E tengo 'o core buono e allegro 
perché nzieme a sta terra 
ammappusciata e elogiata,
'e mazzate, qualche vota l'aggio avute...
ma qualche volta l'aggio pure date.
*
Tengo l'uocchie chine 'e meraviglia
perché stongo vicino 'o mare
e nisciun' ato l'assumiglia.
E si te firme a guardà stu panorama,
te rimane dint' all'anema 
'a smania, 'e chi oramai l'ama.
*
Tengo 'a faccia bella e so' sciantosa,
perché song' napulitana, ma non vezziosa,
Nun saccio fa 'a mossa, 
chest' so cose d'ati tiempo, 
me facesse rossa rossa, 
m'annascunnesso areto 'o viento.
*
Ma a ccagno 'e chesta rosa
con cui mi avete omaggiata,
ve pozzo offrì coccosa...
che saccio... 'na sfogliata?
Jamme... venite 'a ccà, 
nu cafè vò posso offrì.
*
'O nnuosto è assai speciale
s'ammesca cu' l'addore e mare.
Accussì... quanno ve ne jate
v'arricurdate e sta città, 
co' sapore ancora n'mmocca 
'e chi ccà, ha cunusciuto l'umiltà.
*
Rimanimmo nu sospeso 
ca è comma a nu surriso,
pe' chi vene doppo 'e me
a se piglià nu bellu cafè. 
Perchè io... songo e core. 
comme e tutte 'e napulitane
e ovunque ce presentamme
nun gliamme mai che mman mmane!

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Inchino i miei giorni

a rincorrere un battito,

a rincasar da un vuoto

e nulla spegnerà

respiri di uno spicciolo di cielo

che strinse i nostri cuori

come aritmetica di sguardi

ritratta sulle labbra del dolore

ed il mio petto è tela di naufragi,

barca solitaria che nel buio si scaglia

contro il capolavoro dei tuoi silenzi.

 

Ah! Se ancor potessi recitare

il romanzo dei nostri incontri

cuciti alle zattere di una stella,

se la mia poesia danzasse sulle labbra

come conchiglia fra le onde,

ma schiudersi di gemma è l’anima mia,

pianto d’inverno ferito

dal mendicar instancabile

di un amor infinito.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

O Regina del Carmine sacro giglio
Si propizia al tuo ordine, o Stella del mare
Proteggi ognora ogni tuo figlio
Dalla peste che distrugge e da ogni male.


Dacci strumenti per eleggerti nostra Signora
Così da proteggerti come figli, una cara madre
O Regina puerpera la tua lode nel cor suona:
“Viva Maria Regina Del Carmine!”, con voci leggiadre.


O puerpera virginea! O splendente di fulgore!
Ti prego che possa sempre esserti fedele
Che il mio cuore innamorato sia un fiore
Nutrito di umiltà. Esaudisci la mia prece.


Tu che d’ogni altra creatura sei la più meravigliosa
Infine rendici forti alla tentazione
Esaudiscici per tua maggior venerazione e posa
Su noi il tuo sguardo misericordioso pien d’amore.

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Profilo Autore: Fone  

Questo autore ha pubblicato 177 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Intanto preparo un caffè  mentre il mondo fuori s'appresta a dormire, in questa piovosa sera, dalle sfumature malinconiche, che pare voler dare messaggi all'umanità , 
oramai sopraffatta da inutili corse verso le fogne dell' omologazione.

Una colata di pensieri nella solitudine di chi non ti capisce, dalle viscide parole pronunciate con i denti stretti, dai falsi miti e dalle mode che ci tengono per mano, per mostrare a tutti i costi la nostra infallibile  perfezione.

E poi i ricordi tornano vivi, essi sono felini dai passi silenziosi, e aspettano abili una tua debolezza, pronti a divorarti ed a ricordarti quello che eri, e il mondo in cui eri, e quello che vivevi;

E qui, di fronte alla pioggia che scroscia, mi commuovo e sorrido, pensando a quello che avrei potuto fare e non ho fatto,  ma anche a quello che sono riuscito a fare , inabile di strumenti, sacrifici invisibili mascherati da un orgoglio regale, e non chiedo niente più  a me stesso, se non quell' ultimo salto nel ponte della completezza.

Intanto, bevo il caffè  in questa sera, limbo delle anime incomprese, nuovi desideri fioriscono, abbracciare sconosciuti di altre terre, remare fino allo sfinimento  nelle acque del diverso, correre sotto pioggie straniere, spiegare le vele della propria coscienza e lasciarsi trasportare ,senza troppe paure, da queste breve esistenza e abbandonare con fermezza il marchio tentatore dell' indifferenza.

