Il cerchio si allarga
una macchia d'olio
vorrebbe precipitare nell'oblio
di sconvenienti supposizioni
si spera
invenzioni irreali
in questo clima
surriscaldato
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Nel fanalino spaccato
l'arancio
l'anellide
si gonfia
nell'agonia
 della piova 
 rimasta-

un altro
è passato
 dalla grondaia
  e non ce l'ha fatta- 
aperto
s'è tutto
di villi
l'ovario
in un cucchiaio
 di fango.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Cadon gocce
su labbra
scolorite
di un corpo
esaurito
da velenosi
amori,
consumato
da quadri
color assenzio
 
dolce gusto
d’anice
cinge una
distrutta
Ofelia
avvolta
in coperte
di laudano,
accompagnata
dall’acqua,
ammirata
dai salici
di
Millais.
 
Incantevole
Beatrice dolcemente
 ispira
fervori
per lente pennellate
a martoriata anima
di pittore,
prima che
Persefone
ne abbracci
lo spirito
per sempre.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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A braccia conserte
chiudere un cerchio,
negare impressioni
col silenzio dell’occhio sghembo
 
la caduta del giorno è prossima
come succede al capo
ripiegato dal sonno
che non bastano i puntelli dei gomiti
 
di un qualche vuoto
il piombo
va a misurare l’altezza 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ruscelli di petali
piovono
nell’anima
e mi raccontano
di nuovo storie
chiuse in una rosa
di giorni appassiti.
Non ti dimenticherò,
sarai…
quel profumo
che risveglierà
ogni volta
una lacrima sincera.
Sarai…
viola tra mille luci
nella notte
gocce di memorie
vissute
Sarai…
 il riflesso
dei miei passi
che non sanno più volare
Sarai..
schizzi di foto ingiallite
per ricordarmi
la brina dell’amore
nel cuore.
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Tutto è stato scritto

in questo fiume

di inutili parole

m'allontano dal bosco

il lupo l'ho mangiato

e la bella addormentata

si è svegliata da sola.

Riso pianto amaro

malinconicamente vero

questo cinico mestiere

di volersi sdraiare nudi

all'ombra di punti e virgole

pensando di esser letto

da cuori tagliati di netto

ma troppo spesso succede

di esser stuprati

da occhi superficiali

pazientemente addestrati.

Non senza condanna

mi do l'assoluzione

impugno la penna

in una guerra finita

m'arrendo alle grida

sventolo una pagina bianca.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Da lontano abbagliata
d'illusione ammaliata
fumo negli occhi.

Ingannata
alla terra strappata
 del piacere,
schiava,

La luce fioca dei lampioni
illumina il viso
ma il trucco non cela
il moccio che cola dal naso.

Nell'indifferenza,
senza pudore
han perso il profumo
i fiori d'arancio.


 
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Come un proiettile
che spacca la lacrima
Come un fiore
che annega nell’acqua
Come una parola
che uccide l’atmosfera
Come i miei occhi
che piangono il paesaggio
Come uno sguardo
che non ha altri sguardi
Come l’illusione
che non condivide l’amore
Come la morte
che fa respirare gli innocenti
Come nient’altro da dire
in questo lato
visto dal lato opposto.
 
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Profilo Autore: lorenzo calandrella  

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Una bambola di pezza

vestita a quadri

ed il sorriso cucito

sul viso

gli occhi in uno sguardo immoto

Senza emozioni apparenti

osserva il mondo

seduta nella vetrina

di un vecchio giocattolaio

Ma dentro un cuore ha,

Dio lo ha  posato in lei

in una notte d'agosto

fredda e tempestosa,

e soffre quel cuore

stilla lacrime

che dagli occhi di pezza

non possono fluire

Soffre nel sentire le emozioni

di chi la osserva in vetrina

e vede solo una bambola,

soffre impotente

le gambe, le braccia

perennemente immobili

assenti dal correre sui verdi prati

dal poter donare un abbraccio,

le sue labbra mai offriranno un bacio

e quel sorriso cucito

e freddo come nella morte

versa lacrime

La osservo anch'io

così colorata e grigia

mi vedo riflessa

in uno specchio maledetto













 

 

 

 

 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Che ne sarà della tua voce?
Che ne sarà del tuo viso?
Apparterranno solo ai miei ricordi.
 
Risa spezzate dalla lontananza,
voci immaginarie
mi verranno a trovare,
fotogrammi appariranno sfocati,
sfuggiti al primo richiamo
di realtà: svelati.
 
La mia mente
trasmetterà film in dissolvenza,
in dissolvenza ormai già sei,
stai abbandonando anche
i miei pensieri,
li hai lasciati anche ieri,
lasciandomi nella mia
solitudine.
Giorno dopo giorno
neanche ricordo più il tuo volto,
non ascolto più il suono
della tua voce,
già quella voce,
che non potevo confondere,
che sapevo riconoscere.
 
