in questo cammino
verso la libertà
di anime silenziose
di pensieri che volando
di nuvole
in questo cielo blu...
Arriva la notte
con i suoi sogni
le sue costellazioni
di un'estate ormai lontana
con le sue incertezze
lasciati in sospeso
dalla presenza
dalla speranza di cambiare.
Esser forte
non distruggere
ma sorridere
guardare negli occhi
e perdonare.
nel sospiro
a promessa del vento
nel contrario del tempo
Porgi lo sguardo
sulle pieghe
d'un sole accerchiato
da albe congiunte
Portami
fin dove ti sogno
nell'eresia del Cielo
in quel Volto
di un Cristallo
esiste di luce !
Sulla schiena di un tramonto
affaticai parole d’universo,
anagrammai i battiti
d’una latitudine d’immenso
in un nascondiglio d’orfani pensieri
e sei quel significato sgualcito
sgretolatosi nel destino,
la stagione dei miei dubbi,
il gesto spezzato
d’una quiete immobile.
Raggira l’orizzonte esausto
l’ombra di questo fior
colata sulle pagine inferibili
d’un mattino impolverato,
siam pioggia d’autunno
ad abitar le coordinate dell’animo.
Cala il silenzio
Nelle stanze,
quando tu te ne vai,
quando tu non sei più,
con me;
con te se ne esce la vita,
e la forza,
e l’allegria di vivere;
sei forte,
vivace,
così piena di vita,
di armonia,
la tua persona mi scalda il cuore,
il tuo sorriso buono,
i tuoi occhi vivi
e un po’ tristi,
scacci le nubi
dal mio cuore,
ti conosco da sempre,
eppure è sempre come la prima volta,
ti amo,
e ho sempre più affetto;
amica,
compagna,
tesoro mioè un giorno lontano
che chiudendo gli occhi
mi sorprenderà domani
come un pacco di Natale
in un giorno qualunque
La mia rosa è quella che crede
che l'inverno non sia da buttare
Che resta a capo chino
perché si vergogna di confessarmi che ha sete
La mia rosa è lo scavare affannoso
di una larva
che ne rende le foglie crivellate
come la camicia di un soldato fortunato
in una guerra,
che solo per questo ha imparato
ad innamorarsi
La mia rosa
non è la corolla ma il suo verde;
è i suoi petali perduti
che svelano una voragine nel nulla
L’abaco del tempo
piove d’infinito mio acceso
su crepuscoli d’attese
e torneremo ad esser noi
in un riflesso di storie,
a scivolar su quaderni di luna
come sulla spiaggia del nostro cuore.
L’inappetenza di un discorso
attracca l’anima mia
alle rime invecchiate
dipinte dai respiri del cielo,
siam poesia del mondo
al tramonto d’una promessa.
UN GIORNO TROVERO’ UN SIGNIFICATO
HO ASSAPORATO L’ ETERNITA’
ED ORA CESSERO’ DI ESSERE
MA PRIMA CHE TU SCEMI NEL NULLA
I CONTORNI SI SFUMANO
RITORNA ALLA MENTE LO SPECCHIO
DELL’AMORE SVANITO
NON CI SARAI PER NIENTE
NON SARAI NEPPURE UN RICORDO
E QUANDO TI PENSERO’,
PENSERO’ UN PENSIERO
CHE OSCURAMENTE CERCA DI RICORDARSI DI TE
Però poi... verrò a trovarti
tutte le volte che voglio,
tutte le notti che ti voglio.
Resterai fermo in quello spazio
e verrò per respirarti
riempiendomi di te,
perché ti voglio.
E ci saranno momenti...
come questo momento,
che ti tengo stretto
nella testa e nel cuore...
è il tuo spazio.
Col rischio di tritar notti d’incanto
emerse nel guado d’una lunga estate
o di un almeno promettente inverno,
quando così dovesse lei arrivare,
alba fiammante aspetterò paziente.
Deve esser - lei - titana affezionata,
longeva al punto tal da soppiantare
mattino, pomeriggio e sera insieme,
senza pietà, seppur con rivelato garbo.
Ammesse da natura sconosciuta,
dovrà dotarsi d’eclatanti luci
che annuncino l’addio e per sempre
a tenebre, assassine, puntualmente.
Quando così dovesse lei arrivare,
cancellerò le mille mie paure,
di queste geometrie gli acuti
che mai allargo così come vorrei.
Quando così dovesse lei arrivare,
diventerò il più infallibile dei pescatori
e senza esche e senza reti me ne uscirò
a catturar con mano le mie prede...
Primavera lunare
scolpita nel mio eco
a riassumere silenzi
abbottonati all'anima mia
e sconfina in un bacio
la mia voglia d’orizzonte
come nullità scomposte
in un clandestino addio.
Ricamo di gelosia
le tele affaticate
d’uno sguardo confuso,
sei ancora tu quel mar
che credevo per sempre perduto?
Il tempo vola
che non si riesce
nemmeno a ragionare,
lontano da qui fanno le guerre
senza pensare di osservare
ogni tanto le stelle.
C'è tanta gente
che muore di fame
e c'è chi sfugge dalla disperazione.
Il tempo è diventato insopportabile
ora che il mondo
ha smesso di sognare.
Il cielo da queste parti
non è più lo stesso
ed il mare non è più un riflesso
per la luna e le stelle
è diventato solamente
un mare di anime perse o disperse.
Il tempo vola
e sarà forse il grigiore
di una fredda giornata
che mi da
quest'acuta riflessione.
Se solo avessi avuto l’intuizione
di nascere al tuo fianco,
avrei saputo forse dipingerti
i sogni di una tonalità
tra il celeste e il turchino invece
di provare questa sensazione
dalle tinte scialbe… questo vuoto.
Oggi sei più puntuale del solito,
accompagnata nel tuo aggraziato
tacchettio da un chiarore affranto
che siede sui miei righi.
Come posso non scrivere questa
notte in cui il cielo fa l’amore
con le parole, e le stelle penzolano
dalla luna per farle da scala…
fino a l'esasperazione delle pulsazioni
delle membra sospiranti tra loro.
Ti pretendo tra le mani, per farti sentire
il peso della vulnerabilità di noi due.
Mi supplichi di non fermarmi...
mi preghi di continuare... ed io...
imperterrita e senza pietà ti faccio implorare
per ogni mio sinuoso movimento e...
quella testa.... te la farò perdere!
… di grazia
… di vento
… di spine
Lamelle di pioggia
battente sui brividi spinti
e gocce di latte
di un bianco prezioso
(cavalcammo aurore boreali
e sulle onde ci baciammo
per ogni Eternità)
Ti ho tra le braccia
sul corpo e negli occhi
come campo di neve imbibito di rosso
- Distesa
- Amalgama e voci
(frementi di baci
godemmo respiri di fuoco)










