rimesta le zolle.
Rinfesca le spighe nei campi.
Spazza le nuvole dai celi scuri.
Scoperchia le case
per cacciar via i mostri.
Alita sul fuoco per ravvivarlo.
Urla contro i soprusi
per scacciare i lupi.
Corre veloce
per recar buone nuove.
Sposta l'aria viziata.
A volte è tumultuoso,
altre leggera brezza.
Sa esser delicato
se leggero t'accarezza.
Quando è incalzante
ravviva un fuoco spento.
Vorrei...
se anche io potessi.
Se fossi vento...
ci porta ancora giornate belle.
Per chi non può andare al mare,
può sempre canticchiare.
Vai in giardino
e chiedi pure uno sdraio
al vicino.
La gente in bicicletta,
non va ancora di fretta.
Lunghe passeggiate
sono ancora amate,
perché il sole
arriva all' improvviso,
a scaldare il tuo viso!
quel senso di appartenenza, di essere a casa.
Non sarebbero sufficienti poesie per avvicinarsi ai sensi che avvinghiandoci mi portano dentro noi.
La tua carne non posso raccontarla posso solo viverla
L'intero senso del mondo
Antico mondo
Vani i Greci, vani i Romani.
Vana la promessa di quell'ora
E la libertà implora.
Quale il senso dei fatti
Se il freddo aumenta, la mediocrità irrora
E la libertà implora
L'intera rettitudine
Di Dio in croce, che implora.
Per nulla, il nulla ancora,
C'inganneremo in tutto
Dietro abitudini e pigrizie
Astuti,occulti, invisibili,
Seri,
Come vampiri!
Tutto vano nel solo giro di una notte
Greci! Romani!
La fede,l'avvenire del mondo,
Ora...
Un ego piccino che fa da padrone
Che implora.
Esistere a volte
è come morire
come fuoco
in assenza
che ti divora
uscendone vivi
svegliandoci
dai sogni
interminabili
perchè si respingono
o perchè il destino
li ha condannati
a restare tali
forse non accettiamo
la natura per quello che è
per ciò che siamo
e non potremmo essere
quello che non siamo
se abbiamo ricevuto
un corpo meno fortunato
quando due corpi ci han
creati che non pensavano
al tempo del dopo
mentre un vento ci lasciava
nelle mani dei nostri destini
Abbiamo camminato
tra i viali ed i sentieri
dove gioie e dolori
erano amici per la pelle,
inseparabili da noi.
Inerme ora, non rispondi.
Mi lasci sola
senza nemmeno un bacio...
un bacio d'addio.
Un bacio non corrisposto...
un addio non voluto.
Le lacrime bagnano i ricordi,
scendono fino a toccare
la tua pelle ormai fredda,
come fredde son le tue labbra,
come freddo è il tuo cuore.
Fingilo per me quell'ultimo bacio.
Fallo immaginando un amore eterno.
Poi vai via da me, senza ragione.
Che me ne faccio di un cuore
che non mi può amare.
La mia rabbia urla contro un corpo
senza più anima, senza più sensi.
Che me ne faccio di un abbraccio
che non mi può più riscaldare.
Non mi guardi più negli occhi.
Un ultimo bacio ti prego, lo voglio io
per conservarlo sulla bocca
ed assaporarlo quando ho bisogno
del sapore del tuo veleno.
se spera sempe 'e piglià 'a carta bona.
Chi è acciurtato brinda dint'ê ccoppe,
chi è scalugnato sta sotto 'o bbastone.
Ntanto ca se pazzea, se vence e se perde,
ce sta chi nasce ncopp'ô tappeto verde.
Se spera nvano 'e truvà 'a carta pazza,
chella ca sta annascusa dint'ô mazzo,
chella ca jesce a chi nasce affurtunato
e tene e ccarte già belle e accucchiate.
Ce sta chi fa sfuorze a ll'ora 'e pranzo:
e chi tene sempe pronto 'o piatto annanze.
Chi è piscatore: va pe mare e ttrova 'e pisce
e chi è scemo: viato a isso...nun patisce.
