oblio di amore-morte
la perla aplomb luce assassina
per l’ostia delle palpebre.
ho confuso i giorni
vivendo in una stanza vuota
con le serrande abbassate
sdraiata sul molle pavimento
affogavo e riemergevo
senza mai fine
Ho afferrato
occhi, mani
piccoli sogni
che sarcastici e crudeli
mi giravano le spalle
Poi compresi che
l'unico gancio
ero io
Essenza antropomorfa,
legami con le tue gesta
infilami l’artiglio nella carne
profanando il mio volto assorto,
le pupille dilatate dall'amore siderale
di un universo confinato nell'incuria umana.
Un’apocalisse collettiva di falene ghiacciate
incombe con estasi nella mia gola d’animale,
sto bramando in attesa di una tua consolazione,
calda come il palmo dell’ombra disorientata
in cui sono tramutata ora,
eppure replica solo e soltanto lo sfortunato eco
di un essere umano dall'animo sfigurato.





