vestita color seta della luna
bagnata dalla luce dell’amore.
Se adesso sei nei miei paraggi,
dovrei lo so mutarmi in un bambino,
inganno al quale vendermi non voglio.
Ti chiedo quindi di guardarmi gli anni,
di ricordar gli incontri già vissuti
tra i sospiri dei pressanti sogni.
Ti parlo, come allor, di desideri
che benedetti aiutano a vedere
la vita oltre il gelo delle siepi.
Ricorderai… guardavo il mare
frenando l’assillante tempo
e ciglia non battevo per paura
di perdermi un istante dell’azzurro.
E gli parlavo, principe esordiente,
d’altri colori che quasi pretendevo.
Se adesso sei nei miei paraggi,
accogli il grido ingenuo che ti lancio
e fammi riveder quel paradiso.
Soltanto riveder, non chiedo altro.
Oggi è uno di quei giorni che mi sento
stanco di accomodare sempre le cose…
ma se devo scegliere, scelgo te tra chi
di noi due deve essere contento.
Mi sei entrata nella testa,
sei parte dell’anima…
Ora riposerò un poco, ma domani potrei
incamminarmi verso dove soffia il vento.che porti dentro
nel profondo.
La vedi in due occhi
che ti guardano con dolcezza.
La trovi
nei piccoli gesti,
quelli che ti donano
tanto affetto.
La sensibilità è un vestito
da portare ogni giorno,
aiutando il prossimo.
La sensibilità toglie il rancore
e dona solo profondo amore.
La musica solletica i sensi
i corpi si muovono sinuosi
una bachata che rapisce
i piedi muovono i primi passi
e le cosce fremono
come in preda ad un delirio
Il ritmo comincia a fluire dentro di noi
un fluido che scioglie anima e pensieri…
e rapiti in una estasi melodica
ci abbandoniamo l'una all’altro
in un solo respiro in un unico battito ...
che si schianta sugli scogli,
aspetto che la montagna
crolli sulla città.
Aspetto la pace
e la luce che si spegne
al tramonto,
aspetto che mi sotterri
la devastazione...
Perchè l'amore
non è solo baci e abbracci,
non è tutto perfetto.
Amare sono le cicatrici
lasciati sulla pelle.
Amare e aver paura
è vuoto interiore,
esser forti
ma anche instancabili
con il sorriso
della delusione.
L'uomo in toupet
guidava una rossa coupé
e aveva un colorito alquanto flambé
avendo mangiato un infuocato puré
oltre a tre piatti di consommé.
Lo sguardo sai com'è
cadde sulle gambe d'una bionda in lamé
che sdraiata sul parquet
la vetrina ornava con un bouquet.
Poi... al rosso si schiantò facendo un gran bignè
con un furgone che trasportava bottiglie di Grand Marnier
Allora un vigile zelanate fischiò d'emblée
tirando fuori il taccuino dal gilet.
Ma l'uomo con uno scarto alla Pelé
dribblò la folla e si tuffò in una bottega da thé.
Per riprendersi dalla botta chiese due bicchieri di Perrier.
La commessa esterrefatta non sapendo il perché
rispose: “Qui l'acqua non c'è”.
La sera scendeva con toni fumé
e sfumava pure la serata al pret a porter.
Frullo come un frappé
tornò così a casa andando a piè
e finì per scolarsi un bollente carcadé
pensando: “Che giornata de mme...”
Sentore di neve!
Sarà questa primavera
che tanto sa d'inverno.
Saranno i giorni,
quelli giusti.
Quelli della nonna,
nelle sue storie.
Sarà il vento di bora,
sferzante, gelido.
Sarà il suo candore
e quello dei bambini,
con i loro giochi.
Sentore di neve!
E già nevica
dentro il mio cuore.
Nevica nella mia poesia!
È la neve dentro,
quella che non vuoi,
quella che non giochi,
quella che scende
e non sai fermare.
E nevica sulle persone
che più ami!
C'è sentore di neve!
Nei pensieri,
nei gesti di sempre...
Un uomo saggio
sfornò idee per carenti di fantasia
rendendoli schiavi del suo pensiero.
Un uomo scaltro
sottraendole
per postar bottino
seminò tracce
con coraggiosa incoscienza.
Il saggio disse:
“Nell'ammissione di colpa
trova rifugio la coscienza”.
(sentimenti appagati).
Cieli si schierano dalla tua parte;
in un ricordo hai trovato il presente,
dubitato il futuro.
C’è un non so che nel muoversi delle cose,
una spinta incredibile,
uno stendersi infinito, la vita
(in un attimo).
Se sveglierai la mente sarai salvo.
Ma ora ti senti vivo?
Tramonto di maggio
Sul far della sera,
aria più tiepida,
carezzevole brezza,
giornate lunghe;
il cielo si eclissa,
si fa ramato,
la volta si tinge di arancione,
frammista al cielo terso
blu chiaro,
sull'orizzonte,
resti di nubi
di pioggia
frastagliate e livide,
scure,
pregne di piovana;
stazionano in cielo
e gremiscono lo scenario,
tramonto di maggio,
l’inverno è dietro,
quasi disperso,
remoto,
restano residui nell'aria;
scende la sera,
fa più freddo,
maggio.
Voto per il ritorno
alla grande festa,
mieloso contratto
da perdere la testa
dove lo scettro
è rimesso in gioco
responsabilmente
per abdicato trono.
Apparenza
di doveri cessanti,
ora paggio di corte
duca d'appoggio
gran ciambellano
conte in contanti
- istanti
al martirio sottratti -
Consigliere sublime
che sa anche tacere
urlando quasi più forte
e più nessuno spaventa,
regala solo intensi momenti,
fette l'affetto
per niente l'etto.
Jolly o giullare
nella democratica
vincolata repubblica
del regno d'amore
Ti dico si rimani.....
allunga le mani,
adesso ti voglio
son pronto mi spoglio,
non mi sono mai concesso
ma con te faccio sesso,
mi ecciti da morire
tu sai farmi impazzire,
sembra tutto perfetto
resta qui nel mio letto,
non fermarti più
fammi quello che vuoi tu.
E' nelle notti di tempesta
che il mare rivela la tua triste storia
quando l'onda ribatte e incalza
e ripropone ostinata rabbia
crudeli e inquietanti presagi di morte.
Sarà tempesta finchè Dio lo vorrà
e lo spirito del mare
impossessato
da autentico dolore
si nutrirà nel suo tormento
Rimarrà un sordo gemito
un ultimo soffio di vita
finchè l'onda fermerà la sua corsa
e l'oceano intonerà la sua canzone...
E l'oceano intonerà la sua canzone...
Siamo eternamente in salita
in cammino verso mete di carta
la fatica rende i tramonti inconsolabili
Non ci casco non mi arrendo
Dobbiamo decifrare parole annodate
e i pensieri si tingono di nero
a volte è così dura che ci iniettiamo morte
Non ci casco non mi arrendo
Quel fastidio diventa immenso dolore
è inutile scappare lui ti insegue e ti uccide
Sento la tua pelle vedo i tuoi occhi
Sei anestetico per me
L’amore capovolge
L’amore guarisce
Non mi arrendo
Ti amo
Di linfa piange l'amore in rami
florido di giunti -giunchi- si fa mordace
abbraccia le catene della miseria
fiorendo così di fulgida azalea
Foglie tingono a grigio la triste assenza
chiudendosi in abbraccio
che sì triste la vita più non parea