Ce sta chi nasce sotto a na bbona stella
e chi sta cu 'e surece 'int'ê ssaittelle.
Forse sarrà sulo na questiona 'e furtuna
o sarrà tutta colpa 'e na dispettosa luna;
si ce sta chillo ca se sperde dint'ô bene
e chillo ca nvece s'affonna dint'ê pene.
Viato a chi nun appena dice buongiorno
trova tutto chello ca serve tuorno tuorno.
Puveriello chi ha dda mettere 'a supponta,
e tene sempe ncullata 'a scolla nfronte.
Pecché se sape: 'a vita è sulo nu juoco:
è na pazziella ca dura assaje, ê vvote poco.
Però comme va va...'a vita è sempe bella:
pure si ce costa assaje cara 'sta pazziella!
forse ho fatto un sopruso
Ho compiuto un abuso
cui non sono più aduso
Ho venduto un dammuso
allo zio di Gattuso
che mi aveva confuso
col suo naso camuso
Mi son perso nel fuso
io che sono un po' astruso
ma ho la mente in disuso
quasi fossi un refuso
Finalmente ho concluso
senza esser colluso
che anche un angolo ottuso
non può essere occluso
e, con la forza che ho in uso
e di questo mi scuso
compirò un vero abuso e
spaccherò a tutti il muso!!
... Ho chiuso.
Ogni volta che mi faccio un giro
Nei tuoi occhi c’è una porta
Che prima non vedevo
Resta il fatto che sono ancora vivo
Mentre corro tra un mio battito
E l’altro…
Mi domando
Cosa avrò, da te …domani
Quali sogni, quali…regali
Se sai sempre sorprendermi, col niente
Se fossimo insieme, sbraneremmo l’amore
Come fossimo belve
…io e te
Ogni volta che mi faccio cattivo
Nei tuoi occhi c’è una porta
Dove mi inchino
Resta sempre tutto fuori, dentro è positivo
Mentre corro tra un tuo battito
E l’altro…
Mi riavvio
Cosa avrò, da te …domani
Quali sogni, quali…regali
Se sai sempre sorprendermi, col niente
Se fossimo insieme, sbraneremmo l’amore
Come fossimo belve…
…io e te
Lentamente si allontana
con la sua valigia in mano
e a me resta questo vuoto
del suo letto di fianco al mio.
Se ne va un altro amico,
ed io resto ancora qua.
Forse sono brutta, forse...
non merito una famiglia.
I più piccoli sono i preferiti,
a me dicono che sono grande.
Però anch'io voglio andar via.
Voglio anch'io un albero di Natale.
Voglio un letto che non sia di ferro,
scarpe e vestiti nuovi da indossare,
qualcuno che mi aiuti a vestire
come faceva la mia mamma.
Lo so che lei, ora, non c'è più.
È andata via col mio papà.
Volevo andar via insieme a loro,
ma nessuno mi dice dove sono.
Ogni notte, prima di dormire,
li penso e parlo con una foto,
la guardo e piango, come sempre,
poi mi giro e mi addormento.
Ogni mattina... quella campana.
Ogni mattina... questa divisa.
Ogni mattina... va via qualcuno.
Ogni mattina... resto sempre qua!
Sono io
Lo strano,
l’anomalo,
il diverso,
di cui la gente,
non vuole vedere,
non vuole sapere,
e sempre dei bastardi a dirmi,
cose dietro;
ma io sono qua,
non me ne vado,
non rinuncio,
non cambio la mia vita;
sono contento di tutto,
della mia
diversità
della mia specificità,
della mia differenza,
e non accetto il sistema
non accetto di stare al mio posto,
in riga,
come il gregge,
e ancora non mi sono stancato,
di ribellarmi,
fino alla fine,
strano
sbiadita dal tempo
nel riflesso indeciso
di una carta stagnola
lancio sassi ogni tanto
a una vuota lattina
come vuoto è il ricordo
di una storia svanita
...sfiorita orchidea
assetata di pioggia
castello di sabbia
sgretolato dall'onda
... ed in tasca risuona
uno squillo insistente
... ma oramai non c'è scampo
oramai non c'è
... campo...