Ho finito il caffè, fra poche ore, quando il sipario delle verità calerà , ritornerò  camaleonte in mezzo al mondo indossando una maschera di argilla.

Un altro giorno è gia passato, é sera, rientro a casa e intanto preparo il caffè con la promessa che prima o poi attraverserò  quel ponte che sembra essere sempre più vicino, forse pochi sono riusciti ad attraversarlo, a me basta che io sia già nella stessa strada che sto percorrendo.

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Profilo Autore: Alex  

Questo autore ha pubblicato 4 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

Bruco accovacciato,
guardo le sabbie morte
sbrunire i colori del mare.
E non fiato, non fiuto, non ascolto.

Sedato sopra l’aria stanca,
vedo le acque di luna chiara
bagnare gli anni della giovinezza.
E parlo, fiuto, ascolto.

Così,

rinasco come alba
che aspetto tra le danze
inventate in questa notte
dalle fantasie di un insorto.

Al sole,

che intanto s’alza,
chiederò mare in burrasca
perché la barca rimanga qui.
Risentirò i suoni delle onde.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Assiduamente io ti cerco...
ti cerco... in un ricordo lontano 
dove perdo la strada del ritorno, 
consapevole dei graffi sull'anima 
e le lame piantate nel cuore. 
Ma non finisce la mia corsa, 
continuo a cercarti dove mille volte 
t'ho già cercato e non t'ho mai trovato. 
Poi torno li, in quel luogo e piango... 
piango pregando e tu non ci sei
ad asciugare tutte queste lacrime 
che bruciano perennemente il viso.
E capisco, che non sei più materia
ma sei qualcosa che s'è fuso 
dentro di me... e lo stesso ti cerco
in ogni mio frammento d'anima. 
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



È facile per te scrivere romanzi
imprimermi nel tempo di piccoli rifugi
macchiare il silenzio di fiori
perché ti abbia negli occhi, fino
al profumo accartocciato
Aleph della tua penna,
nel primo rigo inizia l’illusione
delle porte sull’amore circolare
largo di cielo, d’alti e bassi
pieni e vuoti come le quattro stagioni
Mi disegni mistero
con pupille di mediterraneo
guardare te
scolmarti la sete di conoscenza
di quanto siamo centro, un punto
per arrivare all’universo
Dove si va l’uno dentro l’altro?
Negli spazi a perdersi, puntando in alto
Cos’è questa scia che abbranca il fiato?
Scrivilo
che siamo stati qui
sull’ultima pagina, con le immagini vive
a luci spente


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Fatue interferenze
di frivoli fraseggi
si fondono al falsetto
di un suono in fa minore

Sfiorito fiore inerte
si spegne al finto fuoco
in un fremito di foglie
nel solito refrain
di offesi rami infranti

Vivo il ricordo forte
di una sfuocata effigie
nel flebile fruscio
di una farfalla in fronte

Ho affossato affetti ed affronti
nell'eco fremente
di un canto di Frine

...infinito sforzo
di un'anima imperfetta
nella ricerca antica
di un fragile finale
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

Questo autore ha pubblicato 239 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Fuochi fatui

fantasmi di fiamma

incapaci di ferire.

I nostri occhi

persero tutta la luce.

Rimanemmo soli

sulle lapidi

dei nostri ricordi

scurite dalla sera.

Noi, un brivido di neve.

Un silenzio sulle bocche viola.

Una piccola morte.

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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Vorrei sciupare la linea imperfetta

del silenzio dei tuoi inverni,

nevicar di nostalgia

sui tuoi fianchi spenti

come pane lunare,

naufragio d’un dolce dolore,

briciole di luce a carezzar

un campo di cotone.

 

Amor mio, son io il poeta

del diario dei tuoi occhi,

acrobata su funi di stelle

sciupate da un violino di grano

e migrerò sul tuo cuor di rugiada

come scribacchino d’un tramonto

ferito dal silenzio dei tuoi baci.

 

Confezionerò compleanni d’amore,

accenderò le lacrime dei tuoi passi

come scenografie d’anima mia

a danzar fra timidi girasoli.

 

L’abaco dei giorni imperlerà la sera

come le risa ubriache degli amanti

ed anche il cielo ubbidirà

al battito del nostro amor,

lettera all’infinito che parla di noi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
È sparito quel mio orizzonte
di tramonto rosso
e quel campo di papaveri.
L'aurora da contemplare
e le serate fresche da godere.
È sparita la distesa di grano,
quello specchio dorato 
inclinato dal vento. 
È tutto nascosto dietro 
le pareti del cuore,
che fanno da paravento. 
È tutto nascosto... qui,
nella mente e nel petto, 
dove il divieto di accesso
è scritto in caratteri cubitali.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Essere ma non esistere, sperare ma non insistere, e nel giardino dell' anima che ho vissuto questa galera, ho raccolto una rosa nera;  e invisibile ho vagato, vuoto di sentimenti in buchi cosmici deprimenti, senza volto nè pensiero, solo una massa informe avvolta da un mantello nero.

