Mi sono sentito sempre al sicuro
in una stanza in disordine piena
di fogli che s’agitano alla brezza e matite,
fin quando mi sono accorto
che tutte le cose più importanti
della mia vita si sono intristite
o rotte senza far mai lo stesso rumore.
Ora osservo il silenzio…
Mi hai insegnato che è una fuga
verso un luogo che solo tu conosci, dove
rimetti ordine ai miei giorni rappezzandoli
con la stanchezza di ogni tua ruga.
Chiamatemi scrivente, se volete,
ma è da un po’ che sto tracciando
fattezze non del tutto sconosciute.
Col nero della mina
ottengo luci ed ombre del suo volto
e vado ad affinarne l’espressione
per riprodurla come io la sento.
Al fin manca qualcosa,
l’impronta d’una tinta più adatta
a farmela vedere nel momento
in cui mi assale senza darmi tregua.
Stenderò un colore
diverso dall'azzurro dei poeti,
dal verde di speranze ingannatrici,
dal bianco delle notti pur amiche.
Donna Malinconia,
se ancor così nel cuore mio indugia,
non mi ritroverà impreparato.
In un baleno io la individuerò.
parla di un sogno anelato e rassegnato
da un cuore stringato nella morsa del tempo,
che sferza tra rovi di foglie schiaffeggianti.
Un sogno che corre inseguendo il vento
che essicca le lacrime ma non il tormento
di un sagrato pianto di un cuore senza voce,
nascosto nell’oblio di un costato che scoppia.
♣
di un raggio che non arrende né alla notte
né ad un fiume in piena che trapassa le rocce.
Pandemici ostacoli che barcollano nell’anima.
La musica è la mia medicina
quando sto male mi risana
quando io mi sento solo
lei mi sta vicina.
La musica accende la mia mente
quando io mi sento spento
lei per me è il sole
che entra nel mio cuore.
Ascoltarla per me è essenziale
perché mi aiuta a migliorare.
suona e risuona
per tutto il dì;
riempie la mente impietosamente
e rende schiavi
di interminabili armonie.
All'istante la cameretta si dissolve;
la realtà si cancella
come la gomma sbianchetta il lapis.
Volo di gabbiano piroetta indisturbato
sulla scogliera frastagliata.
Eroe impavido sbaraglia
con una sola arma
uno stuolo di nemici.
Battuta spassosa originale
diverte con passione
uno stuolo di amici.
Ritornello che accompagna
passo per passo;
non si scrolla dal corpo,
neanche con la promessa
di una forte somma di danaro.
Giacchè il motivetto è celestiale,
aborrisce il genere materiale.
Fa' un po' soffrire
e purifica da morire.
cose strane,
quale volto
ha il gusto comune.
C'è talento,
non si dice,
c'è l'invidia
che striscia felice.
Non importa
non si dà peso,
sempre in pochi,
uno sguardo non speso.
L'altro è niente,
poco importante
l'altro è stufo
del buio nella mente.
Se vi piace
pensarla così,
buon vi faccia
il meglio non è qui.
porta sempre con te l'ombrello.
Canta al sole,
esci allo scoperto,
non rimanere solo nel deserto.
Costumi e abbronzatura da vacanza,
manca un po' di movimento per la panza.
Se vuoi un gelato,
prendilo al cioccolato,
subito l'umore è migliorato.
Se vuoi un altro gusto,
chiedilo a un bel fusto.
Se invece cerchi una signorina,
scendi giù in cantina,
la troverai con lo spumante,
simpatica e frizzante.
che non prenderanno mai il volo
non si tramuteranno mai in parole
e rimarranno incastonati
tra il cervello e il cuore
dove pulsano sensazioni
vibrazioni della mente
e orgasmi dell’anima.
Sono aborti di passione
emozioni di niente
luce accecante
che sfiora l’infinito.
Sono poesie senza padrone
attimi di fuoco
che non si possono spiegare.
Sono le tentazioni di un poeta
che rimane allibito
meravigliato, sbigottito, estasiato
inerme al senso della vita.
trasmette note soavi,
leggiadre nell'animo.
Ognuno di noi le ascolta
lasciandole vibrare
a ritmo del suono stesso.
Libera la mente
che scivola lenta,
pensieri...
ricordi.
Presenza vitale
penetra nel nostro animo,
arricchendo i nostri battiti.
Un tango di vibrazioni: le parole!
Non mi fermo, ti cerco.
Il mio guardo ti raggiunge.
Ti respiro nell'aria...
i tuoi occhi persi nei miei,
il tuo abbraccio.
da molti attesa;
da tanti temuta.
Il Santissimo Redentore
piomberà su questa terra
non da umile peregrino,
ma da Re trionfatore.
Il giudizio sarà imparziale
lontano dal metro umano.
Il cattivo messo a nudo,
non avrà ipocrisia per schermarsi;
avrà tempo per pensare
alle occasioni sciupate
per tornare sul sentiero
della beatitudine.
Si dannerà per l'eternità.
Il buono,vilipeso.escluso,
troverà conforto.
Il corpo brillerà
come dardo fiammeggiante
e lo spirito,
diafano come un agnello,
si congiungerà
alla causa prima
di tutte le cose.
di questo inceder lesto della sera,
il sole annega dietro l’orizzonte.
Confini informi sono quelli del cielo
e tutto tace, tutto si scolora.
Ed io sulla spiaggia
mi sento solo, perso nel fluire
d’un tempo che governa le cadenze
schivando le impellenze del cuore,
tiranno allorquando l’ora arriva.
So già che è tutto vano
ma posso, devo almeno domandargli:
potresti a volte romper gli ingranaggi,
fermarti il giusto per riprender passo
intanto ch’ogni uomo i sogni affina?
Quest’oggi, per esempio,
avrei voluto cogliere più a lungo
i toni dell’azzurro nel meriggio
per custodirli con estrema cura
nell'album d’una magica mania.
Il mare mi conosce.
Sa di questa frenesia fasciante
d’andare sempre a caccia di bellezza
e lui mi invita a rimaner la notte
per sbaraccare draghi dalla mente.
So di non esser pronto.
Ancora non ho vinto insicurezze,
lasciatemi l’introspezione, tutta,
tra una moka ed il provar scrittura
accomodato nella mia cucina.
Sicuro, lui non mente.
Di notte anche esistono colori
nei vicoli narranti l’abbandono,
nella facciata d’una chiesa antica,
in onde e onde a guadagnar la riva.
Ricordo indelebile
rimane nel silenzio del passato
quando ancora germogliava
il piccolo essere uomo.
Imposto a un dovere non tuo,
appena sette anni: lavorare.
Tenebroso e squallido
il mondo del lavoro e non
si presentavano a te
con violenze che
non avresti mai dovuto subire.
Chiuso in quel retrobottega:
mostrarti...
per non farti del male.
Rudi ti attendevano gli attimi
colmi di paura... silenzio.
Chiuso come un riccio
per la vergogna,
hai seguito la tua vita, intimorito...
senza mai far celare
le lacrime del tuo dolore...
Nel tuo mondo
pieno di affetti:
eri semplicemente solo.
La vita stenta,
tu no!
Violini di luce
corteggiano le forbici del silenzio
abbandonate ad un bivio d’autunno
ed un cruciverba lunare
s’apostrofa fra vuoti d’anima
in un vicolo d’immenso
spogliato dai paesaggi del tuo cuore.
Ed allora ripenserò
alla porta socchiusa
del mio furtivo infinito,
alla pioggia dei miei battiti,
agli spiccioli dei tuoi sguardi,
eravamo pentagrammi di stelle
rubati ai graffi del tempo.







