posso ancora trovare me stessa,
una libertà di pensiero
direi un po complessa,
mascherando il mio sole
istintivo, dal limpido ruscello
in balia che solo al pensiero
costantemente vivo,
indosserò per ogni momento
la maschera di scena,
sia allegra che vivace
pur che sia veramente
del mio harem la sirena,
canterò la stessa melodia
del mio vissuto,
che senza quella fiorita maschera
non avrei potuto.
vuol dire donarsi
incondizionatamente.
Rondine che vola a primavera
e ci dona il suo ramoscello.
Per cercare di comprendere
tutti quelli che odiano
e dipingono segni dell'imperialismo
e della deficienza
sulle porte
sopra le tombe dei caduti
nell'olocausto delle nostre coscienze.
dove i sensi si addormentano
mossi i primi passi
verso una condanna
La sibilla...
così la chiamano
la maga che osserva
i pensieri da un cero.
La notte è tetra,
condensa il fiato,
entra nelle ossa,
si fa sentire.
Così io...
pieno di stupore
osservo la tenda
ed inizio a riflettere.
Cosa spinge l'uomo
a voler sapere,
a voler cercare
un futuro già scritto...
Ed io rifletto,
la tenda si apre,
i miei pensieri
si dissolvono come nebbia.
O sibilla...
maga che osservi,
non dirmi il futuro...
perché non ho presente.
E'una passeggiata
questa vita
che ci circonda
di malinconia
l'odore di un canto
emette un suono
sono molti
che ti fan sentire viva
se non esistessero
vacilleremmo
senza di loro
il vuoto aumenterebbe
e in noi, lacrime sgorganti
interminabili
visi bagnati e qualche sorriso
proverebbero ad uscire
piegati dal vento
sopporterebbero il dolore
con le frecce
che si scagliano in cielo
Esseri lasciati, abbandonati
a se stessi, di memoria si nutrono
e si rifugiano nei cortili
in solitudine restano
aspettando la fine
Conservano ricordi
sfogliandoli come libri
Si leggeranno
nel pentimento
di non averli letti, prima
quando ancora odoravano
di rose profumate
La mia elle,
la mia lei,
si chiama libertà,
libertà,
solo lei,
che voglio,
che spero,
che sento,
e anelo,
nel mio spirito
inquieto,
libertà
di scrivere,
di sentire,
di dissentire,
libertà,
libertà d’artista,
al di fuori
dei canoni,
dei luoghi comuni,
delle convenzioni sociali,
libertà.
Sii penna: il tuo inchiostro cancellerà chi ti ferisce.
Sii sole: il tuo raggio accecherà chi ti fa ombra.
Sii luna: il tuo candore abbaglierà chi vuol sporcarti.
Fallo ogni volta che vuoi...
e poi...ancora una volta
e poi...un'altra volta ancora.
Non sentirti in colpa,
quando lui ti dice che vali poco.
Non scusarti quando lui ti schiaffeggia.
Chi ama non picchia.
Chi ama non offende.
L'amore non lascia lividi sul corpo.
L'amore non lascia ferite nell'anima.
Quando senti dolore grida.
Quando lui ti picchia chiedi aiuto.
Sii vento: il tuo sibilo sposterà chi ti urla contro.
Sii penna: il tuo inchiostro
cancellerà chi ti ferisce.
Sii sole: il tuo raggio
accecherà chi vuol farti ombra.
Sii luna: il tuo candore
abbaglierà chi vuol sporcarti.
Fallo ogni volta
e poi...ancora una volta
e poi un'altra volta ancora.
Non provare amore per chi ti odia.
L'amore non è possesso.
Non perdonare chi fa della
tua debolezza la sua forza.
I lividi sul tuo corpo,
altro non sono,
che le frustrazioni
di un uomo misero
e tu...non puoi fartene carico.
Non accettare le sue scuse
dopo che ti ha picchiata.
Se ti allontani e lui ti cerca...
non credergli.
Non cedere...mai.
Sappi che...
i fiori che ti regalerà
per farsi perdonare...
potrebbero anche essere
gli ultimi che riceverai.
A chi ti ferisce...
non credere...mai.
ti chiedi se una luce
può porre rimedio
se una stagione c'è
a riempire un vuoto
con la dolcezza di un'infinita
carezza dove brilla la stella
più luminosa. Tornerà l'estate
voleranno i pensieri
si espande il sole avvicinarsi
alla tua finestra lo vedrai
le ombre moriranno
abbraccerai la quiete
nessuna paura ti fermerà
nelle sere mesti momenti
ti accoglieranno a braccia aperte
D'un tratto un sorriso si accenderà
la pioggia dai vetri sparirà
intorno a te soltanto sicurezza
con le nubi che andranno, a morire
mi da il frutto de la gioia
e scaccia i tristi e foschi
orrori de la noia.
E' un dolce germinare
di serene, pure e chiare
dilette meraviglie
udire nel frinire
delle candide cicale
il suono dell'amore,
in cui il maschio chiama
con un semplice splendore
la femmina che acclama
con le grida dell'amore.
spegnerà la primavera,
in queste ore di speranza
incanta il silenzio,
tacciono i pensieri,
illuminano il mondo
ogni istante
nel vuoto dell'oblio,
nell'onda dove alle fine
esplode la poesia,
nella magia
di parole risvegliano
emozioni e colori
in scintille di luce
che solo
l'anima riesce a vedere.
non si può.
Leggerla a saltelli,
si potrebbe.
Leggerla da principio,
è un'impresa.
Inizialmente bella,
interessante, piacevole,
allegra, accurata,
misteriosa.
Momenti sereni,
momenti oscuri,
momenti spensierati.
Attimi fuggenti,
attimi fissi,
attimi lunghi.
Tutto è un evolversi,
di avvenimenti,
tempi, gioie, amori,
delusioni, rimpianti,
di cose non fatte,
di lutti, dispiaceri.
Il libro della vita è tutto
questo, inizia con una
facciata, una prima copertina,
colorata o scura.
Lentamente si sfogliano
le pagine, fino ad arrivare
all'ultima, la fine del libro.
I libri della vita sono tanti,
con finali positivi, negativi.
Si leggono, si chiudono,
si pensa, si riflette.
E, ciliegina sulla torta,
si potrebbe, in ultimo,
fare una recensione
su se stessi, per se stessi,
un dettagliato esame...
un esame di coscienza.
quando i campi di foglie sono invasi.
Tengo basso il profilo.
Polimorfico sproloquio d’amore
prova a farmi cambiare
il gusto di una sfida primordiale.
Senza ormai più decoro
quanta umana bassezza ci rimane.
Sarà che qui non c’è più proporzione
tra l’aspro vento e l’aria salmastrosa
per noi che un dì navigammo nell’oro,
tra l’umana passione
e il vivere così senza pensare
per chi del tempo non vuol far ricordo.
Ma siamo troppo uguali per amarci,
troppo diversi per dimenticarci.
C’eri una volta
che le stelle scesero
le scale, voltandomi le spalle.
Restringesti il cielo, e c’era un prato.
Annerito dal sipario della notte.
Dentro la testa ho cose, non è sempre
facile gestirle.
Ma son tornate le stelle, e tu siedi
accanto a loro in questo mio teatro.