Ignavo, rannicchiato e strozzato da un disinteresse mai provato, volevo riemergere da quel putrido vuoto. Non mi ero mai distaccato da me stesso, percepivo la grande forza originaria della solitudine, e solo un minuscolo cerchio d'umanità mi rimaneva, solo un ultimo desiderio, un soffio vitale per poter ancora  respirare l' umanità astrale.

Assetato,volevo sopravvivere a quel giacimento d'oscurità e con tutte le mie forze mi sono appellato al mio grido di speranza, talmente potente che ho superato le barriere invalicabili dell' onnipotente, cosicchè nel buio più totale, dove i miei occhi non avevano alcuna visuale, un filo d'argento dalla mia aura comparve, e seguendo la sua strada ho rivisto me stesso seduto su una scala, con una rosa nera tra le mani e gli occhi dispersi in luoghi ancora sconosciuti, tremante mi sono avvicinato, e il filo d' argento, anello di congiunzione tra l' umano e l' eterno, mi ha riportato a te, mio caro fratello.

Sono ancora sulla scala, ed i miei occhi adesso sono falchi, un risveglio che va oltre i  confini della comprensione e adesso riesco a vedere anche l' invisibile e indosso una corona fatta di  fili d' argento in memoria del grande labirinto che ho dovuto attraversare.

E tra le mie mani ho ancora la rosa nera, forse lei non mi lascerà mai ma nel giardino della mia anima  ho raccolto una nuova rosa:  Arcobaleno è il suo nome , e la rosa nera gelosa e invidiosa della raggiante e solare sorella, si è messa in disparte, in attesa che io possa un giorno darle nuovamente spazio nel mio essere così profondo.
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Profilo Autore: Alex  

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‘‘Mi basterebbe sfiorare con le dita

l’arena impudente che hai incantato

col tuo passo greve

tra parole non dette, ma sollevate nella sabbia’’

<…che gioca a restarti tra le dita con i suoi granelli>

‘‘Mi basterebbe soffiare sul vento dei tuoi ricordi,

quello che arriva comunque…

puntale, mai in ritardo a solleticarti la fronte

e le ciglia in quell’arcolaio di idee rimescolate,

un po’ sbronze che copri col cappello’’

<solo un po’, e più in là intanto sciogli i tuoi capelli>

‘‘Mi basterebbe un chicco di riso

per seminare di nostalgia l’acquazzone

solo un pò più in là, lontano da te...

E con l’aspo riavvolgere a colori

i tuoi giorni di silenzio… ti aiuterei a dimenticare.

Un filo come gli altri... rosso di pioggia e di stanze.

Rosso, di seta’’

<La seta di quel vestito del colore dei tuoi occhi

mi ha incantato come il temporale sulle tue ciglia

che velano un altro modo che hai trovato per tornare,

con un filo di nostalgia.

La nostalgia, una di quelle giostre dove nessuno

ti viene a prendere.

E resti lì sulle tue orme che frattanto si rimescolano,

mentre sulla piattaforma gli animali di legno

sono fermi e sorridono>.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 512 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Amache ad orchestrar

un narrar di grilli

ed una lanterna di stelle

scordata da un pescator

come plettro d’un tramonto

sui preludi di Chopin.

 

Una lacrima di scirocco

romanza gli alfabeti riflessi

d’un rintocco d’onde blu

in un cruciverba d’ombre

sfamato da ombrelloni rubino.

 

Inchino d’agosto incipria

spiccioli di conchiglie,

spettina barche appisolate

a sognar di pirati e tempeste

ed echi fiabeschi

di dame e cavalieri

abitar un castello di sabbia

in racconti avventurieri.

 

Battito d’estate

si posa sul cuor mio,

s’accoccola con me

in questo ritratto di sguardo

scordato, in silenzio,

come calice di vino ad un tavolino.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho visto tanto
in questa breve
piccola vita.
Ricordo gli occhi di mia madre
quando dicevano
che volevano solo morire.
Ho visto piangere di dolore
e chi moriva per amore.
Non ho mai visto però
cosa fa il sole
quando va a dormire
ho sempre pensato che magari
sarà triste perché l'amore suo:
la luna
non avrà mai modo di vederla
e s'accontenta solo di pensarla.
Ho visto crescere il mio seme
ed io con la mia donna
ad invecchiare insieme.
Ora mi chiedo che cosa ho
è un momento così
che ci vuoi fare...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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