E adesso dove sei?
Come sei?
Cosa sei?
Chi sei?
 
Hai passeggiato un po'
sulle mie strade,
ma hai scelto un'altra strada
e ad un bivio
mi hai lasciata.
Siamo come
identità anonime,
ubicate in
anonimi pensieri,
nutrendomi di essi
ormai già sei,
ne hai preso
lentamente forma,
rimasto
e più non torna,
animo conforme
alle più misere risorse,
delle più sciocche storie.
 
Ci spiana la strada
che ha sfiorato
il nostro destino,
le hai accolte,
si accarezzano,
si cercano,
si intrecciano,
si osservano
e infine si perdono,
come infiniti
ricordi fragili,
si recidono dalla memoria
ormai indifferente,
sofferente,
evadono, ci lasciano.
 
La distanza
comincia ad esserci
indifferente, perpetua,
le parole si esiliano
alla pronuncia,
voci sempre più rauche
e rimango inerte,
non mi resta più niente.

I nostri saluti appena accennati,
scambiati per niente,
diventano estranei,
sconosciuti
anche alla gente,
silenziosi,
dimenticati,
ci lasciano
indisturbati,
sguardi
scambiati per puro caso,
sguardi che si rendono
estranei,
infedeli,
stranieri.
 
E poi in fondo cosa siamo?
Siamo anime sbagliate,
che per puro caso si sono incontrate.

Non rimangono solo
che stupidi sguardi innocenti,
che tagliano a metà
i nostri lamenti.
 
Solo una foto o forse
neanche,
ci sarà solo la tua
immagine,
ma niente sa raccontare.
 
Solo un ricordo,
niente più,
ho sorvolato il cielo,
del mio ieri,
si riempivano di
orizzonti veri,
ho perso pure
la cognizione del tempo,
il resto mi sembrava fermo.

Ieri mi sembrava
qualche minuto fa,
adesso è un'eternità,
qualcosa che trova
rifugio in quello che
più non sei,
ad un ieri
a cui ora appartieni.  

Sabato 10/03/2012                              
 
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Profilo Autore: Cristal Ros  

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Vorresti toccare la mia anima
e capire.
Vestirti del mio sguardo
e vedere
Sfiorare i colori del mio pensiero
e amare
come amo io donando me stessa….

Non puoi,
sei troppo compatto.

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Come quando Picasso,
dipingendo il ritratto di Gertrude Stein
da una paletta di quasi solo terra bruciata,
tracciò tutto fuorché il volto,
e poi, in un gesto di frustrazione,
la fissò e disse:
“Non ti vedo più mentre ti guardo”.

Così mia madre, quella sera,
mentre mi vedeva partire,
fissava un volto che nessun pittore
avrebbe mai potuto riprodurre
e dal suo sguardo io capii che lei
già sapeva, nel bene e nel male,
che cosa sarei diventato.
 
Gertrude lasciò Parigi, e lui ritornò al lavoro,
per dipingerle un viso strano, quasi una maschera.
E quando gli amici lamentarono che il ritratto
non le assomigliasse per nulla, o meglio,
che lei non assomigliasse per nulla al ritratto,
Picasso semplicemente rispose:
“Non ancora”.
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Profilo Autore: Charlie  

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Reagisce,
tra le sterpaglie moventi,
si placa,
con le ciminiere in mano...

Cenci di fumo
inabissano beati,
plumbeo il bacino,
riflesso opaco...

Al di là,
quattro barcocce
disseminate sulla riva,
tossiscono in silenzio
la tossina che arriva...

Un uomo,
che all'apparenza 
non vede,
annusa aria malsana
e osserva
quel gusto di degrado...
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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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La mia impronta sulle tue labbra,

grano ancora da macinare…

 

Carezze ancora da vivere,

amore ancora da governare

respiri ancora da seminare.

 

Mentre un giglio nella notte

profuma il selvaggio desiderio

di evadere dal sogno .

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Nel trambusto di mediocri pendolari
eri il mio corrimano
di raso
la vite sbagliata all'incavo
adattata al caso.
 
Ora ,
al tocco,
risuona vuota 
la vita
e al riparo
dal destino e i suoi soprusi
annego la mia stanza 
in un celeste d'occhi chiusi,
 
sciogliendo spazio e tempo
in  un celere dispendio
di sensi
ormai consunti
da un eccesso d'uso.
 
 
Preziose trasparenze ,
rimembranze
vagano,
atte in me 
a graffiare
un tuo segno labile 
d'assoluto 
come a riva 
il palpebrare del mare.
 
 
Col tremore di un passo malcerto
si va all'assalto
spezzando gli assedi 
dell'io all'io
 
cercando ,
in un celeste di stanze chiuse 
finestre di speranza 
che diano l'azzardo di una sorpresa.
 
Ma con gli occhi di bianco dipinti
eravamo gia' morti.
Per questo,non per altro 
era vana l'attesa.
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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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