Il poeta stringe i ricordi
ai silenzi del suo mare,
naufraga sulle scrivanie del petto
come un raggio di luna,
rimedia pinacoteche d’anima
ad accender le rime dei tramonti,
ama spiccioli d’infinito riflesso
sulle guance dei papaveri.
Il poeta disegna
il violino delle sue notti
frazionato in rugiada di cielo,
l’inverno dei suoi folli baci,
il tempo dei suoi vecchi sguardi,
il teatro dei suoi perduti battiti.
Il poeta lacrima di solitudine,
apostrofa la poesia del suo io,
è un eclissi di parole
crocifissa alle sue pagine,
poesia,
ara ancora il suo grembo,
come un ritornello di farfalle
accoccolato nell’immenso.
Il braccio flesso
nella cerchia del sonno
è un'ansa muta ad arte,
un discorrere lento
delle palpebre
accerchiate dal silenzio,
un sospiro modulato
della quiete della vita.
In attesa sì che la vita
sia desta come l'alba
d'ogni giorno madre
rallegrati che il sole nasca
che il verde sia sfumato
che l'acqua scorra.
In attesa che si rinasca
spremi il succo dell'aria
non sia mai più nociva
dissetati alla buona nuova
che il dolore sia soffocato.
è un po' come
polvere di veleno,
che si perde
nel tempo e nel vento.
di velluto bianco,
mano nella mano,
fianco a fianco...
è un vanto ricoperto
di ali fatte di pianto.
ti lascia attraversare
la voglia di ubriacarsi
di fragole e vino...
per planare al centro
del nostro destino.
se respiro o forse sono morto,
se tutta, intorno, l’aria è piombo,
odiosa pressa sull'anima indifesa.
So solo che si sente il silenzio,
di quelli propri d’una cattedrale
nell'ora che solo l’altar si ostina
a custodire i dolori degli uomini.
Mi staccherò da questo cerchio?
Se mi vedrete ancora arzillo
o, meglio, sorridere a più non posso
sarà il segno che non ho perso,
che ricomincio dall'alfabeto antico.
I tuoi occhi
son matite accese del mio avvenire,
i tuoi abbracci
lettere di mille parole
perdute in un campo di girasoli,
il battito del nostro vivere
luce dello stesso mare
ad ogni compleanno d’universo.
Caro papà
siam plettro della stessa anima,
nuvole dello stesso cielo,
una canzone d’inverno
ad incidere il ricordo
del nostro bellissimo tempo.
moduli aerei sopra le nuvole
sperimentano insofferenze
un subissare di piume oro...
frammenti di un ritiro sacro
vanitoso e borioso
nelle fattezze d'un volto
impegnano l'età tarda...
è del corpo la perdita
di bocca e labbra
una pelle serica nuda
nei pressi d'una riva.
Da un oblò la terraferma
ondeggia più del mare.
Non è aria
di neve di marzo
che fangosa si scioglie
nelle strade smorte
prive di gente
- nascondono i volti dietro le maschere
che maschere erano prima della tragedia -
fantasmi, col peso di ore da perdere
quando il cielo non scarica nulla:
è forse rimasto infettato
o morto in un vicolo cieco?
per occhi invadenti che spogliano i sensi
persi nella follia di un amore impossibile .
◊
Tutto tace mentre muoio per quella voce
che lascia una scia di lividi profondi
nelle pieghe di un dolce pensiero.
E non c'è pace, nell'insistenza
della volontà... senza forza alcuna.
◊
Cerco pace, nella pazzia in cui mi perdo...
in un grido d'amore che non tace,
in un soffio di vento adagiato sulla pelle.
Quella pace rassegnata, che ancora grida;
Resta, non c'è pace se tu non ci sei.
sopra la mia testa
senza nuvole e senza vento.
Ma poi vorrei anche le nuvole
di quelle soffici
intorno alle montagne.
Oppure di quelle che sovrastano il mare
con le pennellate di arancio.
Non sopporto il pulviscolo che filtra le tende
dove ai vetri
l’inverno ha lasciato l’umidità.
Ma se guardo fuori
il cielo mi dona mille carezze .
Pari ad una madre
la Primavera adesso che
ridesta l’alito
adesso che in dolce attesa
i rami hanno
fertili le gemme e
avanza l’incanto .
come nostra é la Madre
che dall'odio ci tolse
E di Anime fuori luce
la vita
lontana
da parole di morte
e sentenze
sulle nostre vergogne
La luna di mezzo supplisce
il freddo distante
di un cielo non più celeste
al di là delle Alpi
Assieme a COLUI
che in lotta ci vede
contro un volere invisibile
ritroveremo l'abbraccio
per inchinarsi all'inizio
che non cede alla fine
Ora che gli spettri
non hanno più voce
Ora che é tutto più umano
che strano...
se non fratelli o nemici
il mare non vuole tradirci
Alzate lo sguardo
L' ITALIA NON VUOLE MORIRE !
muro baluardo del loro scandire,
volevano intessere ruote nel cuore
pensare alle gabbie come atto d'amore.
Frequenza nutrita dagli organi
diamante scandito dagli angoli,
gregario giro di cicale,
clessidre volteggiano al tempo solare.
❀
Verrà un giorno... la malinconia
che fermerà le mani da un morbo
ed i piedi cammineranno di nuovo
e senza supporto andrò avanti.
❀
Verrà un giorno... quel sole
a riscaldare questa stanza
asciugando le sue pareti ingiallite
e mi libererò dalle mie ossa.
❀
E poi... poi verrà un giorno...
dove la mia anima levigherà,
respirerò senza polmoni e...
soffierò s'un silenzioso stantio.
❀
Verrà un giorno che
chiamerò "Eternità".








