Quello che sei
In questo schifo di paese,
non ti accettano mai,
per quello che sei,
per quello che dici,
che provi,
per te stesso;
la società da cesso,
in cui viviamo,pretende sempre qualcosa,
di cambiarci,
di condizionarci,
di manipolare le nostre vite,
di incanalarci tutti,
verso il conformismo di sistema;
è tutto un letamaio,
dove bene o male,
ci tocca vivere nostro malgrado;
specie la società italiana,
è ipocrita ,retrograda,
datata,sorpassata,
arcaica,
meglio perderla che trovarla,
tirare l’acqua,
e cercare libertà.
si creava l'atmosfera magica...
e nella quiete di quel cielo
piccole onde danzavano.
Sussurravano esili melodie
su cui poter immaginare l'amore.
Inalavo il profumo del mare
sentivo la sabbia sospirare.
Presi delicatamente tra le mani
una conchiglia col suo frutto,
l'adagiai di nuovo sulla battigia
e pensai; lo spettacolo più bello
è quello che ci è stato donato
e che l'uomo ha mai lodato.
Il mare, il cielo, la terra
ed il silenzio della natura.
Eppure questo respiro malato
di un dolore nemmeno mio
mi invade il cuore con dolcezza
e perfino un brivido sottile.
Come se tutte le guerre
da combattere mi appartenessero
E tra i vivi intorno quanti morti
quanti fantasmi in cammino.
L'ebbrezza di questa decadenza
che tu non potresti mai capire
mi seduce l'anima
e porto al petto il fiore appassito.
Perché resta bello,
resta un fiore
nonostante tutto.
La fine è una parola vera
solo per chi si sente spacciato
dall'inizio.
Baci al solstizio,
chiaroscuro d’anima
stipato in brina d’inverno
ed un cielo in declino
gioca coi giorni capovolti
del mio eco scucito.
E ripenso
ad un apostrofo di garofani
taciuto al mio silenzio,
ad un carillon di sguardi
planato sui meridiani del petto:
assaporo il tuo respiro,
sazio neve d’infinito.
La mia Coscienza brilla di luce propria,
oscura luce,
nel buio delle miliardi di sinapsi
incatenate col ferro
battente, pressante,
saldamente aggrappato
che vibra al calore
dei miei pensieri
incutendosi
Come grappoli di cenere
le paranoie si perdono
polvere dopo polvere
nell’ossigeno filtrandosi,
e si spezzettano
e si uniscono
e si legano
e si disfano
e si tramandano per regioni,
stati, continenti,
e per l’universo
fuggono
C’è del marcio in me
che m’uccide anche
l’essenza
e tale ‘sì funesta fine
abbracciar
mi fugge come idea
Non dimenticare che la poesia
di una eterna follia
impavida si avvolge
nel suo scialle
romantico lei
come nessuna al mondo
può darti quel che vuoi
la senti, vive
dentro di te
E'sola, quando ti vede
sa emozionarti
non ti fa sentire sola
scalda il tuo corpo
e cancella le paure
sognando
si immerge nei sogni
in dolori immensi
dove cura le cicatrici
con i suoi versi eleganti
L'amore cresce, mentre
ascolta la voce del cuore
che è triste
e scorge un temporale
che finisce nella sua meraviglia
pure per chi è in miseria
a loro va quello sospeso...
nessuno si è mai offeso.
Il caffè è un buongiorno
che si da a chi sta intorno,
lo si scambia ogni mattina
anche con la propria vicina.
Il caffè è una cosa importante
è una cultura ormai allettante.
A stare senza non si riesce,
c'è pure chi con l'anice lo mesce.
Il caffè con la sua aroma
ti risveglia dal tuo coma
dopo che in una lunga notte
col cuscino hai fatto a botte.
inscatolato in questa asettica esistenza
mi sento reo di vivere
inutile vuoto a perdere
Datemi un ago in vena
a risvegliarmi l'anima e a
drenar ricordi e sentimenti
... e sotto la resinosa ombra
di un cipresso stanco
apro paratie a parole latitanti
... chiuse nel guardaroba
di una lunga vita
Con l’addio alla morte
e la cessazione della vita
l’infinito tempo
solitario resta
Mai
la poggiata
grandine
sarai
poiché
il suon
del toccar
terra morente
mai
orecchie tue
udiranno
Uomo
tu mai
anche il sol
pensarlo
potrai
dell’uomo
esser
della vita
viver
e del morir
estasiarsi
Solo sei.
Solitario
l’infinito tempo
solo avrai
Libero di amare, pensare, soffrire
Voglio essere libero,
Dal peso degli errori, degli orrori
Voglio essere libero,
Ma come me tanti altri sopportano questo fardello
Voglio essere libero,
Che sia solo o in compagnia
Voglio essere libero,
Di assaporare, di esplorare, di creare
Voglio essere libero,
Perché la vita non puoi incatenarla
Perché le catene, le paure, le chiusure
Non possono chiamarsi vita
Voglio essere libero,
Perché si può amare se stessi o un'altra persona
Voglio essere libero,
Di esplorare me stesso o l'altro sesso
Voglio essere libero,
Di volere con me lo stesso sesso
Voglio essere libero,
Perché oltre l'amore c'è il mondo
Ci sono i luoghi da scoprire,
Le avventure da raccontare,
Le stupidaggini da commettere
Voglio essere libero,
In un mondo devoto alla tristezza,
Io voglio essere libero.
Perché chi pensa rompe le catene,
Chi ha paura viene stritolato
Voglio essere libero,
Perché io, come molti, sono un atipico apatico sognatore
Voglio essere libero,
Libero di sognare, di creare, di amare, di vivere
Voglio solo essere libero,
Senza campane, senza catene, senza illusioni
Voglio solo essere libero
a cui qualcuno ha dato una mano d'apocalisse
I taxi sporchi, i bidoni stracolmi,
graffiti inariditi come le teste
sotto i berretti invernali d'estate
Al bar accanto la cameriera invecchiata
terrà la testa bassa
e l'ingresso sembrerà un retro fumante
Appiccerai una cicca sfilettata
con la mano che ti trema
e le unghie grattate via dal muro
I nostri amici avranno perso vincendo
e le loro banche faranno ombra
ai nostri miracoli invisibili
Guardandomi mi ritroverai nel vuoto
ma pur sempre a mezzo metro
Un trombettista inscenerà lo spettacolo rugginoso di una cappa di calore e fumi
che ci sovrasterà come una povera mano economista
Giocheremo con le parole
per perderci e ritrovarci
riusando per l'ennesima volta
lo stesso biglietto per la giostra
Quale istante di silenzio
Poi torneremo a ridere singhiozzando
e solo a quel punto
la tua testa
cadrà sfinita sulla mia spalla
nel sonno dell'autunno
Il problema non è che sarà il futuro
ma che sarà un futuro passato







