Sporcar il silenzio
d’un vuoto d’anima
fra lacrime di margherita
ed un bozzetto di luna
taciuto al mar dell’oblio,
così scrissi sulle labbra
un appuntamento eterno
col cielo del tuo cuor
e cadde uno spartito d’ottobre
ai piedi del mio amor.
Se nulla si stringe ai miei occhi
spenderò i miei ricordi
a cercarti negli inverni della sera
e scriverò lettere al mio dolore
che la pelle dell’universo
annoderà ad un capriccio d’aurore,
siamo anagrammi irrisolti
di cieli capovolti.
Sorda a chiari avvisi
risposta affermativa data
all'eterna chiamata
di pace riposi.
Semplice,
come ruspante in vita
genuino amor di famiglia
gioia ed armonia
e fronzoli lasciati
ad addobbare alberi
per un Natale perenne,
il ritorno al Padre
che ricongiunge al figlio
lasciando incombenza
a madre terra
di alleviar le pene
a chi rimane
col suo ricordo.
quel treno, fermo su
un binario morto,
in una stazione sconosciuta.
È sera, c è nebbia,
aspetto qualcuno
che non arriva.
Quel treno così
diverso da quello
della canzone,
ma nel cielo
appare una stella
gigante, illumina
ombre ed il sogno
svanisce....
Alzo lo sguardo e vedo l'occhio opaco del cielo.
Lui ci osserva,ci dá fugace speranza.
Non ci lascia soli,
è sempre presente nella notte.
Silenzio è intorno a me,
Neanche il cuore batte più .
Sono davanti ad una porta con un mazzo di chiavi sconosciute.
se brilla è prezioso,
che importa
se è tutta latta.
Apparire,
per qualcuno
un pregio,
da molti
apprezzato.
Chi studia,
chi si alza presto
per un lavoro
normale,
non è un valore.
Apparire,
su social che
corrono, corrono,
parlano, parlano,
influenzano.
Si vendono pochi libri,
ci si confronta poco.
Ciò che importa,
pubblicare foto,
discorsi senza senso,
intanto passa il tempo,
prolifica il nulla,
che continua a
guadagnare,
grazie a vuoti
da colmare.
Ho tutto il mondo addosso
in questo concerto di luna
che m’abbiglia l’anima
con coriandoli di rugiada
ed ora sì che conoscono
il peso di un bacio
che m’attraversa lo sguardo.
E sudano sulla pelle i tuoi silenzi
come bozzoli di cielo
caduti in riva al mare,
siam matita d’occasioni,
dolce abitudine di cuore.
S'illuminano strade
e distanze si riducono
in confini che s'annientano
l'anima si anima
e di ragione non s'affligge
fianco, fianco fanno pace
si sfogano pensieri
in discorsi perspicaci
amici anche i rapaci
in sinergia d'amore e poesia
tutt'altro che una malattia
tutto è già domani
l'io rapido invecchia giovane
austero non mente
come il dolore.
tra il caos dei nostri cuori.
Inalo da vicino il profumo
dei nostri respiri...
attimi... attesa...
tra esili sussulti si uniscono.
Ipnotizzato, l'istante
si perde tra folli palpiti e
carezze tra capelli,
li afferra... li sconvolge.
Manca l'aria tra le scintille.
Sale il calore di questi corpi e...
e cedo.
Cedo alla tentazione...
che mi porterà... fino all'inferno,
cedo a queste braccia sicure,
cedo alla tua essenza d'uomo.
Smarrisco i sensi nel tuo vigore
e mi abbandono...
in questo dolore che fa impazzire,
in questa passione che avvilisce,
in questo amore che rinforza le anime.
Mentre metto panni colorati
che dai bianchi cercano di svignarsela
tutti assieme nella lavatrice, spiegando
a ognuno di loro che la vita è difficile
e devono imparare a cavarsela
da soli, una bella donna con un grembiule
sulla lunga sottana alla postazione
accanto alla mia nello scialle si tormenta.
Si dispera per aver già programmato
il prelavaggio, sbircia il mio gettone
e non si dà pace per aver scordato
un fazzolettone imbrattato da carbone
di zucchero nel sacco di iuta del bucato.
Così le offro aiuto, sperando di prenderla
poi per la gola alla bancarella del torrone.
In un batter d’occhio girano tutti
insieme in allegria: boxer, canottiere
e calzettoni, e lo sciarpone impacciato.
Ma lei è così tesa per il suo indumento
che non può far a meno di restar a vedere.
E io sono così sensibile che non mi resta
che sedermi davanti alla lavabiancheria.
Le lascio il posto di fronte all’oblò, che
mi commuovo mentre centrifuga.
Anche se mi piace creda sia galanteria.con cui inondar l’anima e il cuore
ma si spegnean al primo sguardo mio.
Chiedevo al sonno mare e solo mare
per ripartire dal miglior fondale
ma l’alba mi svegliava tra le antenne.
Cadean versi su foglio immacolato,
frantumi al tocco della bianca carta,
racconti persi in un intenso affanno.
Il sogno che si avvera non esiste
se non per chi, poeta fino in fondo,
s’aggrega lesto al volo del miraggio.
Il cielo ,
la sua voce tra le nuvole,
Gennaio tra le righe di una poesia ,
dove il vento fa danzare gli alberi
e trae conforto sui rami spogli di sole .
Un giorno che scrive il tempo .
Il mattino sulle
gocce di brina
e dal piano chiaro delle lenzuola
il tuo viso
gli occhi chiusi dai sogni
il respiro fragile dei pensieri
l’inverno cullato
dai baci .
Sopra un cielo scarno di luce
ritornano i fantasmi a gridare un nome,
e perpetua rimane la paura del vuoto,
a colmare i giorni che trascorrono lenti.
Sei fuoco d'amore quasi spento,
ma non riesci a volare.
Tu cerchi qualcosa, dentro questo mondo
sempre più stretto e opaco,
cerchi il tuo posto che sia respiro,
mute sono le bocche e gli
occhi persi su cristalli creano
automi che non hanno emozione,
guidati come pipistrelli senza direzione.
Tu, no tu vuoi ancora gridare e fare sentire
la tua voce che ancora ha tante cose da dire.
Respira, prendi fiato qualcuno forse
potrà ascoltare ...
Ladri d’immenso
ricamammo briciole di pioggia
fra i quartieri del tempo
e mendicammo parole
accese dal petto
e lacrimammo solitudini
come bacio d’universo.
Vestimmo un cielo di stagioni,
sgrammaticammo l’anima
in un respiro lunare:
ricordo il tuo sguardo
carezzato dal vento.







