Scucio riflessi disabitati
a rischiararmi l’anima
e tu, pioggia d’abbandoni,
traduci risvegli d’autunno
a disturbar l’angolazione
d’un battito di cuor.
Sospensioni d’infinito
abitano i miei silenzi
nella luce del mattino
e non sei senso immobile
e non sei divisione,
sei amaro ritorno
d’un naufragio d’amore.
Il giorno può passare,
tra cose da fare,
impegni e movimento;
ma quando scende la sera,
il cuore si ottenebra,
di tristezza
e malinconia,
le ore non passano,
il tempo pare fermo,
non sai che fare,
dove andare,
la stanza è silenziosa e cheta,
nessuno,
nessuno chiama,
nessuno ti cerca,
e non sai che fare,
malinconia
nera sullo stomaco,
nodo alla gola,
vorresti gridare,
la tua malinconia,
ma non puoi,
sei solo,
e aspetti,
sperando,
un viso amico.
ricordare una ragazzina
che di nascosto metteva
le scarpe con il tacco,
il rossetto ed usciva
per essere ammirata
ed apprezzata da sconosciuti.
Sorridere di quelle uscite
con il cuore in subbuglio per
non essere scoperta,
una ragazzina che voleva
scoprire il mondo....
Sono come un uccellino in gabbia,
Aspetto di volare.
Campi di cemento accolgono il mio sguardo.
Il pensiero mio rifugge dallo scappare,
Ciò che c'è oltre non è preferibile.
Siamo prigionieri in un carcere voluto,
Criminali senza colpa.
Che questo mondo manchi di speranza,
poiché non si vedono più le stelle?
Cristalli di luna
baciano un iris al tramonto
e sperpera il silenzio del passato
quel dolore naufragato
sull’autostrada dei pensieri
ad avanzar palcoscenici di cielo
nostalgicamente impacchettati
nel declinar il cuor degli occhi tuoi.
E’ miele d’anima mia
quest’eco accantonato
d’un respiro dei tramonti
a disabitar la spiaggia
dei nostri ricordi,
regaliamoci un ultimo abbraccio,
sarà semicroma d’autunno
sui graffi dei nostri nomi.
Alla finestra per ritagliarsi una porzione di cielo, appoggiata con la testa china sul petto, ad annusare la brevità del tramonto, a ricacciare il fantasma della notte. Lei non odorava di lavanda, era rimasta sullo scialle che le copriva le spalle, un odore transitorio che non cercava.
Sollevò la testa dai pensieri confusi, dai capelli color grano maturo, dai nastri di seta viola.
Guardò la luna compiacente, un sorriso sempre uguale di ruffiana interessata agli amori sulla terra, dischiuse le labbra e rantolò col bianco degli occhi in accordo col suo desiderio interiore .
La notte la cercava senza fretta, una mano a sorreggerle il mento, mentre avanzava, scavalcava, volava, planava senza il rossore che intimidisce e raggela.
il cielo di batuffoli di cotone,
la mia pelle paragonabile a lana biancastra,
la tua capigliatura di taffetà inamidato,
e mia madre che si perde in una sciarpa di lamè
attraversando un ponte trasparente come un semplice velo.
tutto ovattato
dal mare in petto.
Stesa su un letto
di pronto soccorso,
aspetto controlli
e cerco di calmare
questo tumulto
interiore.
NOTTE orizzontale,
capire quanto
siamo fragili,
labili, basta poco
e dobbiamo dipendere
dagli altri.
Piove un po’…. la pioggia nelle sere d’autunno
inganna, sembra solo acqua e invece è ricordo.
E per dare un senso a tutto questo, della pioggia
basterebbe coglierne il ritmo e non il rumore.
Noi facciamo solo finta di non accorgercene.
Bisognerebbe disegnare col dito sui vetri
appannati… adoro la pioggia finché non inizia
a piovere veramente, e basterebbe fare l’amore.
Solo ieri avrei imprecato per quella goccia che
cade tra il collo e la giacca e scende lentamente
sulla schiena, ma il tuo Dio mi ha lasciato qui
ombra di me stesso… scivola come un ricordo.
Dappertutto, dalla bocca come un bacio.
Rientrando ti fermi davanti a casa, e passandoti
la mano tra i capelli arricci le sopracciglia…
poi ridi, e il cielo si commuove… così ti guardo.
Tastano le note di un pianoforte
dalla dolce sinfonia che,
entra nell'anima ed acquieta i sensi,
e ogni verso di una intensa poesia.
Quanta forza in queste mani che faticano
per una carezza che stringe
il cuore già usurato dal torturato amore.
La stessa forza che hanno, quando
impugnano una penna per scrivere
come una lama affilata che
taglia in due ogni parola dettata
dalla mente insana.
Quelle stesse parole che rimangono
fisse nel tempo... sul molo di ghiaccio
in attesa di eventi o di un onda impetuosa
che spazza via la ragione
aprendo il sentiero di una perfetta follia.
Confeziono l’infinito mio incompleto
accovacciato in un silenzio solitario
e spendo matematica d’aurore
ad ispezionar illusioni,
a ripescar quaderni d’anima
catalogati dalla rugiada del mio petto
e sei concerto di battiti
sulla pelle del mio domani,
uragano di sogni accantonati,
margherite dalle sconosciute geografie.
Rincorro l’indirizzo del nostro cielo
ed il tempo m’assapora dolcemente,
rammenda chiacchiere d’immenso:
siam finestre d’universo
socchiuse fra le trame dell’amore.
Contorni netti a districare ombre
nell'aria tersa del caparbio inverno,
pensavo fosse quasi impossibile
sentire un respiro della notte.
.
Eludono ansie, i tocchi di luce.
Tramutano i nastri in ali del tempo
e prendono a bordo un sognatore
accarezzando l’alveo d’un fiume.
.
Pian piano vedo il nero schiarire
su bizze d’acqua e scogli dormienti
e verso la foce tra pioppi e canneti
il volo prosegue in odore di sale.






